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Al voto

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Si chiude il blog elettorale, magari se ne aprirà uno di legislatura.
Complimenti sinceri a tutti e due.
  

 

BLOG ELETTORALE

 

11 - Bravi. Bravissimi entrambi.

16 giugno 2004

Bè, i giochi sono fatti, il turbillon di cifre e tabelle si è arrestato, ogni riflessione è stata ripetuta 25 volte, canale per canale, quotidiano su quotidiano, e adesso si può anche respirare un attimo e circoscrivere le consuete due chiacchiere esclusivamente su Roncade.

E' andata in modo sorprendente per tutti, una giornata come lunedì scorso non sarebbe mai stata immaginabile. La vittoria di Rubinato su Rachello è una questione che si può tranquillamente associare ad un capriccio aritmetico, ad una sequenza di singoli eventi-random disseminati nei dodici seggi. Dieci persone su ottomilacinquecento che votano da una parte invece che dall'altra sono un lancio di dadi, il gol di Trezeguet nella finale degli europei del 2000 ai minuti di recupero. C'est la vie. Allora Berlusconi fece dimettere Zoff, oggi l'uomo è un po' rauco.

Va riconosciuto il merito ad entrambi gli schieramenti di aver lavorato bene, con convinzione, con la consapevolezza morale di dover coinvolgere la gente, cittadino dopo cittadino. Nelle case, nelle feste, nelle riunioni.
Va riconosciuto il merito di aver lavorato in modo pulito. Qualcuno in verità si è arrabbiato per alcuni falli da dietro, ma fatte le somme è robetta da ammonizione, schermaglie di riserve con i piedi grossi.
I capitani hanno avuto condotte principesche e i roncadesi sono tornati ad interessarsi con attenzione al proprio territorio. Un tempo molti si ritenevano sudditi, e con la Dc formato bulgaro non avevano certo tutti i torti. Oggi credo non ci sia più alcun motivo di pensarlo. Decidere con 19 voti di scarto significa essere davvero sovrani e questo è un punto che, mi auguro, i politici roncadesi di oggi vorranno tenere a mente minuto per minuto.
Sarebbe anche molto bello poter raccontare, d'ora innanzi, i consigli comunali senza fare resoconti che somiglino ai mattinali della Questura.
C'è vita su questa terra, non esiste solo la tv. Parlate in quella benedetta sala consiliare e, magari, metteteci anche un bagno, un condizionatore e una macchinetta per il caffè perchè è dura per tutti stare lì tre ore in un ambiente pallido di neon e di certo poco ospitale.

P.S. Al signore di cui ho parlato l'8 giugno (qui sotto) e che si sente "pubblicamente sputtanato" anche se non è stato citato.

1) Avrei gradito una Sua e-mail con la Sua autorizzazione alla pubblicazione anzichè una raccomandata A.R.
2) Le confesso che avevo sbagliato bersaglio. Avevo a torto pensato male di un altro ex diccì che stava in consiglio con Lei. Adesso mi è più chiaro e non mi dispiace affatto che Lei se ne sia uscito da solo allo scoperto.
3) Ci sono valutazioni sul mio conto e sul modo che ho avuto nel condurre il confronto tra i candidati del 7 giugno che sinceramente non riesco ad inquadrare. Ad altre sarebbe facile da qui replicare ma stiamo scendendo su questioni private - o su una malintesa interpretazione dell'ironia - che annoierebbero i lettori. Capita, a volte, che su una certa persona ci si facciano idee inesatte per sentito dire e questa è un' attenuante che Le concedo, soprattutto perchè io e Lei, almeno negli ultimi 17 anni, non abbiamo mai parlato a quattr'occhi. La Germania era ancora divisa in due, si ricorda?
La prego, perciò, di contattarmi al telefono (il mio numero di casa è sull'elenco, il cellulare nella prima pagina di questo sito) o per e-mail per stabilire un appuntamento personale. Ricevere per posta accuse sul piano professionale quando molti tra i suoi alleati sono stati tra i primi ad esprimere apprezzamento per lo sforzo fatto di promuovere il confronto è qualcosa che non torna e che mi piacerebbe risolvere.

