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Acqua

privata

   
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Attenzione alle manovre societarie degli acquedotti: la risorsa idrica deve rimanere in mano pubblica
  

 

28 luglio 2004

Ci si divide su tante cose ma sulla non privatizzazione dell'acqua tutti concordano.
Con chiunque ne parlo riscontro unanimità ma anche l'assoluta mancanza della pur minima informazione sull'argomento.
Lontano dai riflettori e con il placet della legge, stanno decidendo che l'acqua non sia più un diritto ma un bisogno da vendere come una merce qualsiasi.
Come potranno le imprese private perseguire l'efficienza sociale del servizio idrico?
L'obbiettivo di una impresa privata è di ottenere il massimo profitto e lo si può verificare nelle realizzate privatizzazioni toscane dove sono state aumentate ingiustificatamente le tariffe, ridotto il costo della manodopera attraverso la precarizzazione del lavoro, aumentato l'erogazione per contabilizzare più acqua e ridotto le spese di manutenzione degli impianti.
Le risorse idriche non sono inesauribili e si trovano quasi dappertutto in uno stato disastroso.
L'inquinamento, le contaminazioni e gli sperperi fanno dell'acqua dolce una risorsa sempre più rara nella qualità necessaria ed indispensabile alla vita.
E' quindi importante fare pressione sui politici locali e sugli ex-consorzi pubblici (ora trasformati in s.r.l. o s.p.a.) affinché la gestione dell'acqua non entri nelle regole del mercato neoliberista mantenendo il capitale totalmente pubblico.
L'efficienza del servizio deve inoltre essere monitorato attraverso modelli di partecipazione attiva coinvolgendo gli stessi cittadini/utenti; non ci si può accontentare delle sole certificazioni dietro le quali quotidianamente i N.A.S. scoprono di tutto e di più.
Serve sicuramente una campagna di sensibilizzazione, un aiuto lo possono fornire i media ed è l'appello di questa mia.
Grazie dell'attenzione. Cordiali saluti.

Damelico Luciano