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Bloody

Monday

   
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Sangue su piazza Sartor. Cade un anziano perchè non c'è una balustra. Immaginarlo era impossibile
  

 

20 gennaio 2004

La gloria chiede il suo tributo di sangue, inevitabilmente.

Ciò che rimarrà nei secoli, passando di generazione in generazione, affonda per legge arcana le sue fondamenta in un travaglio doloroso, la storia non fa sconti a nessuno.

Non sappiamo chi fosse il signore che scivolò, alcune settimane fa, sulla tracimazione ghiacciata di Rio Sartor, il quale, del resto, se la cavò con niente. Il primo fante caduto sulla piazza, però, ha nome cognome ed ha lasciato la sua firma ematica sul selciato insidioso. Si chiama Redento Benetel, ha 71 anni e abita a San Cipriano.

Ieri è andato al mercato, poi ha fatto gli scalini verso l'altipiano cementoso ma, nel cercare uno scorrimano o una balaustra alla propria destra, non ha trovato che una serie di piante in vaso, staticamente inutili.

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Cadde, il malcapitato, lacerandosi il cuoio capelluto e battezzando con il proprio sangue l'ardito manufatto. Giunse l'ambulanza, lo portarono al Ca' Foncello donde tornò, nel pomeriggio, con un ricamo sul capo.

BLOOD2.jpg (31431 bytes) C'è già chi getta monetine in Rio Sartor, una mozione popolare, si sussurra, ne proporrà la loro destinazione ad una polizza assicurativa.

Dorme intanto tranquillo l'architetto. La sua allucinazione di calcestruzzo, tratteggiata in fretta, una domenica mattina d'emicrania post party di addio al celibato o consimile, ha in ogni caso fatto incassare alla sua società un pacchetto di buoni sconto comunali con licenza di alzare i tetti rispetto a prima.

Per quanto riguarda la vecchia abitudine di fare gare d'appalto per opere pubbliche... che roba è?

   

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A sinistra: il punto di caduta di Redento Benetel.

Sopra: particolare trucido della foto di sinistra