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L'Acer si

scioglie

   
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Contrasti interni e con il Comune alla base della decisione
  

 

5 ottobre 2002

L' Associazione Artigiani Commercianti ed Esercenti di Roncade (Acer) si scioglie definitivamente e lascia all'iniziativa dei singoli negozianti la gestione di eventuali future azioni di pressione verso la pubblica amministrazione.

La decisione è stata assunta nel corso dell'ultima assemblea dei soci, aperta da una relazione del presidente dimissionario, Gian Antonio Grosso, il quale  si è soffermato "sullo stato di degrado del Centro Storico di Roncade e sul pericolo reale di chiusura per molte piccole e medie imprese roncadesi senza prospettive, che lottano quotidianamente per la sopravvivenza".

In una nota diffusa al termine dell'incontro, Grosso ha inoltre evidenziato inoltre "in una città come Roncade, in cui l'Amministrazione Comunale sembra assente e lontana dalla vita quotidiana dei suoi cittadini, l'Acer non può e non vuole diventare pretesto per la latitanza altrui".

Secondo il presidente, quindi, l'Acer era "diventata scomoda per tutti, uno strumento che, invece di svolgere una funzione propositiva, si era trasformata in un capro espiatorio sul quale gli amministratori scaricavano la responsabilità del mancato svolgimento di compiti che invece spettavano a loro".

Lo smembramento dell'associazione, comunque, deriverebbe anche da contrasti interni alla categoria collegati alla programmazione di particolari iniziative ed allo spessore da conferire alle stesse.

"E' imbarazzante dirlo - osserva Grosso - ma si verificavano piccole lotte di spartizione di potere anche su argomenti come le luminarie. Con la sparizione dell'Acer - conclude - uscirà dal campo uno dei protagonisti e così verranno allo scoperto i veri orchestratori di certe manovre".

Le difficoltà di gestione dovute a controversie nate nella schiera degli associati è l'aspetto che un altro consigliere del direttivo, Alberto Lorenzetto, pone come prioritario nella decisione di sciogliere l'organizzazione. "In molti la interpretavano solo come 'Acer di Natale', con compiti connessi ad alberi e babbi natale nelle feste invernali - sottolinea Lorenzetto - senza un salto di qualità per andare un po' oltre. Dato il carattere di volontariato ed il tempo che alcuni di noi dedicavano all'associazione, con queste prospettive non valeva davvero più la pena di spendere altri sforzi".