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Perchè non

si vola?

   
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Là dove c'era l'erba ora c'è
  

 

22 settembre 2004

La fortuna è che la gente di solito non vola.

A chi, passando per caso una domenica di settembre ad un centinaio di metri dal suolo a bordo di un aeroplanino da turismo venisse in mente di fare una fotografia su Roncade, potrebbe succedere di trovarsi a riflettere seriamente, una volta scaricata l'immagine sul pc, sul senso delle cose.

Sul perchè, in questo caso, nessuno abbia mai pensato di rendere obbligatorio il senso del buon gusto come requisito necessario al conseguimento di una laurea in architettura o urbanistica.
Sul perchè alle imprese che danno lavoro a questi architetti non importi altro che maneggiare calcestruzzo, con l'unica unità di misura del metro cubo.
Sul perchè agli amministratori pubblici, che sono i responsabili a nome di tutti dell'uso del territorio, importino ancora meno ragionamenti che non siano correlati agli introiti Ici.
Sul perchè, in conclusione, le mamme di tutti questi.... eccetera

Chi non avesse ancora capito di cosa si sta parlando, nonostante la chiarezza che urla della foto qui sotto, inviataci da uno stupefatto aeroviandante, è invitato a considerare la successione, a partire dal basso fino all'angolo in alto a destra, dei seguenti manufatti: chiesa, campanile, cinta muraria del castello, villa Giustinian, supermercato Lidl.

La fortuna è che la gente non vola. La disgrazia è che non vola chi fa politica.

Roncade.it

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24 settembre 2004

Come vedi seguo sempre le vicende di Roncade. Un mio pensiero sugli architetti (e non solo perchè anche io sono laureato in archiettura).

Di brutture come il supermercato purtroppo ne è piena l'italia, casermoni sensa alcun senso estetico vicino a opere d'arte millenarie. Molte progettate da architetti ma anche da ingegneri e geometri (ma i geometri possono progettare o la loro formazione sarebbe un altra?.. una cosa è una laurea in medicina e un altra è un diploma di infermiere, tutti e due lavori importanti e nobili ma con finalità diverse, mi sa che anche geometri e architetti abbiano formazioni e finalità diverse).

Ma tornando alle brutture io credo che di proggettisti ne puoi trovare di bravi e di meno bravi come in tutte le professioni. Il problema del Lidl, secondo me, non è se è brutto o bello, ma che con quella tipologia edilizia è nel posto sbagliato. In un' area commerciale o artigianale sarebbe un brutto capannone, in un' area ad uso commerciale, in un centro storico, è semplicemente un pugno in un occhio.

Giulio Anselmi

24 settembre 2004

Certo, il posto è sbagliato, o almeno molto inopportuno.

Personalmente mi convinco sempre di più che certi architetti potenzialmente bravi, consapevoli della "bocca buona" delle loro aziende di riferimento e, in casi come questi, delle pubbliche amministrazioni, non si impegnino abbastanza. Riciclano il primo progetto che hanno sottomano, ci lavorano sopra - loro o i loro garzoni di bottega - qualche mezza giornata e poi la cosa è bell'e fatta. L'impresa e il Comune si aggiustano da soli, spesso sappiamo con quali modi. Perchè l'architetto dovrebbe preoccuparsi più di tanto?
Ci sarebbe una questione etica, di rispetto di ogni territorio anche se non è il tuo. Ma l'etica è merce rara, la logica del massimo profitto con il minimo sforzo è sempre prevalente.

Così succedono cose di questo tipo, che ad essere onesti sono nulla rispetto a ciò che si vede in altre parti della provincia, del Veneto, d'Italia. Sul latte versato è inutile piangere, però lasciare in circolazione chi si diverte a versarlo - e qui mi fermo - è un comportamento criminale.

Gianni Favero