TITO2.jpg (4360 bytes)
   

Restauro

al via

   
SCIP.jpg (12712 byte)
         
Inizieranno presto i lavori del primo stralcio del restauro della chiesa vecchia di San Cipriano. L'intervento, alla fine, costerà tre milioni
  

 

12 febbraio 2004

Il restauro della vecchia chiesa di San Cipriano costerà non meno di tre milioni di euro ma, per il primo stralcio, i 643.380 stimati sono già disponibili e la messa in sicurezza è assicurata.

Questo, in sintesi, il contenuto di un incontro pubblico di poche sere fa, nella frazione, durante il quale sono stati illustrati l'attività svolta negli ultimi anni da un comitato appositamente costituito, le fonti delle risorse ed i tratti essenziali dell'intervento.

Il consolidamento del tetto e della torre campanaria - oggetto, appunto, del primo stralcio - sarà dunque possibile grazie a 174.380 euro messi a disposizione dalla Parrocchia, a 270 mila assicurati dal Ministero per i beni ambientali ed a 219 mila promessi dalla Regione Veneto. Un conto corrente bancario per versamenti volontari è stato aperto presso la filiale di San Cipriano della Banca di Credito Cooperativo di Monastier e del Sile.

La destinazione finale dell'edificio recuperato non è ancora precisa ma l'orientamento è quello di utilizzarne lo spazio per iniziative di carattere artistico e culturale in armonia con la natura originaria dello stabile.

La chiesa vecchia, è stato ricordato, rimase aperta al culto fino al 1958, anno in cui venne ultimata la nuova. Nel 1974 un gruppo culturale locale tentò di avviare un percorso per il suo recupero ma gli ostacoli non resero possibile la prosecuzione del progetto.

UN PO' DI STORIA

San Cipriano sorse come realtà autonoma e come vero e proprio paese soltanto nel XII secolo allorchè apparve per la prima volta il suo nome in un documento del 1138 .
Si tratta di una pergamena con cui il patriarca Pellegrino di Aquileia concesse in usufrutto al monastero di San Cipriano di Murano una porzione di terreno nel territorio di Musestre.
Fino ad allora, infatti, la località si chiamava ‘’Musestre di Sopra’’ e non era che una porzione della più nota ed antica Musestre.
La chiesa di San Cipriano acquistò con il tempo importanza via via crescente; approfittando della decadenza di Vallio dovuta ai ripetuti straripamenti del Piave, nel 1432 il rettore della chiesa, prete Giovanni da Portogruaro, riuscì a farsi assegnare dal Papa Eugenio IV il titolo di Pieve strappandolo a San Nicolò di Vallio.
Il paese si trovò, da questo momento in poi, con un territorio vastissimo che conserverà fino al secolo presente, comprendendo sia la zona di Ca’ Tron che un’ampia fascia sulla destra del fiume Musestre che si estendeva verso nord quasi fino a Biancade.

L’ attuale chiesa di San Cipriano fu inaugurata nel 1958. A seguito della decadenza dell’edificio precedente, posto dall’altra parte del Musestre, nel 1951 venne deciso di preferire una nuova costruzione nel centro del paese anzichè procedere al restauro di quella esistente.

DALLA VECCHIA ALLA NUOVA CHIESA

L’esigenza di trasferire la chiesa parrocchiale di San Cipriano in una posizione più centrale rispetto al centro del paese si fece sentire, in realtà, già negli anni ‘30 ma, a causa degli eventi bellici, se ne riparlò alla fine del decennio successivo.
Nel 1951 si tenne un ciclo di riunioni tra i capifamiglia e la decisione, caldeggiata dall’allora vescovo di Treviso, mons. Antonio Mantiero, venne presa quasi all’unanimità.
Fu acquistato un terreno all’inizio di via Boschi e la prima pietra fu posata il 25 novembre 1951.
Alla costruzione parteciparono gratuitamente molti abitanti; i lavori richiesero però, a più riprese, anche la partecipazione economica dei parrocchiani, che avvenne attraverso una serie di raccolte di denaro.
L’edificio, progettato dall’architetto Carlo Tosoni, fu completato nel 1958.
Tra le opere d’arte più notevoli della parrocchia vi è una statua della Madonna, eseguita da un anonimo del XVIII secolo, e altre due sculture in marmo della stessa epoca raffiguranti Sant’Antonio abate e San Domenico.
Di buona fattura anche una pala con i santi Cornelio e Cipriano sovrastati dalla Trinità, opera di Paolo Campsa (1535).
Da segnalare inoltre una bellissima vasca con piedistallo del Battistero in marmo rosso, attribuibile al periodo rinascimentale, tre crocifissi lignei settecenteschi dipinti in policromia e cinque lampade d’argento realizzate tra il 1600 e il 1700.
L’organo è opera di Gaetano Callido e risale al 1773.