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Lega Nord

Padania

   
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I temi dell' immigrazione nel nuovo numero de "L'Umberto"
  

 

21 novembre 2002

Integrazione, sfida strumentalizzata

Quarant’anni e poi in Italia avremo raggiunto la più completa integrazione; lo prevede uno studio dell’Università Bocconi di Milano. Ovviamente si sorvola se sarà, un’integrazione prevaricazione, di comodo, d’occupazione, di sfruttamento o di ragionevole convivenza.

Quello che non è successo in millenni nell’organizzazione umana, capiterà in Italia nel pur significativo spazio di 40 anni.

E’ noto che nella provincia di Treviso, stazionano ben 130 Nazionalità, tra le più disparate e che per il momento subiscono le conseguenze di essere piccole minoranze, ma la situazione potrebbe cambiare.

L’esempio delle Popolazioni Zingare è oltremodo significativo. Pur avendo interpretato a loro modo lingua e religioni dei nuovi paesi di residenza, non hanno mai rinunziato alla loro vita così girovaga, e insieme così folcloristica. Vivere a contatto delle loro usanze crea inevitabilmente disagio ...

Il seguito prelevando "L'Umberto" di novembre 2002. Clicca qui

 

20 luglio 2002

Amministrazione "BabboNatale" solo per alcuni.

Il Consiglio Comunale, ha approvato dopo mesi di colloqui più o meno palesi la convenzione con Unindustria, la quale sul terreno messo a disposizione gratuitamente dalla nostra Amministrazione si impegnerà a costruire alloggi per lavoratori extracomunitari o italiani non residenti nella nostra Regione.

Un regalo ad Unindustria, lungo ben 25 anni, inutile e inopportuno; la Legge sull’immigrazione finalmente esecutiva, obbliga il datore di lavoro a provvedere, per proprio conto l’abitazione per l’Extra-comunitario suo dipendente, invece questa convenzione distribuirà tra tutti i cittadini roncadesi l’onere che compete esclusivamente all’imprenditore.

Non si ricorda un caso dove l’Amministrazione abbia elargito terreni a chi, avesse la necessità di costruirsi un alloggio. Il Sindaco dichiara che se tutte le amministrazioni avessero fatto così, non ci sarebbero extracomunitari sulle strade, ebbene se ogni datore di lavoro anche prima della legge avesse sentito il dovere morale di provvedere in proprio per il dipendente tanto "indispensabile", tutti gli extracomunitari, occupati avrebbero oggi un alloggio.

Durante lo scorso Consiglio comunale il Sindaco, risponde ad una precisa domanda dell’opposizione su quante aziende del territorio chiedevano manodopera Extracomunitaria, risposta: "30 aziende circa". A questo punto interviene il vice-sindaco imbarazzato che rettifica: "non sono 30 le Aziende ma 30 è il numero di extracomunitari che le aziende richiederebbero". E pensare che Roncade conta più di qualche centinaio di persone iscritte nelle liste dei Centri per l’impiego in attesa di occupazione e molte ricevono il sussidio di indennità di disoccupazione (circa un terzo dello stipendio ricevuto nella precedente attività lavorativa).

Tra l’altro, nessuno in Consiglio comunale, ha rivelato che se un extracomunitario viene prematuramente licenziato, (cosa molto probabile), il contratto, tra Azienda e Dipendente, prevede che dovrà lasciare immediatamente l’alloggio. Succederà che, senza casa e senza lavoro ma con la residenza a Roncade, questo signore, ben informato e sostenuto dalle associazioni sindacali, richiederà alla nostra Amministrazione tutto quello che le regole nell’ambito dell’assistenza prevedono per questi casi e quindi ulteriori oneri e disagi che andranno a pesare sulle spalle di tutti.

