| 27 novembre 2003 Zitti zitti e in punta di piedi,
cercando di non distrarre Luca Casarini dai presidi ai senzatetto e, a scanso di sorprese,
militarizzando tutte le vie d'accesso al sito, Dino De Poli e i suoi sono finalmente
riusciti, il 25 novembre scorso, a inaugurare l'istituto di ricerca sulle biotecnologie,
l'opera più controversa della costellazione Ca' Tron. Lo si è saputo da un comunicato a
nastro tagliato, assieme a qualche scarno commento del presidente della Fondazione
Cassamarca il quale insiste una volta di più sul fatto che la struttura nei campi di
Roncade sarebbe "l'unico esempio al mondo esistente per la sperimentazione costruita
in modo da evitare ogni ancor minima forma di contaminazione esterna".
Il laboratorio di Ca' Tron è pronto, dunque, ma non è
ancora stato consegnato ai ricercatori che effettueranno la ricerca sugli Ogm in
agricoltura. Il capo del progetto sarà individuato entro la metà di dicembre e solo a
quel punto, in base a ciò che si deciderà di fare, si acquisteranno le apparecchiature
necessarie.
Dalla sede del centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (Icgeb) di
Padriciano (Trieste), soggetto incaricato dalla Fondazione Cassamarca di affrontare la
delicata questione dei possibili impatti di interventi transgenici sulle coltivazioni, non
giungono indicazioni più precise rispetto a quanto reso noto la scorsa estate.
| La decisione della Fondazione di procedere
ugualmente all'inaugurazione della sede scientifica viene attribuita ad "esigenze di
politica interne a Ca' Spineda" e comunque la data scelta deriverebbe, secondo il
direttore amministrativo di Icgeb, Decio Ripandelli, ad un compromesso tra le
disponibilità del presidente della Fondazione, Dino De Poli, e del direttore generale
dell'Istituto triestino, Arturo Falaschi. I
nominativi dei candidati a guidare la sperimentazione di Ca' Tron, precisa ancora
Ripandelli, sono una decina, alcuni dei quali stranieri; la decisione sarà presa sulla
base dei rispettivi curricula e statura professionale e, in seconda battuta, del tipo di
progetto che proporranno per i laboratori trevigiani. |

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"Abbiamo già avuto modo di notare
tendenze diverse - osserva il direttore amministrativo - che passano da una ricerca più
'pura' ad una che affronta subito l'analisi dei rischi, cioè più vicina alla vocazione
originaria della sede di Ca' Tron". Se c'è stato qualche ritardo, rileva ancora
Ripandelli, è stato per un supplemento di zelo nella verifica del livello di contenimento
della serra, fissato a livello "3", lo stesso, cioè, applicato nella
conservazione del virus dell'Aids. L'attività vera e propria del laboratorio, dunque, non
inizierà prima del prossimo marzo, con un organico di una dozzina di ricercatori a ciò
destinati per un periodo di 5 anni. Di 4,5 milioni di euro è il finanziamento accordato
dalla Fondazione anche se sono stati avviati, da parte di Icgeb, contatti con altre
istituzioni per verificare la disponibilità di collaborazioni. |