| 15 settembre 2004 Ogni volta che rio Sartor dev'essere
ripulito perchè le foglie e tutto quanto cade in acqua intasano filtri e pompe se ne
vanno mediamente 500 euro e questo è accaduto varie volte fino allo scorso giugno. Per un
po' ha provveduto la Soveim, la società, cioè, che ha realizzato la piazza in cambio dei
benefici in termini di oneri di urbanizzazione sul complesso dell'ex consorzio agrario,
per due volte i lavori sono andati sul conto delle casse comunali.
Quando il nuovo sindaco, Simonetta Rubinato, si è
insediato ha detto basta. Acqua ferma e pompe in stallo, insomma, fintanto che non si
capisce dov'è il guaio e perchè il percorso idrico a circuito chiuso, progettato
dall'architetto Riccardo Tronchin - la stessa mente creativa dell'intero piano integrato
per gli amici Piruea - da qualche parte si congestiona.
Imprevisti non ce ne dovevano essere, le foglie cadono in
quello spazio da almeno 100 anni. I filtri forse non sono adeguati o forse sono le pompe
ad essere sottodimensionate in modo che basta poco a strozzarle, anche perchè quando
piove i volumi d'acqua da gestire aumentano.
In realtà, poi, da superare ci sarebbe un altro problema,
cioè quello della sterilizzazione dell'acqua dagli agenti che generano alghe e filamenti,
ma questo era già nel conto.
Sia come sia, adesso a dare una risposta, così ha deciso
Rubinato, è Soveim. Si chiamerà anche rio Sartor ma non è mica detto che il fiume debba
smettere di scorrere solo perchè il suo padrino non fa più il sindaco. |