Confidando nella Sua disponibilità La saluto cordialmente.

Gianni Favero


  

10 - E' l'ora di togliersi il sassolino

8 giugno 2004

Al signore che sconsigliava Gianni Rachello di sottoporsi al confronto diretto a causa della presenza, quale moderatore, del sottoscritto - noto organizzatore di cellule armate leniniste marxiste - all'indomani dell'incontro voglio dire quanto segue:

Caro signore:
1) So benissimo chi è;
2) Mi sorprende e mi dispiace che un'intelligenza della quale, un tempo, io avevo una certa considerazione, sia stata cariata dalla sindrome autopersecutoria del peggiore berlusconismo;
3) Mi inquieta pensare che una persona, peraltro ben introdotta da anni in ambienti politici, abbia perso di vista del tutto l'essenza stessa della politica - cioè il dialogo aperto e lo scambio sereno di  punti di vista - per chiudersi a riccio in una concezione conflittuale, all'interno di uno scenario popolato da miriadi di piccoli bolscevichi cannibali e famelici come pesci pirana.
4) Sono soddisfatto della lezione che il candidato riferibile alla Sua parte politica Le ha dato. Rachello, con la sua linearità e chiarezza di comportamento, ha fatto vedere che i rapporti umani schietti e interpersonali sono ancora possibili. Le dovrebbe aver fatto capire che c'è dunque una via di fuga dal rincoglionimento televisivo sul quale l'attuale capo del Governo lavora da anni per sterilizzare l'originario amore del popolo italiano per la democrazia e per la nostra Carta Costituzionale.
In molti casi il premier ci è riuscito e Lei ne è la dimostrazione.
In molti più casi ha fallito e l'incontro di ieri sera ne è la dimostrazione.

Buone cose. Cordialmente

Gianni Favero


   

9 - Porco cane ci hanno scoperti....

2 giugno 2004

Bene, il gioco è lanciatissimo, la campagna elettorale lavora a pieni giri su entrambi i fronti e le differenze di metodo continuano ad essere quelle dell'inizio.

Gianni Rachello fa tesoro dei percorsi di comunicazione ben collaudati da Luca Zaia, diffonde giornali di discreta fattura e replica in toto l'operazione-toro, allestendo uno spiedo gigante con animale arrostito e invitando l'universo mondo per la grande scorpacciata.

Simonetta Rubinato intanto cuce con scrupolo e tenacia le reti di relazioni personali, viaggiando di frazione in frazione, schivando per tempo i trabocchetti degli avversari e badando bene a non farsi trascinare in spirali senza fondo, come, ad esempio, l'irrisolta ma ormai ininfluente questione-Bassetto.

Il nostro sondaggio registra un sensibile recupero di Rachello e forse è il segnale che una campagna più aggressiva, alla lunga, paga.

Uno spettro, però - si è scoperto - si aggira minaccioso su Roncade: c'è un covo di giornalisti comunisti assetati di sangue, preferibilmente di ex democristiani.
Ci sono dei cloni di Santoro che, sotto una maschera di bravi ragazzi, tranquilli e indifferenti, costruiscono nell'ombra l'occasione buona per scagliare dardi mortali contro i conservatori borghesi ed avviare, inesorabilmente, la rivoluzione proletaria lungo il Musestre.

Forse accadrà la sera di lunedì 7 giugno, nel confronto tra i candidati in programma all'auditorium delle scuole medie. Forse il moderatore è uno di loro! I bolscevichi hanno tentacoli ovunque e meno male che c'è gente che sente puzza di comunisti con sufficiente anticipo.

Rachello (fiuu....) è stato avvertito in tempo. Non si azzardi, per carità, ad accettare la sfida. Sullo spiedo ci finirebbe lui, altro che toro.


