| 24 dicembre 2002 Presepio Vivente e dintorni...
Natale 2002: una coppia di ebrei un po speciali
di
don Paolo Cecchetto (parroco di Musestre)
Le
notizie che si susseguono dalla Palestina hanno certamente condizionato in questi anni il
nostro modo di vedere i Palestinesi e gli Ebrei, e, a seconda della nostra sensibilità,
ci ha fatto propendere per luno o laltro popolo. Solo la storia un giorno ci
potrà suggerire quali sono state le verità più o meno palesi o i sotterfugi più o meno
dichiarati per attuare la propria politica sia dalluna che dallaltra parte dei
due schieramenti. Almeno per il momento, per nostra fortuna, i cristiani sembrano essere
neutrali a queste vicende, divenendo, come nel caso dellassedio alla Basilica della
Natività, un referente di mediazione importante, allorché le cose si sono aggravate.
| Ciò che a volte può tuttavia
sfuggire è che sia s.Giuseppe che la Beata Vergine Maria non erano niente altro che due ebrei, residenti in quel territorio. Parte
di quel popolo, nutriti di quella religiosità e
di quella cultura ebraica che li ha posti come destinatari di un messaggio prima e di un
intervento poi di quello stesso Javhè che ha fatto di Abramo il capostipite di una
numerosa nazione, di cui anche noi ci sentiamo spiritualmente figli. Quindi due ebrei con riti e modalità diverse dalle nostre; culturalmente
discendenti dalla cultura semitica, con progenitori nomadi poi stanziatisi in quella terra
di Canan, terra in parte fertile lungo il corso del Giordano e sufficientemente inospitale
nelle regioni più montuose, terra tuttavia che era normalmente attraversata da nord a sud
e viceversa da quella importantissima via
carovaniera che collegava lAssiria con lEgitto. |

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Due immagini del tempio
nel presepio di Musestre |
Della cultura
di cui siamo debitori noi occidentali, nata nel Mediterraneo, debitrice specialmente del
pensiero greco prima e latino poi, poco ne sapevano e meno ancora la desideravano; tolti
alcuni tentativi di colonizzazione anche culturale attuata dai macedoni prima, con
Alessandro Magno, e con i latini poi, con il tentativo di innestare culti e ritualità
romane al tempo dei Maccabei, circa un secolo prima di Cristo, per il resto il mondo
ebraico rimase impermeabile alle culture circostanti,
mantenendo una sua identità religiosa e culturale.
Maria e
Giuseppe perciò, da buoni ebrei, pregavano il venerdì sera introducendosi alla festa del
sabato, il Sabbath, giorno di riposo da dedicarsi alla famiglia e alla
preghiera personale e sinagogale.
Un mondo,
quello ebraico, a noi ormai troppo lontano, sul quale pesano quasi due millenni di
ingiusto rinnegamento: il cristianesimo è nato sì per distinguere la comunità di coloro
che si riconoscevano nel Cristo risorto lottavo giorno, ma che contemporaneamente ci
ha allontanato da coloro che ci sono stati padri nella fede e con esso abbiamo perso anche
alcune intuizioni preziose che andrebbero riscoperte.
 Pesci da mettere nel laghetto del presepio |
Un buon cristiano del duemila deve riflettere
su ciò e sentirsi in dovere di superare alcune semplicistiche e, per tanti versi,
pericolose discriminazioni religiose, giungendo a volte anche a dimenticare il fatto che Cristo è nato ebreo ed è stato
allevato dentro un mondo ebraico dal quale ha attinto la sensibilità e il modo di
percepite il mondo e le cose nelle loro varie
sfaccettature. Ritengo che, sempre più, se vogliamo costruire una nuova umanità dovremo
appassionarci alla riscoperta dellaltro, delle sue origini per capire anche le nostre. |
Cristiani,
Musulmani, Ebrei, se si sanno fermare in preghiera con pazienza sentiranno riecheggiare
lunico invito a partire fatto ad Abramo prima e a Mosè in seguito, affratellati
dalla unica radice religiosa monoteista.
Non facciamo
lerrore di sentire il Natale come la nostra festa che ci distingue dagli altri, ma
vediamola come un punto dincontro con le altre religioni. In quella terra, al centro
del mondo allora conosciuto dai popoli che avevano a che fare con il mar Mediterraneo,
(senza dimenticare che comunque nel resto del mondo altre insigni culture stavano
tranquillamente vivendo, vedi quella giapponese, quella cinese, quella indiana e così
via) in quella terra un Bambino nasceva da
una coppia di genitori ebrei che, per cultura e appartenenza sociale, non aveva nulla che
la distingueva da tutte le altre famiglie di Ebrei.
