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| Riflessioni sul risultato elettorale
di un cittadino |
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| 17 giugno 2004 NE' VINTI, NE' VINCENTI?
Siamo
proprio sicuri?
Sono passate anche
queste elezioni europee/amministrative. Ognuno di noi avrà tratto qualche conclusione
sull'andamento delle votazioni quale espressione del volere di tutti i cittadini. A
livello europeo è giusto che si soffermino i "sapienti" o i politici di fatto.
Per quanto mi riguarda mi soffermo a fare una semplice analisi di quello che è successo
nel nostro comune, della nomina del nuovo Sindaco della Città di Roncade.
Alla fine dello spoglio delle schede elettorali emerge un dato, il candidato Simonetta
Rubinato supera per 19 voti il candidato Gianni Rachello. Potrebbe sembrare una
barzelletta ma invece è una realtà di fatto. Il nuovo Sindaco si ritrova a guidare il
Comune di Roncade con solo il 50,1% dei consensi. Sono sufficienti? Bhè che domande,
certo che lo sono
ma permettetemi di dire solo sulla carta.
La cittadinanza del nostro comune si è trovata divisa sulla scelta di chi doveva guidare
la macchina "complessa" che prende il nome di comune. Dico complessa perché la
politica è complessa. Ops ho detto politica. Dal faccia a faccia di lunedì 07 giugno era
emerso dalla candidata Simonetta Rubinato che la sua scelta di scendere in campo era
legata ad un forte senso civico e non certamente alla bandiera partitica che si ritrova a
sventolare a livello provinciale in qualità di segretario di partito. Mah, qualche dubbio
permettetemi di averlo, non tanto rispetto al forte senso civico con il quale il nuovo
Sindaco indosserà la fascia tricolore, ma tanto al fatto che la bandiera del partito
"sventolerà" tra quella italiana, europea e del Comune di Roncade.
Ho detto che la politica è complessa e lo è nel saper coinvolgere, nel grande alveo
della sapienza, molte risorse: ricordo, attenzione, previsione, pazienza, coraggio,
competenza, capacità intuitiva, perspicacia analitica
ecc. Sono queste preziose
dimensioni che fanno della politica una realtà complessa. Non deve perciò accadere che
la complessità della politica risulti da alcuni elementi negativi che non possono fare se
non una cattiva politica. Alcuni per esempio sono l'interesse personale, l'arroganza, la
furbizia, la vendetta, il cinismo. Poi permettetemi di aggiungere che una politica è
degna quando sa far sintesi fra due tipi di futuro: sa proporsi fini alti e di lunga
proiezione, mentre sa provvedere per il presente, cioè sa far fronte ai veri bisogni che
coinvolgono la quotidianità dei cittadini.
A fronte di quanto ho appena scritto sopra mi sorge una domanda: come può
un'amministrazione uscente - considerando che tra i candidati c'era anche il nome del
Sindaco uscente - "vincere" le elezioni per soli 19 voti? (ricordo inoltre che
177 schede sono andate nulle, 135 erano schede bianche e la percentuale dei votanti è
stato dell'81% ) Lascio ad ognuno di voi la risposta onde evitare che un mio pensiero in
merito scateni le ire dei "grandi" e mi ritrovi ad avere una querela o meglio
una denuncia presso la magistratura.
Le elezioni rappresentano un passaggio dell'esperienza politica, nel quale i cittadini
affidano i diversi ruoli a differenti attori presenti nel teatro della campagna
elettorale. Diversamente da quanto accade in una manifestazione sportiva, la vittoria
elettorale rappresenta solo l'inizio dell'amministrazione della cosa pubblica. Questa
azione dovrà tenere conto degli interessi di tutti e le scelte dovranno essere il frutto
di valutazioni e meditazioni attente e non obbligate o pressate da chissà quale forgia
politica, o interesse personale. Questo è l'auspicio del 49,9% degli elettori del Comune
di Roncade.
Concludo augurando un buon lavoro al nuovo Sindaco (augurandomi di non dover assistere ad
una Treviso bis) e un'altrettanto buon lavoro lo auguro all'opposizione che avrà un
compito molto importante, cioè quello di non lasciar cadere nel vuoto la volontà
espressa dal 49,9% del cittadini, ricordando alla maggioranza che dovrà camminare con i
piedi di piombo (avrete perso sulla carta, ma la vittoria morale la meritate).
Guerra
Christian
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| 18 giugno 2004 Relativamente alla lettera del sig. Guerra Cristian, mi permetto solo una
battuta: INCREDIBILE MA VERO.
Ma dico, come si fa ad insinuare che chi ha vinto con il 50,12% è
legittimato solo dalla legge elettorale?
In pochissimi comuni il sindaco è stato eletto con oltre il 50%, in presenza
di più liste è quasi sempre irrealizzabile; con ciò dovremmo forse dire che
in questi casi sono sindaci poco rappresentativi?
Probabilmente siamo in presenza dell'ennesimo caso di "QUALUNQUISMO",
speriamo sia circoscritto perchè altrimenti non è la legge elettorale da
rifare ma "le teste" degli italiani.