   

8 - E poi cos'era questo sondaggio? Forse abbiamo scoperto l'arcano..

21 maggio 2004

Dunque, le liste sono fatte e il turbillon elettorale è in moto. In una sorta di gioco dei quattro cantoni le due compagini si contendono ordinatamente le sale pubbliche delle frazioni per spiegare, raccogliere suggerimenti, presentare candidati sindaci ed europarlamentari.

Intanto, come peraltro confermato da esponenti del centrodestra, riusciamo a far luce sul misterioso sondaggio telefonico che ha sorpreso, qualche settimana fa, un certo numero di roncadesi.
Trattasi di un'iniziativa commissionata dalla Lega all'agenzia demoscopica triestina "Swg", la stessa, per intenderci, incaricata da circa un anno dal presidente della Provincia, Luca Zaia, di analizzare vari aspetti del tessuto sociale della Marca.

L'intervento, precisa il nostro gola profonda forzista, era stato avviato qualche tempo prima dell'alleanza Lega-Polo per vedere se l'alleanza stessa s'aveva da fare o no. Per capire, in buona sostanza, se la Lega potesse correre da sola con ragionevoli possibilità di successo oppure se era il caso di ragionare su un'ipotesi di accordo.

Orbene, il risultato avrebbe indicato per il Carroccio un consenso maggiore - più o meno di una decina di punti - rispetto a quello del Polo ma, sommando matematicamente le quote, Polo e Lega non sarebbero arrivati oltre il 43-45%.

Vista la lista di "Coerenti nel cambiamento" adesso qualcuno si chiede se la Lega abbia fatto un buon affare. Gli analisti di paese osservano infatti che i candidati del Carroccio per popolarità sarebbero tutti un po' deboli rispetto a quelli del resto della squadra e che perciò, se è vero che in politica difficilmente un accordo fa lievitare la somma aritmetica, alla fine sui 7 banchi dell'opposizione oltre a Rachello di leghisti potrebbero non essercene più. Da soli almeno si poteva arrivare ad un 4-3.

Scusate le elucubrazioni, probabilmente non hanno alcun peso. Una sfida del genere a Roncade non si era mai vista e così com'è messa è come un derby a San Siro. Può succedere di tutto.

Il blog, in ultima analisi, serve solo a spettegolare un po'.
Alla prossima


 

7 - Rinnovamento? Ma siamo onesti....

14 maggio 2004

Domani arrivano le liste, oggi non ne precisiamo i nomi - certi al 99% - solo per rispetto alle richieste di qualche ora di riservatezza in più. Anche le limature possono essere determinanti.
Parlare di rinnovamento, specialmente da centrosinistra, è fuori luogo, sarebbe più verosimile vedere gente che mangia l'anguria al cenone di San Silvestro. Non è un problema, basta non sforzarsi a sostenere che si vuole cambiare binario.
E' sufficiente dire: per due legislature e passa è andata bene così e adesso il nostro impegno è che tutto vada allo stesso modo. Il resto è lifting. La sincerità non è mai scandalosa.

Può parlare di cambiamento il centrodestra e infatti il termine è usato nel nome della lista. Però cambiamento non è la stessa cosa di rinnovamento. L'apparenza è migliore per una questione aritmetica: dato il numero massimo di candidati (20) e sottratti i preesistenti, calcolando anche la diaspora della "Civica", la differenza è più ampia di quella degli avversari.

Un segnale poteva venire, da entrambe le parti, da una maggiore proposta di nomi femminili. Hai voglia di parlare di pari opportunità. Le donne non si candidano e probabilmente non votano per le donne.
Molto più facile che una donna diventi sindaco - nome bloccato giocoforza - che consigliere.
Pazienza, basta che non si continui ad attribuire agli uomini la responsabilità di una maschilizzazione della politica. Il discorso poteva essere sostenuto ancora fino a qualche anno fa, poi le occasioni poi ci sono state e ci sono.
Se la politica non si tinge di rosa le ragioni stanno quasi tutte dentro la più longeva e numerosa comunità femminile.

