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Caro

avvocato

   
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Boris Mascia a Rubinato: dove trovi adesso tutto il tempo che prima non avevi?
Simonetta: mò ti spiego due cosette
  

 

27 maggio 2004

Cortese Avvocato,

tutti abbiam presente la lettera spedita alle famiglie e le dichiarazioni pubbliche circa la decisione di traghettare il Centrosinistra roncadese nel dopo-Sartor...ma qualcuno spero ricordi anche i fatti che "tormentarono il gruppo di maggioranza Progetto Insieme nell´estate 2002" quando Ella presentò spintaneamente (errore puramente voluto!) le proprie dimissioni da Capogruppo e Consigliere Comunale aprendo una fase di restaurazione all´interno del Consiglio e della stessa maggioranza e determinando di fatto il blocco durato un anno dei lavori per la stesura del nuovo Statuto comunale per giunta causando un drastico ridimensionamento di quello che la Commissione per lo Statuto, Ella presidente, aveva stabilito.
I fatti: la sera del 23 maggio 2002, ci fu un´animata seduta di Consiglio per due punti il primo dei quali di scottante attualità:
- La Giunta informava i presenti - tutti ne erano all´oscuro, consiglieri di maggioranza compresi - di alcune variazioni collegate alla disponibilità finanziaria che avrebbero determinato la divisione del progetto in due stralci da completarsi in momenti differenti per la Casa di Riposo. Cifre a parte in quella seduta, al sindaco fu contestata (vd resoconti fatti dalla stampa!), anche dai consiglieri di maggioranza, la insufficiente informazione fatta sull'argomento, oggetto di una variazione del bilancio di previsione 2002 votata, alla fine, con l'astensione delle opposizioni;
- un secondo punto di conflitto fu innescato dall'ordine del giorno avente per oggetto "Sostegno alle Forze di Polizia" presentato dai consiglieri Boris Mascia e Renato Pravato (Roncade Domani), con riferimento sottinteso ai problemi giudiziari che gravavano su alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine per presunte violenze praticate ai danni di manifestanti in stato di fermo. E´ bene ricordare che, prima del rinvio della votazione di tal argomento, l´Ordine del Giorno fu modificato con il fattivo intervento proprio del Capogruppo Rubinato, che vergò di suo pugno il nuovo testo "edulcorato" e corretto (ho l´originale da Ella scritto in mano), assieme ai Cons. Mascia e Antonella Bettiol. Il documento concordato dal Capogruppo Rubinato fu contestato proprio dalla sua maggioranza, Miotto in testa.
Dopo questi fatti - non è dato sapere se le cose fossero collegate...ma a pensar male non si sbaglia quasi mai!-, furono presentate le dimissioni della Consigliere Rubinato per sopravvenuti impegni di lavoro, concretizzate con la surroga avvenuta nel successivo Consiglio del 4 luglio 2002.

Ora chiedo, da curioso cittadino, a Lei avvocato Rubinato se abbia ridimensionato gli impegni lavorativi, pur essendo stimata professionista con studio da poco avviato nonché Segretaria Provinciale della Margherita, ecc..., tanto da riuscire ora a fare addirittura il sindaco di una città come Roncade?
O forse quei problemi di lavoro, accampati allora, erano speciosi e si trattava di giustificare una convivenza divenuta difficile coi Diessini della maggioranza uscente?
...sarebbe questa seconda una cosa contraddittoria e difficile da spiegare visto che la pattuglia di comunisti è ancor più numerosa ora nella nuova squadra che Ella va a guadare...quella sì fatta per vincere a tutti i costi e non per governare il paese.

Consigliere Comunale di A.N.
Boris MASCIA


29 maggio 2004

Cortese consigliere Mascia, caro Boris,
(ti do del tu, come ci siamo sempre dati)
mi fa un po' sorridere e un po' mi lusinga il tuo implicito darmi della "rivoluzionaria", visto che - a quanto scrivi - dopo le mie dimissioni da consigliere comunale si sarebbe aperta una "fase di restaurazione".
È vero che avevo vergato il testo dell'ordine del giorno presentato da te e dal consigliere Pravato sul tema "Sostegno alle Forze di Polizia", però - se ben ricordi - ti avevo anche detto che lo avevo fatto a titolo personale non essendomi confrontata con i miei compagni di gruppo. Credo che i dissensi siano legittimi e come capogruppo ho sempre lavorato per difendere anche le minoranze all'interno della stessa maggioranza; non mi sono dunque scandalizzata quando qualcuno dei miei (tra cui l'amico Cesare Miotto) ha manifestato dissenso: non sono mai stata a favore del voto per disciplina di partito o di schieramento.
Come amo il confronto con i componenti della squadra in cui gioco, così mi è sempre piaciuto dialogare con l'opposizione in quanto ritengo che il Consiglio comunale non debba essere il luogo delle contrapposizioni ideologiche ma il luogo dove si fanno gli interessi di tutti i cittadini. Questo è il mio metodo da sempre e che continuerò ad applicare se diventerò sindaco.
Lo Statuto comunale approvato, comunque, mi risulta corrispondere in gran parte al documento su cui maggioranza ed opposizione lavorarono insieme fattivamente (mi ricordo bene anche il Tuo personale contributo).
Quanto alla tua curiosità, ti rispondo subito, perché - a differenza di altre domande che mi sono state poste in questi giorni - attiene ad una legittima domanda sulle mie possibilità di espletare bene il futuro impegno di sindaco (ove fossi eletta), domanda che interessa direttamente i cittadini.
Ho assunto l'impegno di coordinatore provinciale della Margherita senza mai aver avuto prima esperienza alcuna di partito. Nel 2002 la Margherita era una formazione politica che compiva i primi passi, senza sede, senza organizzazione, senza radicamento nel territorio. Il lavoro si prospettava durissimo e la responsabilità affidatami dal Congresso provinciale tanta. Per carattere e formazione, quando mi assumo una sfida, mi piace portarla a termine nel migliore dei modi: dopo due anni di coordinamento, la Margherita di Treviso è diventata un partito organizzato, si è dotata di una sede, ha una linea politica precisa, si è radicata nel territorio (i circoli da 5 sono diventati circa una quarantina). E' stato un grande successo, per me e per tutti gli iscritti.
La squadra che in Direzione provinciale del partito mi sostiene è capace di lavorare in autonomia e mi ha lasciato il tempo per affrontare l'onere della campagna elettorale, così come in futuro mi consentirà di avere tutto il tempo per l'amministrazione del nostro Comune. Per questo ho accettato di candidarmi, perché sapevo e so di poter portare avanti coscienziosamente l'impegno che mi sono presa. Per questo sono convinta di poter dare un valido contributo di sviluppo e di crescita anche alla nostra città!
E la mia professione - ti garantisco - più che un intralcio costituisce un aiuto ai compiti che avrò, se sarò eletta, come sindaco e le mie competenze in ambito giuridico saranno - spero - utilissime alla nostra comunità.
Ah…! Dimenticavo. Finiamola una volta per sempre con il vecchio linguaggio della politica, con la solita cantilena dei comunisti, dei fascisti, ecc. Credo sia giunto il tempo di rendersi tutti conto che amministrare un paese comporta un impegno serio e responsabile: occorrono nuove idee per risolvere i problemi dei cittadini. Continuare ad impegnare la nostra mente sui ritriti e falsi luoghi comuni è uno spreco inutile e dannoso sia per noi, che per la collettività che vogliamo rappresentare.
Ti saluto cordialmente.
Roncade, li 28 maggio 2004

Simonetta