| 12 dicembre 2002 La gita inopportuna dei Verdi a Cà Tron
A volte capita che, pur cercando di perseguire una giusta causa si generi involontaria-
mente confusione e si ottenga un risultato contrario rispetto al fine che ci si era
proposti.
E' capitato anche ad un politico navigato come il consigliere regionale Gianfranco Bettin
(con cui peraltro ci sentiamo di condividere gran parte delle battaglie ambientaliste da
lui intraprese) di cadere in questo tipo di errore.
E' successo infatti che sabato 6 dicembre, Bettin in compagnia di qualche decina di
persone si sia recato presso la Tenuta Cà Tron (nel Comune di Roncade), per contestare
con una manifestazione estemporanea la costruzione di un fantomatico laboratorio per la
ricerca sugli OGM e la loro applicazione in agricoltura.
Purtroppo, ignorando la realtà delle cose, ha finito per commettere un grossolano errore,
contribuendo ad aumentare la confusione nell'opinione pubblica, in una materia cosi
delicata come quella sugli organismi geneticamente modificati.
In un Paese come l'Italia, dove il Governo delle destre crea sistematicamente confusione
nell'opinione pubblica In materia di Giustizia, Sanità e Istruzione pubblica, è
necessario che qualcun altro si faccia carico di informare in maniera corretta e
trasparente i cittadini su argomenti così delicati.
Una errata informazione in materia di OGM è utile solamente alle multinazionali che
vogliono fare arrivare sulle nostre tavole cibi transgenici senza subire alcun controllo o
a chi vuole contribuire ad aumentare la distanza tra i Paesi ricchi e quelli poveri.
Sicuramente non è utile a tutti coloro i quali (compresi i movimenti) hanno a cuore i
destini dell'umanità.
A meno che
il blitz di Ca' Tron (ci auguriamo non sia così) non avesse il solo
scopo di procurarsi pochi secondi di spot televisivo a basso costo.
E' utile pertanto chiarire a questo punto (non solo alla popolazione di Roncade) quello
che le cronache di questi ultimi giorni non sono riuscite a fare:
- Il progetto che l'ICGEB (Centro Internazionale d'Ingegneria Genetica e Biotecnologia) di
Padriciano (TS) e la Fondazione Cassamarca intenderebbero portare avanti nella tenuta di
Cà Tron (ad oggi infatti non è stato firmato alcun accordo), riguarda un programma di
indagine sui rischi inerenti al rilascio ambientale di organismi geneticamente modificati
(OGM) e, l'acquisizione di nuove tecnologie per poter effettuare delle indagini
scientifiche su prodotti a rischio OGM (consentendo l'individuazione e la quantificazione
dell'elemento transgenico eventualmente in essi contenuto). Tali tecnologie verrebbero
trasferite, in una seconda fase, ai Paesi emergenti mediante programmi formativi mirati.
In parole povere, quello che si propongono di fare è di creare e codificare una serie di
analisi e procedure per meglio controllare produzioni a rischio OGM evitando che alcuni
cibi giungano poi sulle nostre tavole. Quindi a tutela dei consumatori.
E' assurdo asserire, come fa Franco Zecchinato sulla Tribuna (al quale consigliamo di
informarsi anziché disinformare) che si voglia coltivare OGM in campo aperto. Anche
perché questo è vietato a chiunque per legge (in Europa solo la Francia e la Spagna
autorizzano la coltivazione di alcuni vegetali geneticamente modificati).
- L'Amministrazione di centrosinistra di Roncade, su sollecitazione delle varie componenti
politiche di maggioranza più sensibili a questi problemi, si è già da tempo preoccupata
di chiedere all'ICGEB una serie di incontri pubblici a riguardo. Un primo incontro tra la
Giunta, esperti in materia ed il Direttore dell'Istituto di Padriciano si è già svolto
ed aveva lo scopo di conoscere gli obiettivi del progetto per far sì che possa essere
approntato un piano di informazione aperto a tutti onde evitare confusione e
disinformazione sul tema.
Vale la pena ricordare, a chi non conoscesse la realtà roncadese che, per gli abitanti e
gli amministratori di questa cittadina, la tutela del proprio territorio e della salute di
chi ci vive ha avuto ed avrà sempre primaria importanza.
Basti pensare ad esempio al riconoscimento ottenuto lo scorso anno da parte di Legambiente
come Comune "riciclone" o, alle battaglie vinte contro coloro i quali (compresa
la Regione Veneto) pensavano di poter trasformare il nostro territorio in una pattumiera,
con l'apertura di nuove discariche.
I democratici di sinistra di Roncade, consapevoli del fatto che amministrano ed intendono
amministrare a lungo, insieme alle altre componenti dell'Ulivo, nel modo più trasparente
possibile questa cittadina, si fanno garanti del fatto che nessuno potrà avviare progetti
di alcun genere sul nostro territorio senza che la popolazione ne venga debitamente
informata.
Nel contempo auspicano che in tempi brevi, venga avviata una capillare e corretta
informazione con una serie di assemblee pubbliche come previsto, alle quali ci auguriamo
di veder partecipare anche Gianfranco Bettin e tutti coloro che possono apportare un
contributo utile a far chiarezza sull'argomento.
Ci facciamo inoltre promotori fin da subito, della nascita di un comitato tecnico
scientifico qualificato che possa seguire da vicino il lavoro che gli scienziati
dell'ICGEB
dovrebbero portare avanti a Cà Tron a tutela della salute pubblica e del rispetto
dell'ambiente.
I democratici di sinistra di Roncade
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