| 26 dicembre 2004 Agli amici di sempre.
Carissimi, quest'anno mi sono permessa di
confrontarmi con le immagini presentate dallo stupendo Cantico delle Creature perché,
nonostante il nostro grande Santo lo abbia composto tra il 1224 e il 1226, è sempre di
grande attualità per lo spirito d'amore che esplode in esso.
Tutti noi a scuola l'abbiamo studiato e, con forte stupore abbiamo ammirato l'arte poetica
e musicale del grande Francesco.
Ed è per noi come un meraviglioso sorprendente Padre Nostro di Gesù, che vola con ali
superbe davanti al trono di Dio per consolarlo e beneficiarlo, per tutti coloro che non
hanno la fortuna di "sentirlo".
Sappiamo dalla storia della letteratura che è uno dei più antichi testi in lingua
volgare umbra. Avrebbe potuto dettarlo in latino, oppure in francese, la lingua di sua
madre, ma Francesco lo volle nella lingua dei suoi fratelli, i quali avrebbero potuto
salmodiarlo col canto gregoriano; e con concetti e parole facilmente comprensibili dai
fedeli devoti.
In questo Cantico sembra che Francesco apra le braccia per penetrare e stringere a sé
tutto l'universo con un totale atto d'amore; come dicesse a Dio: "O Dio onnipotente,
in tutta umiltà e nella mia pochezza, ti ricambio dell'amore che ci dai per mezzo delle
tue Creature".
Francesco, pur nella sua cecità dolente, sente la
splendida gioia del Creato, si apre ad una visione incommensurabile, lo afferra e ce lo
mostra proprio come lo sente nel cuore. Le immagini sono vivide, precise, chiare. Ce lo
dice l'insieme degli aggettivi sceltissimi, straordinari. Anche la morte diventa una buona
sorella a cui appoggiarsi perché ci accompagni.
E così anch'io sono rimasta coinvolta ad afferrare e ricordare le immagini che Francesco
proietta nell'infinito, per noi, che non possiamo dimenticare in quanto parti integranti
della nostra vita quotidiana.
Lodiamo dunque Iddio con Francesco e, per amor di
Dio, che ci ha dato tutto, cerchiamo di conservare con gioia le creature che vivono
intorno a noi e per noi.
E dalla visione dell'universo e del creato, passiamo alle nostre creature, al nostro
mondo, al prossimo, anch'esso proiezione di Dio a sorreggere la nostra solitudine.
E'un abbraccio universale che parte dalle stelle e abbraccia la terra.
Ed ora vi invito ad osservare i miei ricordi di visioni passate, mai spente nel cuore.
Tanti cari auguri di Buon Natale e di un sereno
Nuovo Anno.
Vostra affezionatissima
Lalla
Siete tutti invitati alla vernice della Mostra di Lalla Menon che si terrà
presso lo Spazio Pianon di fianco al Bar Roma (Via Roma/Piazza I° Maggio) il
27 dicembre, ore 16.00. |