In questo senso il rinnovamento è zero con lode su entrambi i fronti.


 

6 - Il vangelo di Gentilini e la lista in sacrestia

12 maggio 2004

Attento, nel segreto della cabina elettorale Gentilini ti vede.
Lo ha detto ieri sera elencando i buoni consigli per Gianni Rachello.

Le case agli extracomunitari? Mai. Prima ai miei cittadini. Lo dice anche il vangelo: quello che ti avanza lo dài ai poveri.
Peccato che in tutto il Nuovo testamento non vi sia una sola espressione simile. Lo Sceriffo precisa in seguito: il vangelo di cui parla è il suo.
Si tratta di tenere d'occhio i preti rossi: Rachello, se serve li devi convertire, e se per caso senti puzza di moschea....

Giampaolo Gobbo, dalla sua torre d'avvistamento europea, si addentra pure lui in spirali geopolitiche-confessionali. Tenta un discorso sulle origini ebraico-cristiane del Vecchio Continente ma si perde in un mare di subordinate e fatica a chiudere un discorso cominciato venti minuti prima sul mandato d'arresto europeo. Smette per ammutinamento delle corde vocali.

Lo Sceriffo invece va dritto alla meta.
Tolleranza zero per i democristiani riciclati (ma gliel'hanno spiegato com'è l'alleanza?).
Tolleranza zero per chi si intrufola nella residenza degli altri: "se uno mi entra in casa io lo buco".
Tolleranza zero, a meno che non si tratti di case. Non è vero che tutte le prostitute sono schiave, molte lo fanno per guadagnare i soldi per mettere su un negozio di parrucchiera. Meglio darci dentro, dice, e legalizzare la prostituzione. Nelle case di tolleranza pagheranno le tasse. Una volta parrucchiere sarà dura.

La storia dei preti tormenta però anche il centrosinistra. La scelta di certi nomi nuovi, si racconta, è stata fatta in base al livello di conoscenza degli stessi da parte dei rispettivi parroci.

Cari miei, da destra o da sinistra qui si va alle Crociate.

Personalmente, a parte un matrimonio nel maggio del 1987, è dal 1979 che non vado a messa. A questo punto è meglio se non vado a votare. Pensare che ho alle spalle contemporaneamente l'occhio di Dio e quello di Gentilini mi inquieta fin da ora.


 

5 - I candidati sono due ma sembrano uno

5 maggio 2004

Si comportano diversamente ma dicono le stesse cose, basta leggere i giornali.
Rubinato e Rachello non vanno al di là da dichiarazioni su quanto occorra mettersi "al servizio della cittadinanza" tenendo conto delle esigenze di tutti. Perchè, cos'altro dovrebbe fare un'amministrazione?

La differenza, per ora, sta nella campagna elettorale, pirotecnica quella di Rachello - che ha già prenotato Piazza I maggio per il gran finale della vigilia - monastica quella di Rubinato.

Il primo ha un calendario fittissimo di appuntamenti pubblici ed ha acceso un sito la cui grafica è sovrapponibile a quella del sito del Comune. Forse per abituarsi.

La seconda ha mandato una lettera dal sapore di spumiglia mentre il sito ancora è in costruzione. Per il resto è un lavorìo sotto la superficie. Bello, comunque, il logo di Progetto Insieme che si ispira al movimento dei girotondi.

Citazione dotta, dunque, per chi conosce Nanni Moretti: mai assaggiato la Sacher? (concludete voi...)


 

4 - Contrordine, i candidati sono due

24 aprile 2004

Al termine di una serie di contatti - e di un sondaggio - Lega e Polo hanno compreso che o vanno uniti o non c'è storia.

Gianni Rachello, il candidato della Lega, sarà perciò sostenuto anche dai voti di Fi, An e Udc in una lista che vede Guido Zerbinati come vicesindaco.

