| 17 aprile 2004 LETTERA APERTA DEL DIRETTORE
Nei giorni scorsi, in occasioni distinte, due esponenti di
vertice di altrettanti gruppi politici di Roncade mi hanno proposto di candidarmi a
consigliere comunale.
Le loro parole mi hanno sorpreso, ne sono sinceramente
lusingato e ora ne scrivo - in via straordinaria in prima persona - per ringraziare ma
soprattutto per spiegare perché ho detto di no.
Si tratta di ragioni semplici.
La prima è per il mestiere che svolgo. E' vero che ci sono
altri miei colleghi che, a vari livelli, hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive
nella pubblica amministrazione e certo questo non è affatto vietato per un giornalista.
Personalmente ritengo - ma è solo il mio punto di vista - che esista però un' area di
incompatibilità e che sia dovere di chi per mestiere fa domande anche su temi politici
non introdurre nei rapporti con gli interlocutori elementi di possibile pregiudizio.
Il rappresentare, da consigliere di un Comune, una delle parti è uno di questi
elementi.
Ripeto che operare politicamente in senso attivo sarebbe un mio diritto, come per
ogni altro cittadino italiano, ma il rinunciarvi non è per me una limitazione per il
semplice fatto che credo di rendere da giornalista un servizio molto migliore ai miei
lettori (cioè alla collettività in senso ampio) se resto fuori dagli schieramenti.
La seconda ragione discende dalla prima ed è legata a
questo sito, di cui sono titolare e direttore.
Roncade.it non avrà certo l'impatto di un mezzo di stampa locale tradizionale
(Gazzettino, Tribuna, Corriere, Antenna Tre) ma a differenza di questi da quattro anni e
mezzo è un contenitore che pubblica senza restrizioni o censure gli interventi di
chiunque abbia voluto rendere noto il proprio pensiero. E' di fatto solo un mio hobby ma
è uno spazio di confronto non condizionato che, mi risulta, non ha eguali.
Per questo, nel gioco roncadese della democrazia, questo sito ha un suo preciso
ruolo, così come in generale la stampa libera rappresenta un potere aggiuntivo - ed
altrettanto essenziale - ai tre poteri tradizionali.
Se io mi candidassi - e magari fossi anche eletto - che ne
sarebbe di questo spazio?
Se rappresentassi la maggioranza sarebbe per me altrettanto facile lasciar parlare
le opposizioni come è successo fino ad ora?
Se diventassi un esponente di minoranza quanto credibili sarebbero le critiche all'
amministrazione?
Meglio perciò che ognuno faccia la sua parte in base a
quello che sa - o crede di saper - fare. Nella vita è una fortuna che non tutti hanno
quella di poter inseguire un proprio modello di trasparenza.
Al sindaco ed ai consiglieri nuovi rivolgo perciò i miei
più concreti auguri, soprattutto se saranno quelli che voterò. Avranno tutta la mia
amicizia anche se, per quanto appena detto, nessun applauso.
Gianni
Favero |