| 22 ottobre 2004 Ho appreso dalla stampa locale della
proposta, da parte di due esponenti di minoranza del Consiglio Comunale di Roncade,
finalizzata a lanciare una sorta di nuova carta dei servizi a favore degli anziani,
attraverso sconti ed agevolazioni su iniziative culturali, acquisti nei negozi e dei
biglietti per l'uso del trasporto pubblico, soggiorni estivi turistici e servizi socio -
sanitari.
L'idea, che, pare, verrà presentata alla giunta
comunale, è sicuramente apprezzabile e, credo, complessivamente positiva.
Secondo il mio punto di vista penso, tuttavia, che possano essere attivate
anche altre iniziative rivolte al mondo degli anziani; parlo di iniziative nuove per la
nostra realtà, perché alcune, tra quelle proposte dai due esponenti politici locali,
già vengono, a mio modo di vedere, realizzate; mi riferisco ai soggiorni estivi turistici
(con prezzi convenzionati, o almeno resi più accessibili ai destinatari della proposta
rispetto a tariffe a prezzo di mercato ) ed alle agevolazioni sui servizi socio -
sanitari, applicate attraverso il meccanismo dell' Ise (Indicatore della Situazione
Economica), la cui pecca più evidente, forse, è quella di non essere diffusamente
conosciuto tra i potenziali usufruitori, impossibilitati quindi a godere dei relativi
benefici.
Su questo ultimo aspetto vorrei soffermarmi: credo che tra i meandri della
nostra legislazione (intendendo per tale non soltanto la produzione normativa in senso
stretto, ma anche, per esempio, la pubblicazione di bandi pubblici) si possano rinvenire
molteplici strumenti a favore degli anziani (e non solo verso questi ultimi). Il vero
problema è lo scarso accesso a tali informazioni da parte degli anziani stessi,
costretti, spesso inconsapevolmente, a lasciarsi sfuggire opportunità per rendere meno
gravoso il costo della vita attuale che molte volte va a prosciugare repentinamente le
languide pensioni che spesso percepiscono. Riguardo a ciò penso sia indiscutibile il
fatto che la responsabilità di uno scarso utilizzo delle agevolazioni di natura sociale
ed assistenziale a favore degli anziani non si debba far ricadere sugli stessi. In base ad
un evidente e logico senso di responsabilità sociale, credo siano altri i soggetti che
dovrebbero farsi carico di questo "servizio" latente; già penso che, almeno in
parte, tale funzione venga assolta dalla figura dell'assistente sociale e magari dai
famigliari stessi, ma non basta. Si dovrebbe e potrebbe fare molto di più.
Lo strumento maggiormente idoneo ad espletare una
funzione di questo tipo potrebbe essere rappresentata da uno sportello dedicato agli
anziani, capace di dare ogni informazione riguardo tutto ciò che interessa la terza età,
ma soprattutto capace di erigersi a servizio attivo e propositivo, capace, per esempio, di
monitorare le problematiche degli anziani all'interno del comune e, quindi, di individuare
i potenziali destinatari di iniziative, agevolazioni, opportunità ecc. Capace poi di
ricercare ed individuare tutte le possibili risposte a tutte le domande "senza
voce". Tale sportello potrebbe, anzi dovrebbe (perseguendo così i principi
dell'efficienza e dell'efficacia), lavorare in sinergia con altri soggetti che già si
occupano di funzioni similari, come per esempio l'assistente sociale, i Caf e le
associazioni di volontariato locale. Tutto ciò al fine di migliorare le condizioni degli
anziani sulla base dell'esistente, senza andare a ricercare a tutti i costi altri bisogni
particolari e di natura spesso secondaria, sia per il grado di necessità insito al
bisogno stesso sia per l'esistenza di bisogni "a monte" la cui soddisfazione
potrebbe lenire o, addirittura, eliminare stati di necessità di natura non primaria.
Quello che voglio dire sostanzialmente è che (solo
per fare alcuni esempi), ottenendo sconti sul pagamento delle bollette oppure
finanziamenti per il sostegno degli affitti, gli anziani interessati potrebbero
risparmiare del denaro, senza considerare necessari ed impellenti riduzioni sui servizi di
pubblico trasporto, sulle manifestazioni culturali, ecc.
Callegaro
Cristian |