| 19 novembre 2004 A Musestre non si tromba, c'è la bidella
buoncostume.
La storia onta - passatecela, ogni tanto ci vuole -
si svolge in una gelida sera di novembre sul retro della scuola elementare, là dove
termina la scala esterna in una specie di antro protetto. Con il favore delle tenebre due
minorenni, senza macchina e con i genitori che quella sera non hanno proprio intenzione di
uscire, salgono furtivamente i gradini per starsene un po' in pace.
Ma una bidella, che si è attardata con lavori nell'istituto e che ora sta
ripartendo in auto, sta osservando non osservata il misterioso movimento nell'ombra, e,
temendo un'operazione ciminale, afferra il cellulare e chiama la collega più grande e
coraggiosa.
La quale giunge battagliera, dice: ma quali
carabinieri! e sale la rampa senza indugi.
Lassù scopre il fattaccio: i poveri
concittadini, già indaffarati a recuperare un minimo di calore lottando contro il
necessario per quanto minimo svestimento richiesto per compiere il loro legittimo
proposito, raggelano. Poi avvampano perchè Wonderwoman, fiammeggiando dalle occhiaie, li
riconosce. Naturale, sono ex alunni, e, ancora più naturalmente, ella conosce le
rispettive madri. Scatta la rappresaglia: vergogna e vergogna. Non lo vado a dire a casa
vostra ma vergognatevi, ora e sempre, nei secoli dei secoli!
Se ne ricorderanno, i poveretti, quando, da adulti,
si troveranno davanti ad uno psicologo intento a sviscerare le radici profonde delle loro
difficoltà di relazione, frigidità, disfunzioni erettili, anorgasmia e via elencando.
Son traumi mica da ridere, eh?
Solidarietà, naturalmente, e consolatevi perchè è
tutta invidia. L'unico consiglio per la prossima volta, a meno che non troviate eccitanti
le emozioni forti, è di andare a "farlo strano" in un'altra scuola.
Adelante, amigos
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