| 25 aprile 2003 No a qualsiasi ipotesi di porre sullo
stesso piano chi lottava per liberare l'Italia dai fascisti e dagli invasori e chi,
invece, si era schierato dalla parte della Repubblica Sociale, perchè i morti sono uguali
ma soltanto dopo morti.
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Su questo hanno concordato i relatori
intervenuti a "Bella ciao", una giornata promossa dall'Istituto per la Storia
della Resistenza e della società Contemporanea (Istresco), con il patrocinio del Comune
di Roncade, per ricordare quattro ragazzi uccisi a Roncade dai fascisti durante la lotta di liberazione. Al microfono si sono succeduti il sindaco di Roncade, Ivano Sartor,
lo storico Francesco Scattolin (a sinistra) ed il segretario dei Ds di Roncade, Pietro
Daniel, che, dopo aver letto un suo breve intervento (preleva il
testo in formato word) ha consegnato ai familiari delle vittime giunti per l'occasione
quattro targhe ricordo della manifestazione. |
La mattinata si è aperta con la deposizione di un omaggio
floreale davanti alla lapide sul luogo in cui fu ucciso Ugo Rusalen, accanto alla chiesa,
dove, nella notte, una mano anonima aveva già sistemato una rosa rossa. Presenti, oltre
alla sorella, Ada Rusalen, i figli di Francesco Canella, Gabriella e Sergio, nipoti anche
di Enrico Martini, e Lisi e Guido Mazzon, fratelli di Luigi, tutti uccisi dai fascisti nel
1944 a Roncade. Numerosi anche alcuni parenti di seconda generazione ed amici.
| Grande attenzione e commozione anche allo
spettacolo di poesia e musica seguito subito dopo, a cura degli attori Sandro Buzzatti
(fotografia a lato) e Anna Orlando e del musicista Nelso Salton. Sono stati interpretati testi di Egidio Meneghetti, La Prtigiana Nuda e
di Luciano Caniato, El mondo-quel cin de sput, ispirati a vere storie di
partigiani. Quindi un racconto breve, dal titolo Ugo, ispirato alla vicenda di
Ugo Rusalen (preleva il
testo in formato word).
E' stato anche realizzato un video amatoriale del tutto,
interventi e spettacolo. Chi ne desiderasse una copia in Vhs può richiederla con una
e-mail a roncade.it |

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Per i familiari dei caduti è stato anche
possibile incontrare alcuni dei testimoni oculari che hanno assistito alle esecuzioni dei
congiunti; altri, inoltre, hanno fatto presente ai rappresentanti dell'Amministrazione
Comunale presenti il loro desiderio di porre una lapide negli altri punti del paese in cui
i fascisti uccisero i loro padri o fratelli. |
L'impegno ribadito dagli organizzatori è di riproporre un
incontro di questo tipo tutti gli anni per ricordare anche gli altri partigiani non
menzionati in questa occasione e per i quali è necessario procedere a ricerche più
approfondite.
ALCUNI
CENNI STORICI
I partigiani celebrati il 25 aprile 2003 sono Ugo Rusalen,
22 anni, di Motta di Livenza, Francesco Canella, 27 anni, di Treviso, Francesco Martini,
27 anni, di Treviso e Luigi Mazzon, 22 anni, di San Cipriano.
Rusalen fu catturato il 6 novembre 1944 a San Biagio
mentre, partito in bicicletta da Cessalto, era diretto a Treviso con altre tre giovani.
Partigiano democristiano, era ricercato dai nazifascisti per le sue attività a fianco di
Giovanni Girardini, anch'egli di Motta, impiccato a Oderzo il 12 ottobre.
Rusalen fu portato a Roncade e fucilato vicino alla chiesa,
dove c'è una lapide, l'11 novembre 1944.
Quello stesso giorno i fascisti fucilarono anche Canella e
Martini, arrestati qualche giorno prima in via Montiron.
Tutto questo per una rappresaglia dovuta all'uccisione, per
mano partigiana, di tre fascisti tra cui il maggiore Giuseppe Carrer, di Roncade.
Luigi Mazzon fu ucciso invece il 30 dicembre all'osteria
"Ziggiotti", a Ca' Tron. Il suo corpo fu portato dalle Brigate Nere a Quarto
d'Altino e legato ad un palo, in centro, dove rimase per due giorni. |
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