Adesso la partita è davvero incerta ed entrambi i contendenti devono stare attentissimi ad ogni dettaglio e a non sbagliare nulla. Fondamentale saranno la scelta dei nomi da mettere in lista (con difficoltà più evidenti nel centrosinistra dovute anche ad una negligenza nella formazione dei successori), l'elaborazione dei programmi e, soprattutto, la strategia di comunicazione adottata.

Sempre per il centrosinistra le stazioni a terra rilevano segnali di perturbazione interna legate ad una certa rigidità nel sistema di blindatura/esclusione dei colonnelli.

Alla prossima - Roncade.it

 


 

3 - Album completato

4 aprile 2004

Con la terza figurina l'album è completato e il campionato può partire.

L'Ulivo - anche se forse non si chiamerà così perchè a qualcuno non piace - ha candidato Simonetta Rubinato, coordinatore provinciale della Margherita ed ex consigliere comunale di Roncade.

Programma, iniziative di comunicazione ed eventuale squadra amministrativa sono lungi dall'essere definite per cui ci sarà tempo per parlarne. In merito alle relazioni con l'ex civica, viene confermata l'estraneità ai movimenti del centrosinistra di Daniele Bassetto, anche se vi sarebbero attivisti del gruppo - rientranti cioè nella parte che non segue Dino Camatel - disponibili a collaborare con le forze uliviste.

Alla prossima - Roncade.it

 


  

2 - Divisioni nella Civica

25 marzo 2004

Nel centrodestra il quadro è deciso.

Il Polo ha formalizzato la candidatura di Guido Zerbinati con il raggiungimento di un'intesa tra Fi, An, Udc e parte di Iniziativa Civica, gruppo che si divide e perderà entro breve il suo nome.

Ad appoggiare il Polo, infatti, sarà il solo Dino Camatel, mentre il collega consigliere e capogruppo, Daniele Bassetto, avrebbe deciso di starsene in disparte parcheggiando in territorio per ora neutro.

Alla prossima - Roncade.it

 


1 - Nebuloso con brio

22 marzo 2004

Le grandi manovre sono iniziate ormai da alcune settimane ma ad oggi l'unica candidatura certa a sindaco di Roncade è quella del leghista Gianni Rachello.

Il Polo sembra aver indirizzato le proprie energie sul medico di Biancade Guido Zerbinati (Fi), nonostante la porta del Carroccio rimanga ancora aperta all'eventualità di un'intesa che replichi il modello romano. Irrinunciabile, in ogni caso, la convergenza sul nome di Rachello.

Nel centrosinistra l'ufficializzazione della scelta su Simonetta Rubinato è sempre ad un metro dal filo di lana. L'ok definitivo dell'attuale coordinatrice provinciale della Margherita ed ex consigliere comunale roncadese non è ancora stato pronunciato - raccontano i soliti bene informati - per la difficoltà di ricomporre baruffette da cortile scolastico tra le varie anime della maggioranza uscente. L'italico costume in base al quale ci sono più correnti che partiti è puntualmente confermato. Una lettura più ottimista parla piuttosto di spifferi rimediabili con qualche grammo di stucco da infissi. Questione di giorni.

La variabile resta ancora la scelta che farà l'area elettorale di Iniziativa Civica di Daniele Bassetto. Anche in questo caso si ripropone l'effetto determinante che nel nostro Paese spesso hanno le minoranze che stanno al centro. I retroscena sui perchè e sui percome sono faccenduole di biscardiano spessore, quindi, in questa sede, bit sprecati.

L'aritmetica dei pronostici è però più oggettiva e sfiziosa: se Polo e Lega vanno ciascuno per conto proprio i voti i voti di Bassetto non saranno così pesanti da infastidire l'affermazione dell'Ulivo. Farebbero invece la differenza se il centrodestra trovasse una formula di composizione.

Alla prossima - Roncade.it