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Il 12 e il 13 giugno si andrà ad esprimere un giudizio sul governo
  

 

1 giugno 2004

Viviamo in tempi con i media "del padrone", quindi è difficile vedere oltre il fumo delle bugie, ma quando la misura è colma, urge provvedere: è tempo di richiamare dalle ferie la nostra coscienza civica e reagire come si deve.
Ci hanno detto dei tanti miracoli, della pace e della sicurezza, del lavoro con più ricchezza, della nuova scuola e del progresso, delle pensioni aumentate e delle tasse diminuite, dimenticandosi di segnalare a quale indirizzo tutto questo si è realizzato.
Mancano pochi giorni al voto per le europee e per le amministrative comunali, ma c'è ancora un po' di tempo per aprire gli occhi a quelli che "il cervello è un optional".
Sono tante le cose su cui prendere posizione.

Sulla guerra: un errore (bugie) nelle sue origini, un crimine nel suo sviluppo, un fiasco assoluto nelle sue conseguenze e ora noi in Iraq stiamo sperperando risorse per riparare i cocci rotti "dall'amico Bush".
L'Euro: solo in Italia si sono riscontrati quei fenomeni speculativi che hanno dimezzato la nostra capacità di spesa, quindi è il governo italiano che si è rivelato inadeguato nei controlli.
Finanza creativa: condoni, condoni e ancora condoni e poi ?…….. rinvio delle scadenze (ovviamente).
Tasse: per mancanza di soldi, sono anni che lo stato non restituisce gli importi pagati in più e ci viene a promettere bengodi………ma mi faccia il piacere.
Lavoro: non c'è categoria che si senta OK, tutti, ma proprio tutti che si lamentano e con la prospettiva di ulteriore flessibilità (leggi precarietà).
E ancora sulla giustizia inadeguata, sull'informazione beautiful, sulla mancata ricerca, sulle grandi infrastrutture eternamente sulla carta, sull'ambiente bistrattato, ecc. ecc. ecc.

Diciamola tutta: questo governo è fatto di cravatte annodate sul nulla, volpi in carriera e moderati soprattutto nelle capacità.
E' quindi un giudizio politico quello che andremo ad esprimere il 12 e 13 Giugno, non sarà solo per una strada in più o una buca in meno, per tizio o per caio, ma per una prospettiva migliore del nostro futuro.
Ossequi

Damelico Luciano