Ossequi.
Damelico
Luciano
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| 20 giugno 2004 Relativamente alla risposta datami dal Sig. Damelico Luciano mi permetto di
intervenire a difesa della mia testa. Sono tre i punti che verranno da me
presi e approfonditi, da quanto detto dal Sig. Damelico.
1) (rif. Sig. Damelico)
Ma dico, come si fa ad insinuare che chi
ha vinto con il 50,12% è legittimato solo dalla legge elettorale?
Rispondo dicendo che in queste elezioni cera un testa a testa tra soli due candidati
sindaci, diversamente dal 1999 dove i candidati erano 4. In presenza di 4 o più candidati
i voti, effettivamente, possono essere dispersi e di conseguenza il sindaco eletto può
esserlo, non solo dal punto di vista elettorale ma anche morale, con una percentuale
inferiore al 50,12%. Inoltre prego vogliate cortesemente leggere, sempre in questo sito, i
ringraziamenti rivolti dal Dott. Zerbinati soffermandovi in un punto preciso da lui
scritto.
2) (rif. Sig. Damelico)
Siamo in presenza dellennesimo caso
di QUALUNQUISMO
Per gli assidui lettori di Roncade.it, questo termine non risulterà nuovo. Il Sig.
Damelico, praticamente, ne ha fatto una sua bandiera di battaglia. Consentitemi di
approfondire, con voi, il significato di questo termine. Scrivo di seguito quanto
riportato dal VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA di Nicola Zingarelli edizione 2003.
QUALUNQUISMO:
a) Movimento di opinione italiano, nato nel secondo dopoguerra che,
pretendendo di esprimere le opinioni e le aspirazioni del cittadino medio, affermava che
la forma ideale di Stato fosse quella puramente amministrativa, ispirata da semplici
criteri di buonsenso, senza la presenza di partiti politici.
b) Atteggiamento di critica generica e semplicistica o di indifferenza
nei confronti della politica dei partiti, dei problemi sociali, ecc. .
Rispondo dicendo che sono consapevole che la vita di tutti i giorni è fatta di
politica. Anche il pane che mangio a tavola è frutto della
politica. Avrò solo 27 anni ma non vivo fuori dal mondo. Riporto qui sotto i
due simboli che abbiamo visto gareggiare in queste ultime elezioni amministrative. Prego
vogliate studiarli attentamente e, rieleggendo quanto sopra scritto, riflettere.
Inoltre aggiungo che non ho mai disertato nessuna votazione politica o referendaria e
tanto meno non ho mai consegnato al presidente di seggio una mia scheda elettorale bianca
o possibile da annullare. Mi permetta di dirle che il mio intervento potrà essere di
parte, ma certamente non qualunquista. La lingua italiana è ricca di terminologie varie,
usiamole correttamente.
3) (rif. Sig. Damelico)
speriamo sia un caso circoscritto perché
altrimenti non è la legge elettorale da rifare ma le teste degli italiani.
Francamente mi fa sorridere dover rispondere ad una frase così impostata, che dimostra
una scarsa sensibilità democratica da parte del Sig. Damelico. Il fatto che io abbia
espresso una mia opinione, fa sì che la mia testa sia da rifare? Mi auguro di vivere in
un paese libero dove ognuno si ritrova nella condizione di esprimere un suo pensiero, il
quale può ovviamente essere condiviso o meno; nello stesso tempo questo libero pensiero
può essere dibattuto, contestato, ma deve sempre essere accettato, in quanto pensiero
libero di una persona libera che vive in un paese libero, civile, democratico.
Ossequi.
Guerra
Christian
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| 21 giugno 2004 Non è mia intenzione tediare i lettori, pur tuttavia non posso esimermi
dal replicare al sig. Guerra che mi sembra alquanto spigliato nel giocherellare con le
parole.
Al contrario è con i dati che ci si deve misurare sulle vittorie effettive e morali (?).
A Roncade la compagine di centrodestra (vedasi volantini, ospiti politici ecc.),si
presentava esplicitamente schierata politicamente (Lega, Forza Italia, U.D.C., Alleanza
Nazionale) più una lista civica.
Il peso elettorale solo di questi partiti lo si desume dall'esito delle europee: 49,96%
pari a 4.691 elettori.
A questi si devono aggiungere gli elettori che hanno votato tutti gli altri simboli
inequivocabilmente di destra e/o schierati da quella parte.
C'è poi la componente civica con il suo corredo di coerenti (?).
Non mi dilungo nell'ipotizzare percentuali ne numeri, ma è oltremodo evidente che
Progetto Città Insieme ha sovvertito questa disparità politica rosicchiando voti ben
oltre il proprio "bacino di utenza".
Senza voler alimentare ulteriori polemiche ma semplicemente per misurare il gradimento,
basta semplicemente riandare a quei 4.114 grazie che sono significatamene inferiori ai
4.691 di cui sopra.
La matematica non è un'opinione e pur rispettando le regole della democrazia (ci
mancherebbe altro), non la si può contestare.
Ossequi.
Damelico
Luciano |
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