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agosto 2002
E' stata superata in pochi minuti, nel corso dell'ultima seduta del
Consiglio Comunale di Roncade, il 2 agosto scorso, una interrogazione presentata dal
capogruppo di Iniziativa Civica, Daniele Bassetto, circa i rapporti tra l'attuale
maggioranza - normalmente definita di centrosinistra - e l'assessore alle Attività
Produttive ed allo Sport, Renzo Bettiol, candidato alle ultime elezioni amministrative
provinciali sotto l'insegna della Liga Fronte Veneto (Lfv).
Bassetto, in sostanza, ha chiesto agli
amministratori se l'Ulivo abbia per caso esteso il suo ambito di alleanza ad un'area
politica che raccoglie i portatori delle istanze più "pure" ed autonomiste
dell'originario pensiero leghista.
| Sartor, che con un
gesto durato una frazione di secondo ha anche bloccato la richiesta dello stesso Bettiol
di entrare nell'argomento, ha risposto spiegando che la maggioranza è in realtà un
gruppo di ispirazione civica in cui le radici politiche di ciascuno sono rispettate. C'è la Margherita, ci sono i Ds e c'è anche un lighista che fa
anche l'assessore. Un Lfv che ha dichiarato di esserlo fin dal 1999 e sul cui inserimento
in giunta nessuno degli alleati ha mai trovato nulla di strano. |

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Bettiol
e Sartor in compagnia dell'assessore regionale Antonio De Poli |
La stranezza, casomai, è
accorgersene soltanto ora.
E' dunque del tutto campata in aria
l'interrogazione di Bassetto?
Per capirne un po' di più ci sia permesso
rispolverare alcuni punti del rapporto tra il sindaco e l'area leghista attraverso
documenti di stampa di cinque anni fa.
Siamo dunque nel 1997, a Roncade c'è
un'alleanza tra il Ppi - di cui Sartor è anche segretario provinciale - e la Lega,
alleanza che però inizia a scricchiolare, anche per le fughe secessioniste espresse dal
Carroccio.
| ANSA
DEL 5 AGOSTO 1997 COMUNI:
SINDACO PPI 'LICENZIA' ASSESSORI LEGA NEL TREVIGIANO
(ANSA) - RONCADE (TREVISO), 5
AGO - Il sindaco di Roncade e segretario provinciale di Treviso del Ppi, Ivano Sartor,
alla guida di una maggioranza composta da popolari e Liga Veneta - Lega Nord, ha revocato
le deleghe a due dei tre assessori del Carroccio presenti in giunta, tra i quali il
vicesindaco, Franco Favaro.
La decisione, ha spiegato
Sartor, e' giunta in seguito alla mancata risposta scritta dei due interessati ad una
precisa richiesta del sindaco di chiarimenti su alcuni contenuti di un articolo apparso su
un volantino, dal titolo ''L' Umberto'' prodotto dalla Lega e distribuito alla
cittadinanza lo scorso 20 luglio. Lo stampato, oltre ad una serie di valutazioni politiche
sull' operato di Sartor in veste di segretario provinciale del Ppi, riportava un invito
allo stesso a dimettersi da sindaco.
''Uno dei tre assessori, Renzo
Bettiol - ha ricordato Sartor - ha risposto subito per scritto rinnovandomi la fiducia, ma
dagli altri due, Franco Favaro e Sabrina Bianco, a parte alcune assicurazioni verbali, in
due settimane non ho ancora ricevuto alcun documento. ''Percio', entro questa settimana -
ha concluso il sindaco - rinnovero' la giunta''. Commentando i fatti, il segretario
trevigiano della Lega, Mariangelo Foggiato, ha giudicato Sartor un ''buon servo che ha
scelto Roma e tradito il Nord'', ed ha poi aggiunto che Bettiol ''dovra' scegliere tra la
Lega e la giunta di Roncade''. (ANSA).
KEV 05-AGO-97 17:22 NNNN |
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| Bettiol, dunque, che allora era
iscritto alla Lega Nord - Liga Veneta, in disaccordo con gli allora colleghi di partito,
non chiede le dimissioni di Sartor e per questo lascia la Lega ma rimane nella squadra.
Sartor, però, non si ferma a Roncade.
A Treviso nello stesso periodo il Ppi sostiene la giunta
provinciale guidata da Gianni Mazzonetto, sempre in compagnia della Lega.
Il 24 ottobre 1997 il segretario del Ppi dice che anche
in via Battisti le cose non possono più funzionare, i suoi consiglieri abbandonano la
maggioranza e la giunta - alla cui vicepresidenza c'è il popolare roncadese Daniele
Bassetto - cade.