La lega Nord alcuni mesi fa, aveva già informato la popolazione roncadese, su quanto l’amministrazione stava preparando attraverso il foglio "l’Umberto", in quello stesso foglio si prospettava da parte nostra l’opportunità di indire un referendum tra la popolazione e per far questo bisognava raccogliere circa mille firme. Purtroppo il punto "convenzione" è stato messo all’ordine del giorno solo in quest’ultima seduta consigliare, a ridosso del periodo di ferie e questo ovviamente non a caso. Da oggi a settembre, un’eventuale raccolta di firme diventerebbe un’impresa proibitiva e quindi per lanciare questo importante avvenimento, dovremo aspettare tempi e momenti più propizi.

Pare che gli alloggi potranno essere funzionali solo tra due anni, che guarda caso è proprio il periodo delle future elezioni comunali. Valuteremo in prossimità di quella importante scadenza, con la legge Bossi-Fini in piena applicazione se era proprio utile e necessario complicare la vita dei cittadini roncadesi con la costruzione di un vero e proprio "ghetto", cioè dimora coattiva, ad uso e consumo di imprenditori che probabilmente non saranno necessariamente locali.

Con questo, vogliamo sottolineare che la nostra protesta, non è rivolta all’extra-comunitario che lavora e si guadagna da vivere onestamente ma verso gli inutili favoritismi che la nostra Amministrazione elargisce ad alcuni imprenditori, non tutti comunque. Sappiamo con certezza che aziende di Roncade, lungimiranti, avevano da tempo provveduto per proprio conto, all’alloggio per il proprio lavoratore dipendente. Oggi oltre al fatto di correttezza morale c’è anche la Legge, quindi, certi regalini pre-elettorali si commentano da soli.

Sezione di Roncade della Lega Nord – Liga Veneta

Giovanni Meneghel

 

10 marzo 2002

Risposta a quanto scritto dal signor Paolo Giacometti in merito al nostro referendum. (clicca qui)

Gent.mo signor Paolo Giacometti,

La sua descrizione sulla realtà veneta di oltre mezzo secolo fa non ci ha commosso, probabilmente se qualcuno di noi, aveva bisogno di qualche informazione del pregresso, andava a leggere i testi certamente più autorevoli del nostro compianto cittadino Bruno Pederoda, dove viene tragicamente evidenziato quanto questo popolo veneto, trevigiano, così solidale verso tutti (è il senso delle sue righe, signor Giacometti), ha preso continue fregature dallo stato italiano che favoriva guarda caso le regioni del sud. Finita la prima guerra mondiale, il nostro Popolo ridotto allo stremo, derubato dall’esercito, era stato completamente dimenticato da chi doveva provvedere alla ricostruzione, come se quella guerra si fosse svolta altrove. E adesso, signor Giacometti, che siamo ricchi, (dichiarazione solo sua), grazie all’aiuto di nessuno, solo qualche regalia di stampo politico a doc in area democristiana, siamo finalmente "vaccinati" e pronti a difendere quello che abbiamo conquistato... e per favore, non usiamo a sproposito la parola "solidarietà": chi abitualmente, di questo vocabolo s’impasta la bocca, dia per primo un esempio tangente – un bel gesto, di questi paladini della solidarietà nei confronti degli Extracomunitari, noi intanto aspettiamo qualche Vostro personale fulgido esempio. Pensi che a Roncade, una ventina di Extra-comunitari, sono tuttora iscritti nelle liste di collocamento, si informi, potrebbe essere la sua occasione.

Per noi della lega Nord, i veri Roncadesi, quelli "vaccinati" per intenderci, non possono essere quelli che cavalcando il momento si sono accodati a quel Rutelli siculo-romano, un personaggio che sembra uscito dalla penna del Parini, petulante, odorante di cipria dei salotti romani. E poi, ci permetta signor Giacometti, cosa possiamo pretendere da chi, nel simbolo della Margherita, predominante, porta al guinzaglio il Leone di San Marco? (vedi logo in testa al vostro articolo).

