| 24 novembre 2004 Il risultato era immaginabile, gli orfani
del verde in piazza del municipio vorrebbero che Rio Sartor - l'infelice fiumiciattolo
artificiale che circonda su due lati la nuova piazza - fosse trasformato in un' aiuola.
Un accenno di tappeto d'erba, insomma, a parziale e
tardiva riparazione della cementificazione ubriaca della superficie. Del resto il fiume
non ha mai funzionato, è concepito male dall'inizio, è stato uno specchietto per le
allodole buttato là sul tavolo della trattative da una società palazzinara interessata a
concludere un Piruea.
Sarebbe interessante sapere quanto è stato valutato rio Sartor nel
complesso della contropartita.
E' vero che, in attesa di un qualche aggiustamento
del sistema di pompe, almeno per salvare l'apparenza, la circuitazione dell'acqua è stata
sospesa e con essa le cicliche e costose operazioni di pulitura dalle alghe (vedi qui). L'acqua però c'è ugualmente, ed è
quella che si accumula quando piove.
Insomma, all'epoca in cui la piazza fu presentata,
un anno fa, c'erano da una parte i contestatori che sostenevano quanto fosse migliore il
verde di prima e gli altri - tra cui questa redazione - più possibilisti e curiosi,
quelli disponibili, cioè, ad ammettere che per giudicare le novità bisogna attendere un
po', farci l'occhio.
E' passato un anno e a questo punto dovrebbe
bastare. Il bilancio è che su quello spazio si sono svolti un mercatino, il comizio
finale del centrosinistra e un torneo di calcetto. Senza metterci qualche cittadino
scivolato e contuso.
Alla fine vince il confronto la spianata di asfalto puro stesa davanti la
chiesa parrocchiale quarant'anni fa. Orrenda, rispetto a quello che c'era prima, ma almeno
oggi serve da parcheggio.
Vorremmo che i firmatari di quel Piruea fossero in
grado di fare ciò che quella parte politica chiede di fare al Berluska: ammettere
pubblicamente di aver fatto un errore. |