| 14 febbraio 2003 Costruire nuove abitazioni a Roncade è
assolutamente inutile.
Lo si apprende leggendo un dettagliato studio condotto
dall'Osservatorio Economico della Provincia di Treviso - organismo partecipato da
Provincia e Camera di Commercio di Treviso, Unindustria, Confartigianato, Cna, Cgil, Cisl
e Uil, Inps, Inail, Prefettura, Ufficio scolastico provinciale ed altri soggetti - il cui
comitato scientifico è presieduto dal noto politologo Paolo Feltrin.
Incrociando qualcosa come 35 variabili ed utilizzando
algoritmi adottati dai maggiori istituti di ricerca nazionali, l'indagine rivela come, nel
2020, la popolazione di Roncade sarà cresciuta appena di 91 unità. Nulla in confronto,
ad esempio, dei quasi 6 mila abitanti che avrà in più Casale sul Sile, i 1.200 di Silea,
o i 1.000 di San Biagio. Oltretutto, contrariamente a questi Comuni, dieci anni dopo i
roncadesi saranno diminuiti di qualche decina.
La situazione di Roncade, con una crescita demografica da
qui al 2020 inferiore al 5%, è condivisa soltanto da altri 11 comuni dei 95 della
provincia, quasi tutti situati nella fascia settentrionale.
Risulta evidente, perciò, che la richiesta
di nuove case a Roncade per i prossimi 20 - 25 anni sarà praticamente pari a zero, a meno
che i roncadesi non abbandonino le loro attuali abitazioni, lasciandole inutilizzate o
trasformandole in uffici, per fabbricarne delle nuove entro lo stesso territorio.
Ipotesi alternativa per giustificare nuovi cantieri sarebbe
una sorprendente e del tutto non prevista forte immigrazione dall'esterno per ragioni che
ora come ora nessuno saprebbe immaginare. Magari un capannone di Benetton tipo quello di
Castrette o una delocalizzazione dell'Enichem a Ca' Tron.
Insomma, prima di dar via libera ai palazzinari sul suolo
roncadese sarebbe il caso di riflettere. |