Le successive elezioni saranno vinte da Luca Zaia,
sfidato invano dallo stesso Sartor.
| ANSA
DEL 24 OTTOBRE 1997 PROVINCE:
CRISI TREVISO; PPI LASCIA LA GIUNTA
(ANSA) - TREVISO, 24 OTT - Il
Partito popolare abbandona la maggioranza, uscendo dalla giunta provinciale di Treviso. Il
Ppi ha cosi' messo in pratica quello che andava annunciando gia' da quattro mesi.
La giunta, guidata da Gianni
Mazzonetto, risulta sostenuta quindi, in questo momento, solo dalla Lega, da Nuova Italia
e da Patto dei democratici, una coalizione che pu contare in consiglio solo su 16
consiglieri su 36.
''Con questa Lega
secessionista, che si pone in contrasto con la legalita' non e' possibile collaborare. A
maggior ragione nel momento in cui si sta per consumare un atto grave come le cosiddette
elezioni padane'', ha commentato il segretario del Ppi Ivano Sartor, spiegando i motivi
che stanno dietro la scelta operata dal suo partito. ''Solo 12 ore fa - ha replicato
Mazzonetto - avevamo concordato in giunta un'agenda di obiettivi programmatici.
Il Ppi ha commesso un
grave errore subendo un'imposizione venuta dall'alto''. Ci vorranno ora alcuni giorni per
capire se il presidente della Provincia riuscira' a trovare in consiglio un'altra
maggioranza o si dovra' andare alle urne. (ANSA)
KLQ-CS 24-OTT-97 20:25 NNNN |
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| Rispetto al caso roncadese
qui c'è un ingrediente più esplicito: Sartor dice chiaramente che non è possibile
trovare intese con chi appoggia la secessione.
Quello che infine proponiamo è un confronto tra due
documenti prelevati da Internet, l'uno dal sito del Ppi www.popolari.it e l'altro da
quello di Ettore Beggiato, leader della Liga Fronte Veneto,
attuale partito di appartenenza di Renzo Bettiol. Si parla in entrambi di identità
nazionale
| La Margherita come risposta politica
Il documento approvato al Congresso Nazionale dei Popolari,
svoltosi a Roma nei giorni 8.9.10 marzo 2002
(...)
6) La Margherita nell'Ulivo
Pensiamo ad una Margherita forza autonoma, impegnata a
caratterizzare la fisionomia dell'Ulivo in quanto alternativa di governo. Un soggetto
della coalizione che si qualifichi nei confronti degli alleati per la sua
complementarietà piuttosto che per la competitività e che abbia ben chiaro l'obiettivo
di offrire all'elettorato di frontiera una proposta di modernizzazione del paese
alternativa alla linea di Berlusconi e della Casa delle Libertà. Un progetto capace di
rafforzare l'unità tra parlamento e paese, di concorrere alla costruzione di nuove regole
condivise, di far avanzare una cultura di promozione degli interessi della
comunità nazionale e di affermare nuovi spazi di soggettività democratica e di
libera creatività al fine di moltiplicare le potenzialità di crescita della
società italiana.
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Liga
Fronte Veneto
(...)
Io credo che la nostra generazione abbia il dovere di
impegnarsi a fondo nel recupero, nella riappropriazione della nostra storia, della nostra
identità, del nostro esser Veneti.
E fondamentale, prima che certe testimonianze vadano perse, prima che il processo
orwelliano portato avanti dal regime nazional tricolore cancelli tutto, prima che
ci facciano diventare tutti italiani (siamo comunque ben lontani da una simile,
aberrante "soluzione finale"), attivarci tutti per costruire un "Archivio
della storia vista dalla parte dei Veneti".
Anche così potremmo portare il nostro contributo affinché la bandiera veneta
possa tornar a sventolare, sola e indisturbata, nella nostra terra.
Viva S. Marco!
Ettore Beggiato |
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| Come viene fatto osservare in questi giorni
da vari esponenti politici nazionali, estrapolando pezzi di frasi dal loro contesto
integrale si possono costruire argomenti che vanno in un senso oppure nel senso contrario,
perciò il confronto imbastito sopra non ha la pretesa di sostenere alcunchè. Le parole
in grassetto sono state scelte arbitrariamente per evidenziare un contrasto la cui
consistenza può oscillare tranquillamente da zero a 100, a seconda dei momenti.
Così come, a seconda dei momenti,
negli ultimi 10 anni i rapporti tra Sartor e Bassetto sono stati i più vari, da legami a
doppio filo a divisioni molto marcate. Lo stesso si può dire, se presi a coppie, per
decine di altri personaggi, specie se ex democristiani, e femiamoci qui.
Del resto la politica è o non è
l'arte del possibile? |
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