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novembre 2002 Integrazione, sfida strumentalizzata
Quarantanni e poi in Italia avremo raggiunto la più
completa integrazione; lo prevede uno studio dellUniversità Bocconi di Milano.
Ovviamente si sorvola se sarà, unintegrazione prevaricazione, di comodo,
doccupazione, di sfruttamento o di ragionevole convivenza.
Quello che non è successo in millenni
nellorganizzazione umana, capiterà in Italia nel pur significativo spazio di 40
anni.
E noto che nella provincia di Treviso, stazionano ben
130 Nazionalità, tra le più disparate e che per il momento subiscono le conseguenze di
essere piccole minoranze, ma la situazione potrebbe cambiare.
Lesempio delle Popolazioni Zingare è oltremodo
significativo. Pur avendo interpretato a loro modo lingua e religioni dei nuovi paesi di
residenza, non hanno mai rinunziato alla loro vita così girovaga, e insieme così
folcloristica. Vivere a contatto delle loro usanze crea inevitabilmente disagio ...
Il seguito prelevando "L'Umberto" di
novembre 2002. Clicca
qui |
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20 luglio 2002
Amministrazione
"BabboNatale" solo per alcuni.
Il Consiglio Comunale, ha approvato dopo mesi di
colloqui più o meno palesi la convenzione con Unindustria, la quale sul terreno messo a
disposizione gratuitamente dalla nostra Amministrazione si impegnerà a costruire alloggi
per lavoratori extracomunitari o italiani non residenti nella nostra Regione.
Un regalo ad Unindustria, lungo ben 25 anni, inutile e
inopportuno; la Legge sullimmigrazione finalmente esecutiva, obbliga il datore di
lavoro a provvedere, per proprio conto labitazione per lExtra-comunitario suo
dipendente, invece questa convenzione distribuirà tra tutti i cittadini roncadesi
lonere che compete esclusivamente allimprenditore.
Non si ricorda un caso dove lAmministrazione
abbia elargito terreni a chi, avesse la necessità di costruirsi un alloggio. Il Sindaco
dichiara che se tutte le amministrazioni avessero fatto così, non ci sarebbero
extracomunitari sulle strade, ebbene se ogni datore di lavoro anche prima della legge
avesse sentito il dovere morale di provvedere in proprio per il dipendente tanto
"indispensabile", tutti gli extracomunitari, occupati avrebbero oggi un
alloggio.
Durante lo scorso Consiglio comunale il Sindaco,
risponde ad una precisa domanda dellopposizione su quante aziende del territorio
chiedevano manodopera Extracomunitaria, risposta: "30 aziende circa". A questo
punto interviene il vice-sindaco imbarazzato che rettifica: "non sono 30 le Aziende
ma 30 è il numero di extracomunitari che le aziende richiederebbero". E pensare che
Roncade conta più di qualche centinaio di persone iscritte nelle liste dei Centri per
limpiego in attesa di occupazione e molte ricevono il sussidio di indennità di
disoccupazione (circa un terzo dello stipendio ricevuto nella precedente attività
lavorativa).
Tra laltro, nessuno in Consiglio comunale, ha
rivelato che se un extracomunitario viene prematuramente licenziato, (cosa molto
probabile), il contratto, tra Azienda e Dipendente, prevede che dovrà lasciare
immediatamente lalloggio. Succederà che, senza casa e senza lavoro ma con la
residenza a Roncade, questo signore, ben informato e sostenuto dalle associazioni
sindacali, richiederà alla nostra Amministrazione tutto quello che le regole
nellambito dellassistenza prevedono per questi casi e quindi ulteriori oneri e
disagi che andranno a pesare sulle spalle di tutti.
