Il popolo Veneto si è sempre distinto nei secoli per
la sua laboriosità, capacità di sfruttare a fondo le risorse che le erano messe a
disposizione e per la sua solidarietà, gente contadina abituata a soffrire e quindi
solidale con chi soffre con chi è nella difficoltà, un popolo pronto ad intervenire
laddove vi sia il bisogno esplicito, basti pensare ai grandi disastri nei nostri territori
(Polesine, Vajont, Friuli 1976), ma anche ai semplici stili di vita del passato dove il
piccolo contadino condivideva con altri gli attrezzi in quanto non aveva la capacità
economica di procedere allacquisto degli stessi, ci si prestava anche la forza
lavoro e assieme si comperavano le case e i terreni, io di questa società solidale non ho
che un piccolo ricordo, ma chi è più vecchio di me sa quanta solidarietà e quanto aiuto
è passato sulla nostra terra e tra la nostra gente.
Solidarietà che poi si è sviluppata quanto la nostra gente si
è vista costretta a prendere il sacco e andarsene per le vie del mondo a far fortuna,
perché il nostro territorio era ridotto più o meno alla fame da tanti fattori, non
ultimo la chiusura a tutto ciò che non fosse nazionale.
La gente Veneta, povera di denaro, ma ricca di valori, di
volontà di voglia di crescere e migliorare, la propria situazione, contenta di lavorare e
migliorare anche la situazione di altri paesi e di altre genti.
Ora il nostro territorio è diventato ricco di denaro e forse
sta dimenticando quella ricchezza culturale che le derivava dalla solidarietà e dallo
stare assieme agli altri, le nostre nonne allevavano figli anche non loro, per dire quale
visone aveva la gente veneta del mondo.
Meraviglia, oggi, sentire, chi vuole difendere la cultura
veneta, che vuole andare contro questa solidarietà, vuole chiudere la nostra realtà,
rifiutare un aiuto che non viene dato ad anonimi, ma a lavoratori che hanno un lavoro
in regola, alla luce del sole, e che hanno diritto ad avere una casa dove poter
alloggiare, come la chiedevano anche i nostri padri e i nostri nonni quando andavano
allestero.
Ma cosa è la paura di perdere la propria identità culturale se
non la insicurezza di non averla o di averne una di debole e difficilmente difendibile ?
Le vere Culture non hanno paura del confronto con le altre, anzi
è dal confronto tra le culture che nasce il vero progresso, leggiamo un po la
storia, ma quella vera e non quella di comodo.