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Lavandere

e barcari

   
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Se dobbiamo fare un monumento il posto giusto è a Roncade
  

 

9 maggio 2004

Ho appreso in questi giorni la proposta del professor Giorgio Nicolini, fondatore della Società iconografica trevigiana, di cui riferisce la stampa (la Tribuna di Treviso del 29 aprile scorso) per erigere un monumento alle lavandere. Purtroppo non sono potuto essere presente a Treviso alla peresentazione del progetto e quindi non conosco i dettagli ma l'idea mi lascia perplesso per alcuni motivi.
Premetto che la scopritura di un monumento non sempre si traduce in un abbellimento per la città (ce ne sono di decisamente brutti in giro, anche dalle nostre parti) e pertanto,se la cosa s'ha da fare, deve avere una sua dignità; ma questo è argomento da progettisti e comitato.
Piuttosto, non trovo che il capoluogo della Marca (e sia pure i Buranelli) sia la sede più naturale per ricordare la benemerita fatica delle lavandere. Infatti va sottolineato come questa attività abbia avuto il fulcro a San Cipriano, Musestre e Roncade centro, così come - in altra parte del Veneto - lungo la Riviera del Brenta. Delle singole lavoranti e delle cooperative operanti in Comune di Roncade fino all'ultima guerra esiste una articolata documentazione grazie soprattutto alle ricerche storiche di Ivano Sartor, e l'elenco ne è riportato nel mio libro Galleria Roncadese.

In consonanza con le lavandere e i lavanderi sarà opportuno a mio parere citare i tramissieri, ossia i barcari che facevano la spola fra i pontili lungo il Musestre e la Laguna. Non conosco peraltro un'attività analoga per importanza che si sia svolta presso i corsi d'acqua dentro la città di Treviso, ma può essere che io non ne sia al corrente.

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In sintesi, ben venga l'idea del prof. Nicolini, ma sia dato il giusto rilievo alle località di più consistente tradizione.

Bruno Lorenzon