La lega Nord alcuni mesi fa, aveva già informato la
popolazione roncadese, su quanto lamministrazione stava preparando attraverso il
foglio "lUmberto", in quello stesso foglio si prospettava da parte nostra
lopportunità di indire un referendum tra la popolazione e per far questo bisognava
raccogliere circa mille firme. Purtroppo il punto "convenzione" è stato messo
allordine del giorno solo in questultima seduta consigliare, a ridosso del
periodo di ferie e questo ovviamente non a caso. Da oggi a settembre, uneventuale
raccolta di firme diventerebbe unimpresa proibitiva e quindi per lanciare questo
importante avvenimento, dovremo aspettare tempi e momenti più propizi.
Pare che gli alloggi potranno essere funzionali solo
tra due anni, che guarda caso è proprio il periodo delle future elezioni comunali.
Valuteremo in prossimità di quella importante scadenza, con la legge Bossi-Fini in piena
applicazione se era proprio utile e necessario complicare la vita dei cittadini roncadesi
con la costruzione di un vero e proprio "ghetto", cioè dimora coattiva, ad uso
e consumo di imprenditori che probabilmente non saranno necessariamente locali.
Con questo, vogliamo sottolineare che la nostra
protesta, non è rivolta allextra-comunitario che lavora e si guadagna da vivere
onestamente ma verso gli inutili favoritismi che la nostra Amministrazione elargisce ad
alcuni imprenditori, non tutti comunque. Sappiamo con certezza che aziende di Roncade,
lungimiranti, avevano da tempo provveduto per proprio conto, allalloggio per il
proprio lavoratore dipendente. Oggi oltre al fatto di correttezza morale cè anche
la Legge, quindi, certi regalini pre-elettorali si commentano da soli.
Sezione di Roncade della Lega Nord Liga Veneta
Giovanni
Meneghel |
10 marzo 2002
Risposta a quanto scritto dal
signor Paolo Giacometti in merito al nostro referendum. (clicca qui)
Gent.mo signor Paolo Giacometti,
La sua descrizione sulla realtà veneta di oltre mezzo
secolo fa non ci ha commosso, probabilmente se qualcuno di noi, aveva bisogno di qualche
informazione del pregresso, andava a leggere i testi certamente più autorevoli del nostro
compianto cittadino Bruno Pederoda, dove viene tragicamente evidenziato quanto questo
popolo veneto, trevigiano, così solidale verso tutti (è il senso delle sue righe, signor
Giacometti), ha preso continue fregature dallo stato italiano che favoriva guarda caso le
regioni del sud. Finita la prima guerra mondiale, il nostro Popolo ridotto allo stremo,
derubato dallesercito, era stato completamente dimenticato da chi doveva provvedere
alla ricostruzione, come se quella guerra si fosse svolta altrove. E adesso, signor
Giacometti, che siamo ricchi, (dichiarazione solo sua), grazie allaiuto di nessuno,
solo qualche regalia di stampo politico a doc in area democristiana, siamo finalmente
"vaccinati" e pronti a difendere quello che abbiamo conquistato... e per favore,
non usiamo a sproposito la parola "solidarietà": chi abitualmente, di questo
vocabolo simpasta la bocca, dia per primo un esempio tangente un bel gesto,
di questi paladini della solidarietà nei confronti degli Extracomunitari, noi intanto
aspettiamo qualche Vostro personale fulgido esempio. Pensi che a Roncade, una ventina di
Extra-comunitari, sono tuttora iscritti nelle liste di collocamento, si informi, potrebbe
essere la sua occasione.
Per noi della lega Nord, i veri Roncadesi,
quelli "vaccinati" per intenderci, non possono essere quelli che cavalcando il
momento si sono accodati a quel Rutelli siculo-romano, un personaggio che sembra uscito
dalla penna del Parini, petulante, odorante di cipria dei salotti romani. E poi, ci
permetta signor Giacometti, cosa possiamo pretendere da chi, nel simbolo della Margherita,
predominante, porta al guinzaglio il Leone di San Marco? (vedi logo in testa al vostro
articolo).
Comunque, veniamo al punto, signor Giacometti le
proponiamo una piccola lezioncina scolastica, considerato che di quello che noi abbiamo
scritto sullUmberto, Lei non ha capito proprio nulla.