Comunque, veniamo al punto, signor Giacometti le proponiamo una piccola lezioncina scolastica, considerato che di quello che noi abbiamo scritto sull’Umberto, Lei non ha capito proprio nulla.

Dunque, dovrebbe recitare per almeno 10 volte ad alta voce:

La Lega Nord di Roncade, considera sacrosanta l’abitazione per l’Extra-Comunitario, con regolare permesso di soggiorno ed un posto di lavoro (Legge Bossi-Fini) – solo che l’abitazione la deve fornire il datore di lavoro e non l’Amministrazione roncadese che ha uguali diritti e doveri nei confronti di tutti i cittadini – punto!

Un consiglio, signor Giacometti, quello che ha scritto in Roncade.it dovrebbe diventare il contenuto di un bel volantino e distribuito a tutta la Popolazione Roncadese. Almeno i Roncadesi, tutti, capiranno come la pensate, e di che pasta siete fatti, una sfida nella sfida, noi andremo a raccogliere firme per il referendum, e mi creda sarà un interessante confronto con la Popolazione.

Amichevolmente, per i militanti della Sezione di Roncade della Lega Nord, il segretario – Massimo Stocco

 

20 febbraio 2002

L'Amministrazione Comunale di Roncade abbia il coraggio di affrontare un referendum sulla convenzione stipulata con Unindustria relativa alla creazione di nuovi alloggi per lavoratori extracomunitari, dica finalmente quale zona è stata scelta per costruire la palazzina ed i gruppi di minoranza facciano finalmente capire da che parte stanno.

Sono, in sintesi, gli argomenti affrontati oggi, in una conferenza stampa, dal segretario comunale della Lega Nord - Liga Veneta di Roncade, Massimo Stocco, e dal collega di partito Ivano Tonon, temi peraltro riportati nel prossimo numero dell'organo interno "L'Umberto".

L'intesa alla quale gli esponenti della Lega si riferiscono è quella presentata da sindaco e vicesindaco lo scorso 3 dicembre (clicca qui) e consiste nella cessione in comodato d'uso a Unindustria, per una quindicina d'anni, di un terreno sul quale sarà ricavata una palazzina per ospitare dai 20 ai 25 stranieri dipendenti di aziende locali.

Secondo gli esponenti della Lega l'iniziativa introdurrebbe alcuni seri rischi che nessuno, fino ad oggi, avrebbe posto in evidenza.

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Ivano Tonon e Massimo Stocco

In primo luogo, sostiene il Carroccio, essendo il diritto di abitazione collegato al rapporto di lavoro, con il turn-over che si osserva potrà accadere che uno straniero licenziato, rimasto senza casa, non trovi altra scelta che rivolgersi al Comune per cercare una soluzione. Soluzione che sarebbe quindi individuata ma a spese dell'intera cittadinanza.

Non sarebbero inoltre da trascurare gli effetti di attriti tra rappresentanti di etnie diverse costretti a vivere sotto lo stesso tetto, conseguenze che gli sforzi dell'associazione "Fratelli d'Italia" non riuscirebbero a contenere.

Andrebbe inoltre ridimensionata, secondo la Lega roncadese, l'enfasi posta sul fabbisogno di manodopera: in paese gli iscritti al collocamento sarebbero infatti circa 400 e se non hanno ancora un'assunzione è probabilmente perchè, in molti casi, gli stipendi offerti dagli imprenditori, accettati dagli stranieri, sono troppo bassi per le ambizioni dei locali. Sotto questo punto di vista, dunque, l'intera operazione sarebbe solo una risposta per assecondare le attitudini allo sfruttamento della mano d'opera da parte degli industriali nostrani "che giocano sulla pelle della gente".

"Tutto questo silenzio in paese - rileva Stocco - ci fa pensare che ci sia qualcosa sotto. Le minoranze devono prendere posizione, e se l'amministrazione non intende promuovere un referendum per conoscere le opinioni della popolazione allora ci attiveremo noi iniziando a raccogliere le 1.000 firme necessarie".