| 2
agosto 2002
"Non si possono fare confronti se non su dati omogenei: occorre
andare a vedere i bilanci e, in particolare, gli investimenti per rifacimento e
ammodernamento delle infrastrutture di servizio".
Gino Cappellazzo, direttore generale di
"Sile-Piave Spa", società di gestione di servizi idrici di Roncade, Casale sul
Sile, Casier, Monastier, Sa Biagio di Callalta, Silea, Quarto d'Altino e Marcon, respinge
le accuse avanzate nei giorni scorsi attraverso la stampa locale riguardanti il prezzo
applicato agli utenti, pari a 0,42 Euro a metro cubo, circa 0,8 Lire per litro d'acqua per
usi domestici.
Il direttore ricorda inoltre che le
tariffe sono invariate dal 1993, da allora gli utenti sono aumentati del 37,9%, e che in
tale arco di tempo sono stati realizzati 38 km. di nuove condotte e 25 ne sono stati
restaurati, per investimenti complessivi di 14 milioni di Euro.
Per Cappellazzo, in sintesi, se c'è chi
applica tariffe più convenienti occorre andare a vedere se e in che misura il soggetto
pubblico concorra ai costi dell'azienda, tenendo anche presente che la bolletta roncadese,
se collocata tra il minimo ed il massimo nazionale, è compresa in una fascia medio-bassa,
e che in Europa l'acqua si paga mediamente il doppio che in Italia.
Normale sarebbe anche il compenso
applicato ad amministratori e direttore generale che, secondo quest'ultimo, sarebbe
allineato a quello di altre aziende italiane con analoghi fatturati e risultati.
Di seguito un documento ufficiale inviato
a Roncade.it da Sile-Piave Spa relativo alle tariffe e l'articolo della Tribuna di Treviso
del 13 luglio scorso contenente le critiche ai prezzi imposti dalla società
LE TARIFFE SILE
PIAVE
Le tariffe acqua potabile, oggi applicate allutenza, sono
state determinate alla fine del 1992 sulla base del rendiconto dei costi
dellesercizio 1992; esse includono anche gli oneri per lammortamento degli
impianti che derivano dai continui investimenti che vengono effettuati per ampliare la
rete di distribuzione e per interventi di manutenzione straordinaria tesi a rinnovare e
migliorare le reti e gli impianti al fine di assicurare un servizio efficiente ed efficace
con un elevato standard di qualità (qualità dellacqua, minime interruzioni del
servizio, ecc.)
Esse sono invariate fin dal 1° gennaio 1993 (circa 9 anni e
mezzo) nonostante nel periodo il costo medio della vita (indice ISTAT) sia aumentato di
circa il 24%; esse sono rimaste invariate perché in questo periodo sono aumentati gli
utenti, e quindi si sono avuti maggiori volumi dacqua erogati / venduti e sono stati
controllati attentamente i costi di gestione.
Nel periodo 1993 2001 lAzienda Sile Piave:
- ha registrato un aumento degli utenti da circa 21.900 a circa 30.200 (+37.9%);
- ha realizzato 38.000 metri di nuove condotte per ampliare il servizio offerto
allutenza;
- ha ricostruito circa 25.000 metri di rete in quanto obsoleti o da potenziare;
- ha investito complessivamente circa 28 miliardi di Lire per nuove opere ed
impianti.
Il livello delle tariffe dellacqua potabile in Italia è
molto variabile; il prezzo medio applicato allutenza domestica oscilla fra le 400 e
le 2300 Lire al metro cubo ed il confronto deve essere fatto sulle stesse basi di calcolo
includendo, ovviamente, tutti i costi che influiscono sulla gestione del servizio; vanno
pertanto considerati il grado di estensione delle reti acquedottistiche, il numero degli
utenti, la loro concentrazione o distribuzione territoriale, il consumo pro-capite
dellutenza, i costi energetici di pompaggio, il livello di manutenzione e gli
ammortamenti degli impianti.
Sotto questo profilo le tariffe Sile Piave sono pertanto
coerenti ed adeguate.
Va comunque osservato che, nellambito del costo dei
servizi pubblici (luce, acqua, gas, telefono, ecc.), quello relativo allacqua
potabile è di gran lunga il meno costoso e che, nel caso di Sile Piave , il costo
medio per litro di acqua si aggira sulle 0.8 Lire.
