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Aldo se

n'è andato

   
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E' spirato la scorsa notte Aldo Dalla Tor, edicolante storico di Roncade.
Aveva 82 anni, giovedì il funerale
  

 

10 novembre 2004

E' mancato, la scorsa notte Aldo Dalla Tor, figura molto conosciuta a Roncade in particolare per aver gestito, per 49 anni, cioè fino al 1989, l'unica edicola del paese, in via Roma. Aveva 82 anni. Il funerale è fissato per domani pomeriggio alle 15 nella chiesa parrocchiale.

Di seguito riportiamo un pezzo apparso sul Gazzettino in coincidenza con la cessione dell'attività e che riassume i principali ricordi di Dalla Tor. 

Da "Il Gazzettino" - gennaio 1989

Aldo Dalla Tor rilevò l'edicola che ha gestito fino al 31 dicembre 1988 nel lontano 1939, quando non poteva che esporre al pubblico tre quotidiani - "Il Gazzettino", "Il Corriere della Sera" e "La Gazzetta dello Sport" - e cinque periodici, tra cui la "Domenica del Corriere", "Il Corriere dei Piccoli" e "Ciclismo Illustrato".

L'informazione su carta stampata allora era l'unica disponibile ed i fruitori erano pochi istruiti benestanti in grado di affrontare la "superflua" spesa quotidiana; l'analfabetismo, infatti, era all'epoca soltanto uno dei problemi, e nemmeno il più grave.

Nella memoria di Aldo Dalla Tor sono conservati episodi, relativi alla sua attività di giornalaio, che bastano da soli a dare un'idea di particolari momenti storici e sociali. Con il fascismo anche nella sua edicola iniziò ad essere recapitato dalle Brigate Nere anche un periodico che, con tutta la più buona volontà, non sarebbe mai stato acquistato dai roncadesi, in quanto scandaloso ed anticlericale.
Le copie di "Audacia", quindi, tanto per non dare un dispiacere al comandante delle Brigate Nere che avrebbe preteso anche di conoscere i nomi degli acquirenti, venivano segretamente bruciate e date per vendute.

Alla fine della guerra, se il numero delle testate era aumentato, era aumentata anche la difficoltà di reperire le pubblicazioni. Aldo Dalla Tor non veniva più infastidito dagli ispettori fascisti ma, intorno al 1946, un altro tipo di condizionamento morale arrivò con il primo dei settimanali, per così dire, osèe: "Grand Hotel".
L'allora parroco del paese, mons. Romano Citton, oltre a tuonare vigorosamente dal pulpito contro i primi appassionati della primordiale pornografia, non esitava a raggiungere lo stesso incolpevole edicolante con eloquenti tirate d'orecchi.

Gli inviti alla moralità del vecchio curato, comunque, non sortirono affatto l'effetto sperato: il sabato "Grand Hotel" andava a ruba, se ne vendevano 135 copie (utile raffronto: oggi "Sorrisi e Canzoni" ha 160 acquirenti settimanali), costava 30 centesimi - il prezzo di un uovo - e a volte era pagato proprio in natura, con un uovo.

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Al di là dei fatti folkloristici, Aldo Dalla Tor, oggi presidente provinciale dello Snag, ricorda bene come la vendita dei quotidiani non venne intaccata più di tanto dall'avvento della Tv, ma ebbe una significativa impennata nei primi anni '60, quando la scuola media, divenuta d'obbligo, sfornava circa 150 diplomati l'anno interessati ad ogni nuovo tipo di pubblicazione.

Ma l'edicola Dalla Tor non fu solamente un punto vendita; in mezzo secolo l'incrociarsi di idee e personaggi portò a ritenere il negozio sotto i portici il punto focale del paese, il luogo in cui prendevano forma e si concretizzavano le iniziative più importanti. Per fare un esempio, è dall'intraprendenza di Dalla Tor e collaboratori che nacquero sia la squadra di calcio - Pro Roncade - che il gruppo Scout, oggi tra i più numerosi della provincia.


11 novembre 2004

La morte di Aldo Dalla Tor priva il nostro paese di una bellissima persona, con qualità umane e sociali di primo piano, ma mi sento in dovere di tributare un saluto all’appassionato di calcio, al fianco del quale ho seguito moltissime partite del Roncade. Delle sue capacità indiscusse da calciatore ne ho solo sentito parlare, ma l’amore per il calcio e per la "sua" Pro Roncade traspariva cristallino dai suoi occhi. Ricordo benissimo quando la squadra cambiò nome, trasformandosi da Pro Roncade in Roncade: una domenica mattina, in una delle abituali chiaccherate, mi raccontò delle difficoltà e della passione necessarie per dar vita alla formazione del paese e quel cambiamento proprio non gli andava giù.

Si commosse narrandomi che il nome Pro Roncade lo aveva dato lui ed allora si sentiva messo in disparte. Non so a quante persone avesse confessato ciò, di certo a poche, perché nonostante fosse un vero appassionato sapeva sempre giudicare con equilibrio e preferiva sempre una battuta silenziosa ad un urlo fuori registro, anche se a volte giustificato.

Era un vero piacere disquisire di calcio anche perché, per me giovane, c’era sempre qualcosa da imparare, tanto è vero che spesso quando scrivevo le cronache sportive chiedevo sempre un parere a lui, sapendo di trovare un giudizio equilibrato.

Lo sport era per lui un vero divertimento, un’occasione per una risata magari con gli amici Dino, Zeno e Savino, con il quale lo vedevo negli ultimi tempi. Il suo carattere schivo e riservato non lo portava certo a voler essere in primo piano, ma nel cuore di molti roncadesi, sportivi e non, resterà il suo ricordo indelebile.

Andrea Tonon