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Ma che

tristezza

   
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Stanno zitti per 60 anni e adesso cadono nelle foibe. Ehi, laggiù a sinistra: vogliamo parlare un po' di politica?
  

 

21 febbraio 2004

Centrosinistra di Roncade, sei una mozzarella.

Qualche mese di discorsi sulle foibe ed ecco che ti capita un ordine del giorno sulla "barbarie comunista" dall'unico consigliere di An dell'assemblea.
Minimo, dato che per quasi sessant'anni non ti sei ricordato del 25 aprile, a parte un alzabandiera di ordinanza senza cerimonie.

Centrosinistra, questo succede quando eviti accuratamente di parlare di politica, ammesso tu ne sia ancora in grado.
Questo succede quando l'amministrazione viene intesa solo in termini di "qui e ora", attività senza passato e con un futuro che non contempla altro che la dimensione urbanistica. Sviluppare, costruire, allargare. Piscine di qua, Piruea di là.
Hai lasciato dire pensando solo al fare, e adesso magari non riesci nemmeno a percepire il più piccolo, decente brivido di imbarazzo.

Adesso, come sta diventando normale dappertutto, sarà normale anche qui pensare che in Italia comunisti e fascisti erano la stessa cosa. Sarà normale mettere i torti e le ragioni in rapporto diretto con le rispettive crudeltà e misurare le crudeltà semplicemente come somme di morti avversari.
Gli ex Pci possono provare a salvarsi dicendo che è colpa degli ex Dc i quali, in nome delle buone norme di prudenza parrocchiale, in certi fatti di paese non si sono mai immischiati.

Attenzione, ex Pci, è una foglia di fico.

Già si sta dicendo che i veri eversori sono i giudici e che Craxi non era un latitante ma un esiliato. Fra poco, via via che la revisione della storia avanza, verremo a sapere che i vari tentativi di golpe degli anni '70 (Borghese, De Lorenzo, Sogno,…) sono leggende metropolitane, che nel Dc9 di Ustica c'era un pilota kamikaze, che Gladio era un club di collezionisti di reperti bellici, che a Piazza Fontana in realtà c'era un petardo della curva sud nerazzurra. Nel frattempo la Cgil sarà diventata davvero quel covo di terroristi rossi che si va raccontando e Carlo Giuliani sarà stato ucciso da un ictus.

Centrosinistra, sveglia. Non parliamo di cose lontane. Uguaglianza e legalità, hai presente la formula?
Ti ricordi che Giusva Fioravanti e Francesca Mambro avevano un covo a Fontane di Villorba, a casa di amici trevigiani? Sei al corrente che gli ambienti di Forza Nuova di Silea sono tra i più attivi del Veneto e che da quelle parti c'è gente bene armata che frequenta campi paramilitari? Sai che a Casale sul Sile c'è un'azienda intestata alla cognata di Angelo Siino, il cognato di Totò Riina, peraltro pluriinquisita in Sicilia?

Centrosinistra di Roncade, è urgente. Anche se non di sinistra, almeno, dì qualcosa di politico.

Roncade.it

24 febbraio 2004

Mi permetto intervenire a proposito del rimbrotto al centrosinistra per non saper rispondere al revisionismo storico della destra.
In primo luogo bisogna mettere in chiaro che alle provocazioni del solito "minimo" non credo valga la pena rispondere.
E' nei confronti dei cittadini roncadesi che si devono delle risposte e lo si fa "amministrando".
Questa amministrazione ha saputo tradurre il suo programma in opere e servizi più di quanto promesso nel chiedere il consenso elettorale, pertanto se l'opposizione deve per forza dirne male, non per questo la si può accusare di aver tradito la storia ne tantomeno quella sensibilità cui si ispira politicamente.
Non sono in grado di giudicare l'enfasi profusa nelle varie cerimonie e ricorrenze ma mi si dice che il popolo italiano è assai maturo per non lasciarsi abbindolare da qualche alzabandiera.
Certo dimenticare, questo no, ma neppure guardare sempre indietro; a mio avviso chi lo fa, ha bisogno di ricrearsi la verginità perduta.
Onore ai morti, qualsiasi morto, ma dopo basta, altrimenti i giorni della memoria saranno più di quelli in calendario.
Penso piuttosto che valga la pena di guardare avanti, ci sono problematiche ben più importanti delle nostre beghe di cortile.
Solo per fare un esempio, diamo una scorsa al rapporto che ha presentato il Pentagono sull'ambiente: vent'anni o poco più e poi il disastro.
Mi sembra che questo valga più di una preoccupazione, ancor più dei Tanzi e Cragnotti, dei Craxi esuli o dei Berlusconi unti del signore.
Bisogna volare alto, dare una prospettiva un po' più ampia al nostro orizzonte politico, lasciare i meschini a razzolare nel proprio orto e guardare innanzi, i problemi sono ben altri, gravi e difficilmente risolvibili.
Mi si obbietterà che chi governa ci costringe a restare impantanati nel nostro "minimo", ebbene, valga considerare che neppure con la rivoluzione francese si è risolto un gran che, ma con il tempo, a piccoli passi, qualcosa comunque è cambiato e sicuramente in meglio.
Ossequi.

DAMELICO LUCIANO

24 febbraio 2004

Gentile Damelico, la mia opinione è che l'amministrazione sia solo la metà dell'attività politica. Non è per caso che il potere esecutivo, nelle democrazie moderne, è separato dal legislativo. Se bastassero buoni amministratori per far felice una comunità allora potremmo accontentarci di tecnici.

La politica è altro, è l'individuazione di ciò che siamo e la progettazione di un futuro collettivo. In tutto questo storia e memoria sono essenziali, la politica non può fare a meno degli intellettuali. Questo è ciò che il centrosinistra di Roncade ha lasciato cadere e non saranno mille piscine a compensare il vuoto di coscienza del "noi". Li chiami "valori" oppure come le pare. Una squadra che guida una comunità NON E' un Consiglio di Amministrazione. Deve distribuire idee, deve essere classe dirigente, non deve diventare sterile. Non basta "avere le palle", ci vuole anche cuore. Personalmente, ad esempio, mi attendo che un centrosinistra su argomenti come la Resistenza si esponga e non lasci dire.

Sull'opportunità di rispondere o meno a quello che lei chiama "minimo" (attenzione, in democrazia nessuno è "minimo") La invito a leggere un articolo di Giorgio Bocca pubblicato oggi da Repubblica e che può prelevare cliccando qui.

In ogni caso grazie per il contributo, se riusciamo a parlarne qualche scintilla forse si riaccende.

Cordialmente

Gianni Favero