TARIFFE SERVIZIO IDRICO (IVA
Esclusa)
|
minimo . |
agevolata |
base |
1^ eccedenza. |
|
impegnato |
|
|
|
scaglioni (mc/anno) |
|
0-108 |
109-144 |
oltre |
| USO
DOMESTICO (/mc) |
108 mc/a. |
0,318137 |
0,424528 |
0,550027 |
(L./mc) |
|
616 |
822 |
1065 |
scaglioni (mc/anno) |
108 mc/a. |
0-108 |
109-180 |
oltre |
| USO
AGRICOLO (/mc) |
|
0,318137 |
0,424528 |
0,550027 |
(L./mc) |
|
616 |
822 |
1065 |
scaglioni (mc/anno) |
|
|
120 / 600 |
oltre |
| COMMERCIALE
(/mc) |
120
/ 600 mc./a |
|
0,424528 |
0,550027 |
(L./mc) |
|
|
822 |
1065 |
scaglioni (mc/anno) |
|
|
1500 |
oltre |
| USO
INDUSTRIALE (/mc) |
1500 mc./a. |
|
0,424528 |
0,550027 |
(L./mc) |
|
|
822 |
1065 |
scaglioni (mc/anno) |
|
|
120 / 264 |
oltre |
| USO
PUBBLICO (/mc) |
120
/ 264 mc./a. |
|
0,424528 |
0,550027 |
(L./mc) |
|
|
822 |
1065 |
scaglioni (mc/anno) |
|
|
108 |
oltre |
| USO
CANTIERE (/mc) |
108 mc./a. |
|
0,424528 |
0,424528 |
(L./mc) |
|
|
822 |
822 |
scaglioni (mc/anno) |
|
|
1500 |
oltre |
| USO
ALLEVAMENTO (/mc) |
1500 mc./a. |
|
0,212264 |
0,212264 |
(L./mc) |
|
|
411 |
411 |
TARIFFA FOGNATURA:
0,087798 /m3 (170 Lire/m3) (IVA Esclusa)
TARIFFA DEPURAZIONE: 0,258228
/m3 (500 Lire/m3) (IVA Esclusa)
|
| La Tribuna di Treviso, 13 luglio 2002
Casale, Casier, Monastier, Roncade, San Biagio e Silea pagano di
più: e l'esercizio produce utili
Caro acquedotto per 50 mila
Sile Piave ha prezzi
bloccati: ma è il più esoso
g.m.
RONCADE. Per oltre 50 mila trevigiani il «caro-tariffe» arriva anche dal rubinetto
dell'acqua. Sono gli abitanti di Casale sul Sile, Casier, Monastier, Roncade, San Biagio
di Callalta e Silea, serviti dall'acquedotto «Sile Piave», il più caro della zona,
nonostante abbia i prezzi bloccati dal 1993. Negli ultimi anni l'azienda, invece di
abbassare i prezzi, ha chiuso il bilancio con utili da migliaia di euro e speso poco meno
di mezzo miliardo all'anno di vecchie lire per i compensi del direttore generale e dei
consiglieri d'amministrazione. Una vera e propria «stangata» per utenti che non possono
nemmeno cambiare fornitore.
Nel 1999, al momento di nominare il consiglio d'amministrazione attualmente in carica, i
sindaci dei nove comuni proprietari dell'acquedotto, oltre ai sei trevigiani ci sono
quelli veneziani di Marcon, Quarto d'Altino e Meolo, indicarono tra gli obiettivi anche
«l'armonizzazione» delle tariffe con quelle degli acquedotti limitrofi. Cosa mai
avvenuta, come dimostra il confronto, calcolato sui consumi medi delle famiglie, con le
tariffe dell'acquedotto «Basso Piave» che fornisce il sandonatese e la riviera tra
Jesolo e Caorle, oppure del «Sinistra Piave», la cui rete copre il territorio tra
Conegliano, Oderzo e Motta di Livenza, ma anche degli acquedotti di Mogliano e Venezia.
La tariffa agevolata, cioè quella relativa ai consumi minimi delle famiglie, di «Sile
Piave» è più alta di quelle «base» di tutti gli altri acquedotti e persino di alcune
tariffe «penalizzanti», cioè quelle applicate agli utenti che consumano «troppa»
acqua. A subire questa situazione non sono soltanto le famiglie, ma anche gli utenti
«commerciali» e come se non bastasse «Sile Piave» ha anche gli «anticipi sui
consumi» molto più elevati rispetto alle altre aziende.
Nell'ultimo periodo «Sile Piave» è riuscita a migliorare la produttività e ridurre i
costi, realizzando un utile di 231 mila euro (circa 450 milioni di vecchie lire) nel 2001
e di 184 mila euro nel 2000. Ma sui costi aziendali e quindi sugli utenti «pesa» una
spesa di poco inferiore al mezzo miliardo di vecchie lire per i compensi del direttore
generale e degli amministratori, ai quali è stata attribuita la stessa indennità di
funzione del sindaco e degli assessori del comune di Marcon, il più popoloso e con
l'indennità più elevata. Così, nella quasi totale indifferenza di sindaci e
amministratori comunali, le tariffe restano quelle del 1993 e continuano ad essere le più
care.
Il presidente di «Sile Piave» Francesco Borga ed il direttore generale, Gino
Cappellazzo, spiegano che le tariffe elevate dovute allo sviluppo ampio della rete e dai
continui investimenti per rinnovarla ed aggiungono, soddisfatti, che l'azienda ha ottenuto
la certificazione di qualità. Resta il fatto che le condutture ci sono e probabilmente
vengono rinnovate, anche negli altri acquedotti e forse gli utenti, piuttosto del
certificato di qualità, preferirebbero bollette più «leggere».
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