| 28 gennaio 2004 Nelle stanze dell'ufficio postale di Roncade si aggira un virus
pericolosissimo.
Nove visite casuali nel mese di gennaio per utenze
ordinarie - nei giorni 2, 3, 8, 9, 12, 13, 16, 22 e 28) - hanno consentito a chi scrive di
verificare che il secondo sportello della sezione "Prodotti Postali" era chiuso,
mentre la fila agli sportelli delle casse permaneva costantemente lunga, mediamente dalle
15 alle 20 persone in attesa.
Un cartello all'ingresso dice che gli sportelli
"prodotti postali" - quelli verdi, per capirci - sono abilitati ad effettuare
anche alcune operazioni di cassa, compreso il versamento di denaro in conto corrente
postale. L'unica addetta alla sezione, però, dice che a Roncade questo non si applica.
Perchè? "Lo chieda al direttore". Bene.
D: "Direttore, quel cartello non vuole dire
nulla"?
R: "Funziona solo quando siamo a pieno organico"
D: "E oggi quanta gente manca?"
R: "Tre persone"
D: "In ferie?"
R: "No. Due in malattia e una in permesso".
Evidentemente c'è un virus implacabile che gira nei locali
almeno dai primi di gennaio e forse è per questo che è meglio concedere anche un
permesso, così si evita che si contagi una persona in più.
Forse è sempre per questo che i portalettere arrivano a
giorni alterni e se devono recapitare qualcosa - un pacco, una raccomandata - neanche
suonano, lasciano l'avviso e basta. In questo modo non si hanno contatti con gli utenti e
il virus della posta non viene recapitato a domicilio.
Meglio la posta elettronica, quando si può. I virus che si
prendono almeno fanno ammalare solo il pc. |