Linput
del restauro venne dato nel gennaio del 1999 da Padre Giancarlo Vecchiato allora Parroco
di Vallio, che affidò il progetto allo Studio dellarch. Silvano Cervellin di
Roncade. Solo nel gennaio del 2000 le pratiche di progetto e le autorizzazioni di rito
erano complete ed operative per lappalto dei lavori.
Per una prima fase dei lavori di restauro era stata preventivata una
cifra intorno ai 265 milioni di lire, ma già si prospetta che la somma supererà
ampiamente i 300 considerando anche le opere di adeguamento degli impianti.
Attualmente la parrocchia può contare solo sulle proprie forze, ad
accezione di un modesto contributo (di L. 21.693.000) del Comune di Roncade, già
stanziato. Naturalmente sono state inoltrate varie richieste per contributi ministeriali e
regionali che non hanno per ora sortito alcun esito. Il fondo di riserva della parrocchia
non basta e pertanto sarà necessaria laccensione di mutui bancari.
| La storia della Parrocchia di Vallio
risale allantico Medioevo quando la sua chiesa, intitolata a S. Nicola da Bari, ebbe
il titolo di Pieve. Essa è antichissima testimonianza, nel territorio, della prima
diffusione del cristianesimo organizzatosi attorno allepiscopato di Altino (verso la
fine del IV secolo). Ciò è testimoniato anche dal ritrovamento di materiale di epoca
romana (frammeni di embrice, tracce di fondazioni) rinvenuto durante i lavori sulle
fondazioni. Abbiamo però documenti datati solo a
partire dal 1152 quando veniamo a sapere che la nostra chiesa appartenne al Vescovo di
Treviso. Essa è inoltre da considerarsi "matrice storica" delle allora
succursali di S. Giacomo, Roncade, Biancade e San Cipriano. |

Antica croce di
consacrazione rinvenuta durante il restauro |
| Pur essendo stata sempre chiesa
diocesana, forte fu linflusso della vicina Abbazia Benedettina di Monastier ovvero
di Santa Maria del Pero, con la quale a volte venne a trovarsi in controversia. Nel 1330 e 1362 ci furono grandi inondazioni per cui la popolazione
emigrò in massa (o "a colonne" fatto dal quale deriva il nome dellattuale
Via Colonne) e la chiesa rimase abbandonata perdendo nel 1432 anche il titolo di
parrocchia che passò allallora sua cappellania di S. Cipriano.
La nobile famiglia veneziana dei Pesaro (dalla quale deriva
il nome dellattuale via omonima) nel Cinquecento acquistò i terreni di Vallio e
risollevò le sorti del paesino che non aveva mai accettato di buona voglia la giuridica
sottomissione pastorale della loro comunità. |
Infatti gli abitanti di Vallio, con le loro poche
risorse ed anche contro latteggiamento del loro parroco di S. Cipriano,
ricostruirono totalmente la chiesa nella seconda metà del Cinquecento venendo in seguito
ad essere consacrata dal Vescovo di Treviso l11 ottobre del 1514.
Innumerevoli opere di ampliamento, manutenzione ed abbellimento
venereo eseguite nel tempo fino al nostro secolo. Alcune di queste possono essere datate e
sommariamente descritte in quanto documentate:
- Nel 1687 venne rifatto laltare principale con un bellissimo
paliotto e con un altorilievo in finissimo marmo bianco raffigurante San Nicolò;
- Nel 1688 vennero aggiunti gli altari della Madonna (sul lato
sinistro della navata) e di San Antonio (sul lato destro);
- Nel 1696 furono aggiunte le due colonnine in marmo
dellaltare maggiore;
- Nel 1706 furono installate due nuove campane;
- Nel 1718 vennero eseguiti dei lavori di restauro. Si rileva che in
tale epoca la chiesa era dotata di una loggetta sopra la porta principale;
- Nel 1736 furono eseguiti dei lavori di ripassatura del tetto della
chiesa, venne rifatto il pavimento del presbiterio con aggiunta delle due loggette
attuali. Venne inoltre restaurato il campanile;
- Nel 1746 viene restaurata la pala dellaltare maggiore opera
di autore ignoto del Cinquecento;
- Nel 1751 si ha notizia di un organo "Piaggia";
- Nel 1755 venne acquistata una terza campana;
- E del 1757 lattuale tabernacolo in marmo, proveniente
da artigiani veneziani;
- Nel 1757 venne dato a Vallio il titolo di parrocchia Arcipretale e
di Pieve. La gente entusiasta per lavvenuto riconoscimento di autonomia di gestione,
riprende in maniera significativa i lavori di conservazione e di abbellimento della
chiesa;
- Nel 1762 viene ricostruito il campanile, come appare oggi, in
stile romanico. Vengono anche ampliate le due cappelle laterali per una più adeguate
collocazione dei relativi altari;
- Nel 1768 viene inserito lattuale coro ligneo;
- Nel 1769 sono eseguite alcune opere di abbellimento a stucco ed al
pittore Zompino viene commissionata la pala di SantAntonio;
- Nel 1777 viene riparato il tetto;
- Nel 1856 viene eseguito da M. Moravo laffresco della Gloria
di San Nicola nel soffitto della chiesa;
- Nel 1857 vennero aggiunte le balaustre e rifatto il pavimento
dellaula;
- Nel 1876 viene sostituito il vecchio organo ormai inutilizzabile
con lattuale e pregevole "Bazzani";
- Nel 1930 vennero rifuse le campane;
- Nel 1963 venne eseguita una serie di opere di manutenzione
straordinaria con riguardo al campanile, al tetto e a buona parte della chiesa;
- Nel 1981 viene ripassato e risanato il tetto, inoltre viene
eliminata una scala esterna situata sul lato nord e che dava accesso alla cantoria;
- Nel 1989 viene restaurato completamente lorgano ormai caduto
in completo abbandono e che si presenta ora per le sue qualità, un rinomato strumento
depoca utilizzato per concerti a carattere internazionale.
I dati storici sono stati desunti dallarchivio parrocchiale a
cura di Padre G.Vecchiato.

