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Amoeri

superstar

   
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Finale con il botto per la rassegna teatrale roncadese.
Per la commedia di Lorenzon si replica il tutto esaurito
  

 

14 dicembre 2004

La messa in scena de"Il Nobile Amoeri", svoltasi sabato 11 dicembre presso l'Auditorium delle Scuole Medie di Roncade a conclusione della XXIV^ rassegna "Emozione teatro", si è rivelata un vero successo di pubblico, accorso numeroso per assistere al debutto del concittadino Bruno Lorenzon come autore teatrale.
E' stata inoltre una serata di celebrazione della cultura cittadina, in cui è emersa la vena artistica dei roncadesi.

"Esistono ben tre compagnie teatrali a Roncade, due delle quali hanno portato in scena altrettante opere prime nel corso di questa manifestazione", ha detto in apertura di serata il consigliere comunale Giacomo Buldo, a prova della vocazione creativa dei roncadesi, peraltro ribadita dallo stesso autore dopo essere intervenuto in coda allo spettacolo. "Questo onore [di essere rappresentati ndr] tocca in genere solo ad autori defunti, i quali però non hanno l'obbligo di parlare in pubblico" ha esordito Lorenzon, prima di lanciarsi nell'elogio della compagnia "Amici del Teatro".

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Il gruppo, oltre ad essere fra i promotori della rassegna stessa e di varie iniziative rivolte ad avvicinare il teatro alla gente, ha anche curato il riadattamento del secondo atto della commedia mettendo in risalto le interpretazioni di Mara Gobbo-Tata, Federica Fedato-Rosetta, Alberto Moscatelli-Bepi Amoeri e Mary Brustolin-Baronessa Adina, nonché l'esordio di Davide Pellin (Fioravante).
La pièce comica in due atti, diretta da Alberto Moscatelli e Renzo Santolin, della durata di circa 2 ore ed innestata nella tradizione goldoniana (vedi la furbizia della Tata e del Murer-Carlo Gobbo, e la pomposità del Generale Cambrone-Stefano Risato), è stata resa frizzante dalle interpretazioni femminili e dal ritmo impresso all'opera.

AMOERI.jpg (26366 byte) La trama, semplice ma arricchita di battute incisive, fa leva sulla scoperta di presunte origini nobiliari da parte di un mediatore di vacche (Bepi Amoeri), il quale pretende di imporre il nuovo status a tutta la famiglia, ma soprattutto alla figlia (Rosetta), al fine di cambiarle un malvisto spasimante (Fioravante).

Sarà grazie all'aiuto di una scaltra Tata, del curato (Don Parlotto-Francesco Fedato) e dell'amico del ragazzo (Bastian-Matteo Bortoletto), che durante un ricevimento avverrà l'annuncio del doppio matrimonio fra i due giovani e fra Bepi e la Baronessa Adina.


INTERVISTA A BRUNO LORENZON

Com'è nata l'idea che ha portato alla stesura di questa composizione teatrale?
Sono uno scrittore che si è sempre occupato di tradizione e civiltà contadina. Ho preso spunto dalla cronaca, qualche tempo fa avevo letto di una società che si inventava false ricerche araldiche per truffare poveri cristi.
E non ha resistito…
No, infatti! Ho identificato l'epoca con i suoi personaggi. Ricordo che fra le autorità di un paese vi erano il prete, il conte, il barone, e il mediatore.
E' la ricerca dello status, quindi, che muove tutto, come può esserlo oggi, ad esempio, un' auto costosa da esibire…

Esatto. All'epoca il titolo nobiliare significava posizione di prestigio e mi sono chiesto "Cosa succederebbe se un personaggio ignorante dovesse scoprire di essere un nobile?". Ecco allora che ho sfruttato l'equivoco [il titolo non vero, ndr] per smascherare il comportamento di Bepi. Ed è qui che si scopre l'attualità dell'opera, quando si cerca l'apparire al posto dell'essere. Vedi il gioco di parole fra Amoeri che si trasforma in Amorei, un cognome che ricorda un umile albero trasformato in uno aristocratico, sintesi estrema del contrasto fra entroterra agricolo e la presunta nobiltà.
Aveva in mente qualcuno di preciso tracciando la personalità di Bepi?
R:Un commediografo pensa sempre a qualcuno quando traccia un personaggio, ma sono solo macchiette, nessun riferimento reale.
Cosa l'ha spinta a mettersi a scrivere?
La pensione!! No, dai…Ho sempre scritto fin dai tempi della scuola, pamphlet e parodie. Una volta ho scritto una Divina Commedia con personaggi i miei compagni di scuola… ma adesso scrivo con il vanto di essere di Roncade, un paese ricco di personaggi illustri, e racconto un mondo ormai scomparso.

Davide Aprea