| LOMBRALONGA e IL BEATO mons.
LONGHIN
Domenica 20 ottobre prossimo tutto il
mondo conoscerà che il vescovo di Treviso Andrea Giacinto Longhin salirà alla gloria
degli altari: sarà il papa Giovanni Paolo II in persona a celebrare la cerimonia in
piazza San Pietro. Visto lo scarso rilievo finora dato alla notizia da parte dei mezzi di
comunicazione locali, probabilmente molti trevigiani
conosceranno la portata di questo straordinario evento direttamente dalla televisione. In
altri tempi una notizia che riguarda direttamente Treviso e che per la propria natura è
destinata a superare i confini italiani, essendo dinteresse di tutta la Chiesa
universale, avrebbe costituito per mesi e mesi unoccasione di festeggiamenti,
celebrazioni, cerimonie, approfondimenti.
Ma i tempi sono cambiati. Si sa,
cè la secolarizzazione, spinta al punto tale da rendere reciprocamente estranei la
vita religiosa e la vita civile, ben oltre il pensiero di Maritain che indicava il
processo metodologico del "distinguere per unire".
E fin qui, pazienza.
Quello che invece risulta inconcepibile
è che in quello stesso giorno Treviso sarà al centro di una manifestazione che va sotto
il nome di Ombralonga. La notizia è succulenta e reputo che i mass media
nazionali non se la faranno scappare. Il giorno in cui viene proclamato beato mons.
Longhin, che fu certamente il vescovo di Treviso più importante del XX secolo, proprio
mentre tutto il mondo seguirà la cerimonia di piazza San Pietro, la Treviso civica ignora
il fatto e si dedica ad una manifestazione del tipo di Ombralonga, alla quale partecipano
da sempre anche molte persone dabbene, ma che ogni anno lascia dietro di sé echi di
disapprovazione per la carica di volgarità che inderogabilmente esprime.
Come i trevigiani hanno potuto
constatare nelle precedenti edizioni, non sono poche le persone - e purtroppo sono in
prevalenza giovani che approfittano della manifestazione per ubriacarsi e lasciare
alla fine una città in stato di indecorosa sporcizia.
La coincidenza dei due eventi della
beatificazione di mons. Longhin e dellOmbralonga lascia quanto meno sconcerto. Non
tanto per aspetti di ordine religioso o morale, ma proprio sul piano civico. E noto
come Longhin sia stato un gigante anche della vita civile della Marca Trevigiana. Longhin
è stato il "defensor civitatis", unica autorità a rimanere al suo posto dopo
Caporetto, a reggere le sorti della città, a difendere e confortare i suoi abitanti
superstiti, a salvare il patrimonio artistico e culturale; per questo divenne il vescovo
più decorato dItalia. E stato un propulsore del riscatto della gente dei
campi, promotore di iniziative sociali ed economiche a favore delle classi più indigenti.
Con il suo lungo episcopato ha plasmato il carattere dei trevigiani e la nostra mentalità
è ancora largamente figlia della sua impostazione.
Trovo pertanto del tutto irrazionale
dimenticare quella fase storica e trovo incomprensibile che tale amnesia si traduca in
esiti del tipo di quelli che fanno coincidere lOmbralonga con il 20 ottobre.
Rivolgo pertanto un invito agli
organizzatori: perché non spostare la data di quella manifestazione? Non dico di
sopprimerla, visto che a qualcuno che la pensa in modo diverso da me quel rito in onore di
Bacco piace tanto, ma almeno di evitare una coincidenza tanto indelicata e facile a
prestarsi ad essere strumentalizzata. Dopo i brutti precedenti di agosto, con la stampa
nazionale e internazionale che si occupò delle stupidaggini tipo "Razza Piave"
e del razzismo di qualche minoranza trevigiana, lOmbralonga a Treviso nel giorno
della beatificazione del vescovo di Treviso si presterebbe ad un interesse morboso e
canzonatorio da parte dei mezzi dinformazione nazionale.
Treviso, 9 ottobre 2002.
Ivano Sartor |