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Riparliamo

di sport

   
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La realtà è più complessa e merita riflessioni attente.
Ci sono dirigenti che si impegnano con i propri soldi e se qualcun altro li imitasse...
  

 

22 ottobre 2004

Caro Direttore, come sai da molti anni dedico parte del poco tempo libero che mi rimane allo sport roncadese e quindi mi permetto di affrontare l'argomento dopo il dibattito innescato dall'ultimo Consiglio Comunale. Ho atteso quindici giorni proprio perché ritengo più corretto fare delle riflessioni a freddo, non per difendere uno o l'altro, quanto piuttosto per proporre una visione il più possibile fredda e lineare.

In questi anni vissuti a contatto con molte realtà sportive mi sono reso conto che in tutte le società roncadesi i dirigenti fanno quadrare i conti con i propri soldi e quindi mi sento in dovere di spezzare una lancia in loro favore. In un'epoca dove gli interessi personali acquistano un valore sempre maggiore, costoro offrono comunque la possibilità a molti giovani di esercitare un'attività, diffondono il nome del nostro paese nella regione o addirittura in ambito nazionale e offrono una opportunità di intrattenimento per i cittadini, in un paese che non brilla per spettacoli o svaghi.

Indubbiamente si commettono degli errori, ma d'altronde il popolare detto "chi fa sbaglia" si adatta anche a questo settore: a volte qualche giocatore riceve più del dovuto, ma mi permetto di dirti che - a parte poche realtà fra le quali è giusto comprendere il San Cipriano Calcio - è difficile fare una buona attività giovanile se non c'è il traino della prima squadra. Il giocatore di classe rappresenta a volte un idolo per il bambino che vede in lui un campione da emulare: certo la Tv porta in casa dei giovani i veri fuoriclasse, ma possono fare breccia anche quelli della compagine locale, proprio perché più vicini. Potrei sbagliarmi ma i migliori prodotti dei nostri vivai sono maturati in un periodo in cui anche la Prima squadra era ad alti livelli.

Resto quindi sempre più convinto del valore sociale dello sport e come tutte le realtà sociali non sono certamente a fine di lucro; in un'epoca di ristrettezze economiche, inoltre, non è semplice trovare sponsor, te lo assicuro.
Dulcis in fundo negli ultimi tempi il CONI sta mungendo le società sportive per i mancati introiti del totocalcio con incredibili aumenti per le iscrizioni ed i tesseramenti: il Roncade Basket - solo per affiliazione alla FIP, iscrizioni ai campionati, iscrizione alla Lega, tesseramenti, tasse - spende non meno di 15000-18000 Euro all'anno. Inoltre sappi che la quota versata al Comune in termini di spese per la gestione della palestra ammonta a circa 8000 - 9000 Euro, mentre il contributo stanziato è di 3000 Euro… aggiungici che lo stato di conservazione della palestra non è certo dei migliori con problemi di pulizia del fondo (l'unica palestra è utilizzata ininterrottamente dalla mattina alla sera, scuole comprese) e di riscaldamento; prova ne sia la volontà di intervenire con una ristrutturazione decisamente costosa.

Mi permetto di correggerti circa la mancata fatturazione dei rimborsi spesa: dal 2001 l'attività sportiva dilettantistica è regolata da una normativa abbastanza rigida - troppo per società tenute in piedi dalla sola passione dei dirigenti - che impone il rilascio di una regolare ricevuta da parte dell'atleta con un documentato rimborso chilometrico e se lo stesso supera una certa cifra la società deve versare una quota all'INPS e la ritenuta d'acconto come un regolare collaboratore; ti faccio osservare che ogni prelievo bancario effettuato dalla società deve essere documentato, che devono essere tenuti tutti i libri contabili a disposizione del fisco, che - e non voglio andare oltre - ogni quindici giorni la società deve comunicare alla SIAE i proventi provenienti dalla vendita dei biglietti o da attività sponsorizzate; le multe in caso di violazione sono davvero pesanti.
Resto sempre più convinto che lo sport sia un'attività sociale e come tale legata non al guadagno, ma alla spesa e credo che negli ultimi anni il livello agonistico a Roncade non sia certamente migliorato: fino alla metà degli anni 90 infatti potevamo contare in una squadra di calcio ai vertici regionali, in una formazione di pallavolo femminile in serie B ed in una compagine di basket in serie C: soltanto nell'ultimo caso abbiamo una conferma, mentre le due precedenti hanno avuto un brusco ridimensionamento…colpa solo dei dirigenti?

Apprezzo e condivido la volontà di uno sport pulito e giusto e pertanto mi auguro che la stessa forza con la quale si è dibattuto di un ammanco di 34.000 Euro su un bilancio comunale venga utilizzata per esaminare anche altre questioni.
Resto sempre più convinto che il modo con il quale viene effettuata l'attività sportiva a Roncade non sia l'aspetto peggiore del Comune ed anzi, conoscendo la passione e la mancanza assoluta di secondi fini con la quale agiscono moltissime persone, sarebbe positivo se ci fossero imitatori anche in altri settori.

Ti ripeto che non è mia intenzione fare polemiche, ma ho solo voluto dire la mia su una realtà che ho vissuto e vivo parzialmente da vicino e non ritengo corretto che si punti l'indice verso persone che molto spesso sacrificano anche il proprio portafoglio per dare continuità ad una realtà che porta comunque il nome del paese.
Dopo questa lunga difesa invito tutti i nostri concittadini a recarsi al campo sportivo, in palestra, ovunque per sostenere le nostre squadre e se volete anche partecipare come dirigenti vedrete che non vi verranno certamente chiuse le porte in faccia.
Un sincero complimento per il sito

Andrea Tonon