| 13 agosto 2004 Egregio signor Favero,
mi è stata girata la sua e-mail e ritengo doveroso risponderle.
Le ricordo che sul sito http://www.comune.roncade.tv.it
è ampiamente proposta la rassegna con tanto di abstract:
(12 Agosto)
LA CITTA' INCANTATA
Regia: Hayao Miyazaki
Paese: Giappone, 2003
Genere: Animazione
Durata: 122'
Trama
Chihiro ha dieci anni. E' testarda, capricciosa e viziata e pretende di imporre agli altri
ogni suo desiderio. Quando i suoi genitori, Akio e Yugo, le comunicano che sono costretti
a cambiare casa, non fa nulla per nascondere la sua rabbia. Con i soli ricordi degli amici
e di un mazzo di fiori Chihiro segue i genitori verso la nuova casa. Giunti in fondo ad
una misteriosa strada senza uscita, si trovano dinanzi ad un enorme edificio rosso da cui
si apre una galleria senza fine, simile ad un enorme bocca. Una volta entrata la famiglia
viene trascinata in un mondo di antiche divinità governato dalla malvagia arpia Yubaba.
Akia e Yugo vengono trasformati in maiali pronti per essere mangiati. Per sua fortuna
Chihiro trova un alleato in Haku che le dà un consiglio: per evitare la fine dei genitori
dovrà lavorare....
Vorrei ricordarle che questa pellicola fu premiata nel 2002 con l'Orso d'oro al Festival
del cinema di Berlino e con l'Oscar....
Sullo splendido messaggio pedagogico che propone non voglio ora aggiungermi ai nomi
illustri che hanno già scritto e di cui mi permetto proporre alcune recensioni
"Una piccola giapponese diretta con i genitori verso
la loro nuova casa, si perde e finisce in una città mirabolante popolata di spiriti,
ectoplasmi, divinità beffarde, usciti in parte dal pantheon animista del folklore
nipponico, in parte dalla fantasia impagabile del grande Miyazaki (vedi 'Zoom'). Orso
d'oro a Berlino, poi Oscar, 'La città incantata' è un'appassionata difesa dei valori e
delle tradizioni condotta col ritmo, i colori, le trovate dei grandi cartoons. Una
rivelazione, per tutte le età". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 aprile 2003)
"Splendido cartone animato ricco di creature fantastiche dalla contorta personalità,
'La città incantata' di Hayao Miyazaki è un capolavoro di colori, meravigliosi effetti
sonori e sublimi note musicali del maestro Joe Hisaishi. Il geniale Miyazaki è unico
perché fonde la complessa drammaticità dei film dal vivo con la delicata fantasmagoria
pedagogica dei classici Disney. Da vedere e rivedere". (Francesco Alò, 'Il
Messaggero', 25 aprile 2003)
"Dal gigante del cartone animato giapponese Hayao Miyazaki, un gioiello e un dono.
'La città incantata', che certamente non lesina mirabolanti invenzioni nel disegno e
nella storia, si presenta con la forza aggiuntiva di un apologo buono per grandi e
piccini. E' una potente metafora sulle prove conoscitive che è indispensabili affrontare
per crescere ma è anche una metafora, universalmente valida, sulla natura umana e sui
sentimenti cardine delle nostre vite; quelli nobili e quelli vergognosi, i vizi e le
virtù. Tutti insieme compongono il puzzle di cui ciascun essere umano è fatto".
(Roberto Nepoti, 'la Repubblica, 26 aprile 2003)
"La storia di una bambina di dieci anni che, in trasloco con in genitori, si ritrova
in una città fantasma dove le persone vengono mutate in animali e governate da una strega
malvagia, è raccontata con un disegno bellissimo, delicato, fantasioso, sensibile, con
spirito avventuroso e tensione. Produzione del Ghibli Studio, famoso in Giappone".
(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 18 aprile 2003)
"Scrivendo dalla Berlinale su 'La città incantata' mi chiedevo: se la sentirà la
giuria di rompere un tabù premiando un cartoon, genere curiosamente discriminato nei
festival? I giurati se la sentirono e al bellissimo film di Hayao Miyazaki assegnarono
addirittura l'Orso d'oro 2002. Si tratta di una favola che, pur tributaria dello spunto di
'Alice nel paese delle meraviglie', appare narrata e illustrata con estrema grazia
dall'autore di 'Principessa Mononoke'. (...) Ispirato alle divinità e alle magie della
tradizione nipponica, il film è un incanto da cima a fondo". (Tullio Kezich,
'Corriere della Sera', 19 aprile 2003)
"Le fantasie di Miyazaki non intendono parlare soltanto ai bambini: fanno anche un
po' paura. Pure il disneyano 'Biancaneve e i sette nani', si dirà. Ma qui c'è più
inquietudine e la lettura non è univoca, senza sacrificare i fuochi d'artificio della
spettacolarità si richiede più maturità allo spettatore. E non intendono soltanto
consolare, far evadere: sono apologhi densissimi, sono 'operette morali' dove la soluzione
non ti viene servita su un piatto e senza sforzo. Il raffinato, elaboratissimo gusto
estetico - veramente da rifarsi gli occhi - vive in simbiosi con l'etica di un artista che
la propria libertà creativa l'ha strappata e difesa passando per tutte le stagioni di
un'industria dell'intrattenimento le cui regole e il cui conformismo non sono da meno di
quelli hollywoodiani". (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 aprile 2003)
Puntualizzo infine che i 2 genitori usciti si sono scusati ed erano dispiaciuti perchè
avevano già capito che era un gran film.
Con l'occasione le ricordo che la Biblioteca ha un'ottima sezione di cineteca e che il
prestio è gratuito. I film per bambini sono numerosi ed è quindi possibile visionare i
prodotti in compagnia dei propri figli. Cordialmente
Enza Carbonere (Direttore della Biblioteca)
BIBLIOTECA COMUNALE
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