Dunque, dovrebbe recitare per almeno 10 volte ad alta
voce:
La Lega Nord di Roncade, considera sacrosanta
labitazione per lExtra-Comunitario, con regolare permesso di soggiorno ed un
posto di lavoro (Legge Bossi-Fini) solo che labitazione la deve fornire il
datore di lavoro e non lAmministrazione roncadese che ha uguali diritti e doveri nei
confronti di tutti i cittadini punto!
Un consiglio, signor Giacometti, quello che ha scritto
in Roncade.it dovrebbe diventare il contenuto di un bel volantino e distribuito a
tutta la Popolazione Roncadese. Almeno i Roncadesi, tutti, capiranno come la pensate, e di
che pasta siete fatti, una sfida nella sfida, noi andremo a raccogliere firme per il
referendum, e mi creda sarà un interessante confronto con la Popolazione.
Amichevolmente, per i militanti della Sezione di
Roncade della Lega Nord, il segretario Massimo Stocco
20 febbraio 2002
L'Amministrazione Comunale di
Roncade abbia il coraggio di affrontare un referendum sulla convenzione stipulata con
Unindustria relativa alla creazione di nuovi alloggi per lavoratori extracomunitari, dica
finalmente quale zona è stata scelta per costruire la palazzina ed i gruppi di minoranza
facciano finalmente capire da che parte stanno.
| Sono, in sintesi, gli argomenti affrontati
oggi, in una conferenza stampa, dal segretario comunale della Lega Nord - Liga Veneta di
Roncade, Massimo Stocco, e dal collega di partito Ivano Tonon,
temi peraltro riportati nel prossimo numero dell'organo interno "L'Umberto". L'intesa alla quale gli esponenti della Lega si riferiscono è
quella presentata da sindaco e vicesindaco lo scorso 3 dicembre (clicca qui) e consiste nella cessione
in comodato d'uso a Unindustria, per una quindicina d'anni, di un terreno sul quale sarà
ricavata una palazzina per ospitare dai 20 ai 25 stranieri dipendenti di aziende locali.
Secondo gli esponenti della Lega l'iniziativa introdurrebbe
alcuni seri rischi che nessuno, fino ad oggi, avrebbe posto in evidenza. |
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| Ivano Tonon e
Massimo Stocco |
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In primo luogo, sostiene il Carroccio,
essendo il diritto di abitazione collegato al rapporto di lavoro, con il turn-over che si
osserva potrà accadere che uno straniero licenziato, rimasto senza casa, non trovi altra
scelta che rivolgersi al Comune per cercare una soluzione. Soluzione che sarebbe quindi
individuata ma a spese dell'intera cittadinanza.
Non sarebbero inoltre da trascurare gli effetti di attriti
tra rappresentanti di etnie diverse costretti a vivere sotto lo stesso tetto, conseguenze
che gli sforzi dell'associazione "Fratelli d'Italia" non riuscirebbero a
contenere.
Andrebbe inoltre ridimensionata, secondo la Lega roncadese,
l'enfasi posta sul fabbisogno di manodopera: in paese gli iscritti al collocamento
sarebbero infatti circa 400 e se non hanno ancora un'assunzione è probabilmente perchè,
in molti casi, gli stipendi offerti dagli imprenditori, accettati dagli stranieri, sono
troppo bassi per le ambizioni dei locali. Sotto questo punto di vista, dunque, l'intera
operazione sarebbe solo una risposta per assecondare le attitudini allo sfruttamento della
mano d'opera da parte degli industriali nostrani "che giocano sulla pelle della
gente".
"Tutto questo silenzio in paese - rileva Stocco - ci
fa pensare che ci sia qualcosa sotto. Le minoranze devono prendere posizione, e se
l'amministrazione non intende promuovere un referendum per conoscere le opinioni della
popolazione allora ci attiveremo noi iniziando a raccogliere le 1.000 firme
necessarie". |