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Minaccia

Enel

   
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Un nuovo elettrodotto in progetto sopra Roncade, torna il rischio elettrosmog
  

 

5 aprile 2003

Torna negli incubi dei roncadesi il rischio elettrosmog.

Dopo la tormentata soluzione, lo scorso anno, della situazione in cui, era stato scoperto, si trovavano le scuole elementari di Biancade per il passaggio di una linea ad alta tensione a pochi metri dalle sue aule, oggi è giunta la notizia di una nuova "minaccia", in questo caso condivisa con altri 14 comuni trevigiani.

Si tratta del progetto di un nuovo elettrodotto che collega la città austriaca di Lienz a Mestre, consentendo l'importazione di una notevole quantità di energia elettrica. La linea, che sarà realizzata in territorio trevigiano dalla società Terna Spa, del Gruppo Enel (la stessa che gestisce per conto del gestore pubblico l'impianto di Biancade), ed attraverserà la Marca entrando da Cordignano ed uscendo da Mogliano Veneto.

L'opera comporterà un sensibile incremento della tensione oggi presente sulla linea che taglia il territorio roncadese all'altezza della Treviso-Mare, con l'innalzamento dei tralicci fino a 68,5 metri - contro i 58,4 attuali - e l'installazione di una ulteriore serie di sette identiche strutture portanti dal punto in cui la linea si biforca per originare il nuovo tratto che punta a Nord.

A destra: in arancio la linea esistente, in rosso quella nuova

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L'aumento della tensione implica un proporzionale incremento dell'intensità del campo elettromagnetico sulla fascia di territorio parallelo al tracciato, con il probabile superamento delle soglie limite fissate da una legge della Regione Veneto. Le abitazioni roncadesi interessate al previsto bagno di elettrosmog dovrebbero essere almeno una decina.

A meno che la società Terna non provveda a raddoppiare il numero dei conduttori, affiancandone uno a ciascuno di quelli presenti sul progetto. L' espediente, in base ad un preciso principio fisico, sarebbe sufficiente a ridurre notevolmente le emissioni.

La soluzione, che implica costi maggiori ed è prevista nel tratto a Nord della provincia di Treviso dove l'elettrodotto sarè gestito da un altro soggetto, non sembra, ad oggi, essere nelle intenzioni di Terna.

Il nuovo elettrodotto, inoltre, essendo classificato come "infrastruttura strategica e di interesse nazionale", rientra nella tipologia di opere indicate dalla legge nazionale n.433 del 21 dicembre 2001, detta anche "legge Obiettivo", che "salta" tutti i processi di concertazione. Agli enti locali è data solo la facoltà di "presentare motivate proposte di adeguamento, richieste di prescrizioni all'atto dell'approvazione del progetto, o richieste di varianti che non modificano le caratteristiche essenziale delle opere e le caratteristiche prestazionali e funzionali individuate in sede di progetto".

Il Ministero trasmette poi le osservazioni al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe), che decide con l'intesa del presidente della Regione. Questo basta a superare ogni altra autorizzazione, approvazione, parere e nulla osta di altri enti, e il gioco si chiude.

Come dire che i margini di manovra delle amministrazioni locali sono assai ridotti.

I sindaci dei 15 Comuni coinvolti si riuniranno comunque lunedì prossimo, 7 aprile, a Ponte di Piave, per decidere le prossime mosse.

  

ELETTRODOTTO: SINDACI TREVIGIANI CONTRO ENEL E REGIONE

   (ANSA) - PONTE DI PIAVE (TREVISO), 7 APR - I sindaci e gli amministratori di quindici comuni della provincia di Treviso si sono riuniti oggi, a Ponte di Piave, su iniziativa del primo cittadino, Gianni Marin, per organizzare un'azione compatta di risposta ad un progetto di elettrodotto a 380 Kv che dovrebbe collegare la citta' austriaca di Lienz con Venezia Nord. La linea, secondo i progetti trasmessi solo pochi giorni fa agli uffici municipali, attraverserebbe la Marca da Vittorio Veneto a Mogliano con linee in grado di irradiare campi elettromagnetici tali da dover imporre fasce di rispetto al suolo larghe fino a 300 metri. L'opera e' stata classificata come infrastruttura ''strategica e di interesse nazionale'' e viene percio' gestita in base alle procedure previste dalla ''Legge Obiettivo'' che escludono in larga misura i momenti di concertazione con le amministrazioni locali. Molti dei sindaci presenti oggi hanno dimostrato di non aver gradito l'essere stati informati solo a cose fatte, ed hanno criticato l'''arroganza'' dell'Enel e la posizione fino ad oggi non dichiarata dalla Regione Veneto. La Regione, e' stato infatti ricordato, nell'iter della ''legge Obiettivo'', a questo punto della progettazione dovrebbe essere stata coinvolta dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe). La mancanza di informazioni da Venezia, secondo alcuni, sarebbe il segnale di un'intesa gia' stilata tra la societa' elettrica e la Giunta Regionale senza un confronto tra quest'ultima ed i Comuni sui quali andrebbero piantati i tralicci. I sindaci, nell'annunciare di voler mettere in campo ogni strumento disponibile per far sentire la loro voce, hanno anche detto di essere intenzionati ad approfondire le dimensioni tecniche dell'opera progettata, in particolare per la ricaduta in termini di inquinamento da elettrosmog, e ad affidare ad uno studio legale una verifica sulla correttezza delle procedure fin qui seguite dalla Regione e dagli altri soggetti. (ANSA). V10-TN 07-APR-03 20:45 NNNN