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Case agli immigrati

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Margherita: progresso è confronto tra culture

Il coordinatore, Paolo Giacometti, interviene sulla proposta di referendum avanzata dalla Lega contro il progetto di costruzione di residenze per lavoratori immigrati


5 marzo 2002

In merito a quanto apparso nei giorni scorsi sulla stampa circa la volontà di un gruppo di cittadini di ricorrere ad un referendum contro il progetto di Unindustria e Comune di Roncade per la costruzione degli alloggi di prima accoglienza per lavoratori, mi sia permesso esprimere un parere.

Il popolo Veneto si è sempre distinto nei secoli per la sua laboriosità, capacità di sfruttare a fondo le risorse che le erano messe a disposizione e per la sua solidarietà, gente contadina abituata a soffrire e quindi solidale con chi soffre con chi è nella difficoltà, un popolo pronto ad intervenire laddove vi sia il bisogno esplicito, basti pensare ai grandi disastri nei nostri territori (Polesine, Vajont, Friuli 1976), ma anche ai semplici stili di vita del passato dove il piccolo contadino condivideva con altri gli attrezzi in quanto non aveva la capacità economica di procedere all’acquisto degli stessi, ci si prestava anche la forza lavoro e assieme si comperavano le case e i terreni, io di questa società solidale non ho che un piccolo ricordo, ma chi è più vecchio di me sa quanta solidarietà e quanto aiuto è passato sulla nostra terra e tra la nostra gente.

Solidarietà che poi si è sviluppata quanto la nostra gente si è vista costretta a prendere il sacco e andarsene per le vie del mondo a far fortuna, perché il nostro territorio era ridotto più o meno alla fame da tanti fattori, non ultimo la chiusura a tutto ciò che non fosse nazionale.

La gente Veneta, povera di denaro, ma ricca di valori, di volontà di voglia di crescere e migliorare, la propria situazione, contenta di lavorare e migliorare anche la situazione di altri paesi e di altre genti.

Ora il nostro territorio è diventato ricco di denaro e forse sta dimenticando quella ricchezza culturale che le derivava dalla solidarietà e dallo stare assieme agli altri, le nostre nonne allevavano figli anche non loro, per dire quale visone aveva la gente veneta del mondo.

Meraviglia, oggi, sentire, chi vuole difendere la cultura veneta, che vuole andare contro questa solidarietà, vuole chiudere la nostra realtà, rifiutare un aiuto che non viene dato ad anonimi, ma a lavoratori che hanno un lavoro in regola, alla luce del sole, e che hanno diritto ad avere una casa dove poter alloggiare, come la chiedevano anche i nostri padri e i nostri nonni quando andavano all’estero.

Ma cosa è la paura di perdere la propria identità culturale se non la insicurezza di non averla o di averne una di debole e difficilmente difendibile ?

Le vere Culture non hanno paura del confronto con le altre, anzi è dal confronto tra le culture che nasce il vero progresso, leggiamo un po’ la storia, ma quella vera e non quella di comodo.

Paolo Giacometti

Portavoce del circolo "Margherita" di Roncade.


Replica della Lega Nord dell'11 marzo 2002