| 29 febbraio 2004 NON TRASFERIAMO A RONCADE IL TEATRINO
ROMANO
Lega Nord, ti voglio troppo bene, non rischiare
"pastroci", concedi alla Gente l'opportunità di valutarti nella Tua
integrità.
Da troppo, la Lega Nord a Roncade, colleziona errori determinati da scelte politiche
condizionate dalle alleanze nel momento delle consultazioni elettorali comunali.
Con il passar del tempo queste scelte hanno favorito altri gruppi, inconsapevolmente
abbiamo usato il nostro capitale voti come sgabello per innalzare chi in più d'una
occasione ha deriso e denigrato la Lega. Eppure c'erano molti Roncadesi che nel lontano
1995 avrebbero gradito la Lega Nord solitaria, al governo di Roncade.
Forse da soli non ce l'avremmo mai fatta, ma almeno potevamo dire di aver tentato, forse
la Gente avrebbe capito premiandoci con il voto.
Correre in alleanza, significa molte cose, per esempio, il rischio di vincere in questa
prossima occasione elettorale, ma quale spessore morale ed etico avrebbe per noi questa
vittoria? Come potremo conciliare il nostro credo con certe logiche oggi radicate nella
Casa delle Libertà o quant'altro. Perché pur di sedere su quelle agognate poltrone
dovremmo accettare compromessi, ben sapendo che il compromesso, se è il sale della
Politica, diventa nel momento stesso occasione di ricatto.
In pratica, come governeremo dopo la Vittoria? È un
quesito molto importante che va aldilà dei programmi. Comprenderete che trasferire a
Roncade il teatrino romano sarebbe ridicolo e irriguardoso. Nessuna nostra proposta, in
due anni e mezzo di governo è stata accettata integralmente, tutto è stato
ridimensionato; a cominciare dalla Legge Bossi-Bossi, alle recenti vicende per
l'applicazione delle riforme in senso federalistico.
Nel Consiglio Comunale di Venerdì 20 scorso, un consigliere della maggioranza,dichiarava
che avendo Berlusconi sposato le "Devoluzione", ne stiamo tutti pagando le
tragiche conseguenze.
Non mi meraviglio, nessuno delle minoranze ha pensato utile ed educativo ribattere che la
vera "devolution" esiste solo sulla bocca dei protagonisti, e se continuerà di
questo passo, resterà solo nei nostri sogni. E' questa, facile e grossolana propaganda
che infastidisce, ma è pur vero che questo Governo di cui noi facciamo parte, ha reso
più difficile la vita economica dei Comuni.
Tornando alla mia personale constatazione iniziale, è quasi matematico prevedere che se
la Lega Nord si presenterà alla consultazione elettorale da sola rischieremo di
consegnare il Comune ai "Soliti" per altri cinque anni.
In questa situazione essere pragmatici non guasta, sappiamo
che il dopo sindaco, è nebuloso per molti di destra, di centro e di sinistra;
introvabili, quelli del calibro di Sartor. Quanti intrecci verbali fin d'ora all'ombra dei
portici, soffusi da religioso timore, avulsi nel pronunciare un nome risolutore, è una
mistura di strategia e panico di sbagliare. Chi per primo esce allo scoperto è fregato e
intanto il popolo attende notizie certe, nessuno vorrà rischiare di consegnare il proprio
destino di cittadino nelle mani di qualcuno che conosce appena, sorridente dai manifesti o
orante tra i tavoli imbanditi di un ristorante.
Cari Leghisti, via tutti gli indugi, corriamo da soli!
Presentiamo alla gente la nostra squadra, sindaco in testa, meglio se giovane, pieno di
forza ed entusiasmo, ma dovremo far presto, avremo il tempo per spiegare alla Gente quello
che stanno dimenticando non per colpa loro. Parliamo della natura trasversale del nostro
movimento. In noi non esiste ne Destra ne Sinistra, noi siamo Popolo, altro che legati a
Berlusconi come oggi è facile ironizzare! Così facendo, senza scrupoli e ansie di
potere, potrebbe arrivare il miracolo di ritrovare la fiducia della nostra Gente. Tutti
sanno che una Forza sola governa meglio di tante Forze messe insieme dall' interesse
elettorale, tutti ricordano il mitico Gentilini, mitico perché non ha mai patteggiato con
nessuno.
Una bella scommessa, forse un bel sogno, forse una realtà
da tempo appartenuta e mai riconosciuta. Personalmente, solo così mi sentirei motivato ad
intraprendere, da scudiero ovviamente, questa rinnovata battaglia. E poi pensate alla
soddisfazione di vedere tanti palloncini sgonfiasi quasi per incanto, che vadano avanti
con le loro forze, noi non saremo più lo zerbino per nessuno.
Cordialmente Giovanni Meneghel |