Questo è uno
dei motivi per cui nel Presepio Vivente di questanno a Musestre, buona parte dei
canti e delle musiche che si sentiranno sono tolte dal repertorio liturgico e tradizionale
del mondo ebraico. Alcuni dei riti che si vedranno fare nelle case degli Ebrei del
villaggio di Nazareth sono parte della vita reale di una famiglia ebrea: la benedizione
della luce, che viene fatta nelle famiglie al venerdì sera e lo spegnimento di quella
stessa luce al tramonto del Sabbath e la liturgia della luce della festa di Hanuak; la
preghiera dentro al Tempio con la modalità tipica della preghiera ebraica con
lutilizzo del Mezuzah e del Tefilim, rispettivamente lastuccio e i filatteri
contenenti alcuni versetti del Deuteronomio, che vengono posti sugli stipiti delle case e
al braccio sinistro e alla fronte per la preghiera del mattino; il suono dello Shofar, che
introduce alla festa sono alcuni degli elementi che abbiamo voluto introdurre e recuperare
per rivivere un mondo che abbiamo corso il rischio di giudicare, e forse condannare, senza
magari averlo mai conosciuto davvero nella sua profonda bellezza.
 Pecore ed agnelli della rappresentazione |
Questo si contrappone il mondo romano,
che, questanno, sarà evidenziato dalla massiccia presenza di soldati romani e dalla
visiva ricostruzione della reggia di Re Erode, realizzata al piano terra della Canonica,
che sarà possibile vedere (anche se a determinate condizioni: si può entrare solo
mettendosi il mantello e il copricapo che vi daremo noi), proprio per evidenziare che il
dominio romano in quel tempo era percepito come una invadenza mal sopportata e causa di
una certa tensione. |
Se
lebreo era libero di pregare, era tuttavia
condizionato nei suoi movimenti e nella sua libertà da tassazioni e angherie varie
tipiche del invasore che si è impadronito di un territorio dal quale esige tributi e
sudditanza.
In tutto ciò,
Gesù rimase attore e
comparsa: attore, perché tutto ciò che scaturì a partire
dallannuncio dellAngelo Gabriele ha condizionato il resto della vicenda umana
del mondo intero e continua a farlo obbligandoci ad una scelta pro o contro di Lui, ma
anche come comparsa, cioè attore quasi insignificante,
perché buona parte del mondo attorno a Lui non si accorse nemmeno di ciò che stava
avvenendo, continuando nella propria vita ordinaria. Anche questultimo elemento
cercheremo di evidenziarlo nel Presepio Vivente, facendo sì che tutta la recita non abbia
un unico punto focale, che ruoti attorno alla Sacra Famiglia, ma, mentre Loro saranno
sempre in primo piano, tutti continueranno nella loro vita quotidiana, dando la
possibilità di cogliere tanti punti di vista diversi, che tenteranno di far rivivere
altrettanti aspetti della vita comune di una famiglia ebrea. Non ci saranno attori
professionisti, ma persone concrete che si sforzeranno di vivere quello che stanno
rappresentando e, questo, ci sembra ancora più interessante.
Sia a chi
avrà voglia di venire a condividere lesperienza della Sacra Rappresentazione, sia a
tutti gli altri, auguriamo di vivere un gioioso e fecondo Natale. Ci sembra, infatti, di
poter evidenziare che la straordinarietà del Natale sta proprio nelle
sua ordinarietà abitata dalla presenza di Dio, ciò che possiamo
vivere e sperimentare ogni giorno.
Il Parroco d.Paolo
Da
questo progetto realizzeremo quanto segue:
1. Costruiremo
nuovi legami di stima e di amicizia e rafforzeremo quelli esistenti
2. Daremo visibilità a questa nostra Comunità: anche nel piccolo si possono fare grandi
cose
3. Ci prepareremo e vivremo il Natale in un modo diverso che lascerà un segno indelebile
nella nostra storia personale
4. Aiuteremo forse qualche persona ad avvicinarsi al mistero della tenerezza di Dio
5. Il ricavato delle offerte sarà così distribuito:
a) i primi 1500 uro in opere caritative suddivisi per un Orfanotrofio in Tanzania e
sostegno degli studenti attraverso borse di studio in Brasile
b) Se ne raccoglieremo di più una parte andrà per rendere possibile il pellegrinaggio a
Santiago di Compostela dei nostri Giovani durante la prossima estate
c) una piccola parte andrà per le necessità della Parrocchia (lacquisto del nuovo
Pulmino).
ORARI
DELLE REPLICHE DELLA RAPPRESENTAZIONE
1. 24/12/02 ore 23.00
2. 26/12/02 ore 17.30
3. 29/12/02 ore 17.30
4. 05/01/03 ore 17.30
5. 06/01/03 ore 17.30 con l'arrivo dei Re Magi
Eccettuata la Vigilia di Natale, nelle altre serate, in
caso di un afflusso considerevole di persone, alle 18.00 verrà fatta una ulteriore
replica
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