Pianta della
chiesa
|
| Ledificio, come ora si presenta, è
formato dall'aula a pianta rettangolare (navata), dall'attiguo presbiterio di forma
allungata e da due cappelle sui lati della navata. L'orientamento della chiesa è con
facciata verso ovest. La torre campanaria, che
costituisce unico corpo con la chiesa, è situata a sud in aderenza al presbiterio ed alla
sacrestia. La torre, in stile romanico, con sommità a cuspide conica, misura un'altezza
di circa 23 metri.
La facciata principale è decorata da quattro paraste
sovrastate da timpano triangolare. |
Le murature tutte di epoca antica, presentano lievi
dissesti e fessurazioni verticali soprattutto nella zona del presbiterio, ciò nonostante
non risultano compromesse nella loro funzione statica. Al dissesto del tessuto murario
concorre, oltre alla mancanza di un basamento fondazionale uniforme, la natura stessa dei
paramenti costruiti in fasi diverse con materiali talvolta di recupero e con malte di
scarsa funzione legante.
Il pavimento della navata in marmette di amalgama cementizio in tre
colori venne ricostruito nel 1857. Il presbiterio ha un pavimento marmoreo in quadricromia
che risale allintervento del 1736. Per la presenza di umidità nel sottosuolo il
marmo risulta alterato da un lento ma inesorabile processo di sgretolamento.
Tutte le coperture sono costituite da strutture lignee a supporto
del tavellonato in pianelle laterizie e del manto in coppi. Dati i numerosi ed anche
recenti interventi di manutenzione, le coperture risultano in buono stato di
conservazione.
Sia la navata che in presbiterio presentano allinterno delle
soffittature a volte costituite da intonaco su cannicciato di arelle.
Le murature esterne della chiesa sono tutte trattate ad intonaco di
calce e cocciopesto, anche se attualmente presentano ampi rifacimenti con materiali
diversi anche cementizi di recente fattura. La parte del marmorino ancora conservato mette
in evidenza fasce e riquadrature.
Internamente la chiesa si presenta tutta decorata da stucchi,
cornicioni, modiglioni, paraste, capitelli e basamenti delle paraste, loggette, volte,
vele, affreschi, il tutto su supporto ad intonaco di calce. Le superfici si presentano
tutte opacizzate da recenti pitture a "tempera" o "lavabile" ingrigite
dal tempo. La finitura originale posta alla base degli strati di pittura, è in marmorino
di buona fattura. Il soffitto presenta fasce in rilievo in due colori. Alcuni stucchi
alquanto elaborati presentano parti rivestite in foglia doro. Sopra laltare
maggiore è collocato un pregevole drappo in marmorino sovrastato da una gloria rivestita
in foglia doro.
Le opere in pietra naturale risultano essere essenzialmente i tre
altari storici, le balaustre, un tabernacolo nella Cappella feriale e la fonte del
battistero.
Gli elementi lignei, di arredo e decoro sono costituiti dalla
Cantoria in noce al lati del presbiterio, dal poggiolo, cantoria dellorgano e
paravento dellorgano decorati a motivi musicali.
| Gli interventi di restauro
affidati alla ditta Belcolor snc di Topan Roberto da Albaredo, sotto la direzione Lavori
dellArch. Silvano Cervellin, sono indirizzati alle seguenti opere: |
| Risanamento del pavimento in marmo della zona
del presbiterio; Formazione di trincea perimetrale drenante e risanamento umidità
saliente; Consolidamento del cannicciato dei soffitti; Pulizia delle superfici con lievo
chimico e meccanico degli strati recenti di tinteggiature a tempera, lavabile o calce;
Consolidamento degli intonaci; Ripristino lacune dellintonaco e degli ornati;
Conservazione del marmorino e stucchi esistenti; Pulitura elementi lapidei; Restauro delle
decorazioni e parti lignee. |
 Fase dei lavori di restauro |

Un particolare del
soffitto che evidenzia il marmorino bicolore sottostante |
Il progetto prevede oltre al
restauro vero e proprio, una fase che riguarda alcune opere di adeguamento del luogo di
culto come dettato dalla riforma liturgica. Per
questo sono state valutate tutte le possibili ipotesi di adattamento degli spazi alla
nuova funzione liturgica, nel massimo rispetto del manufatto come ci perviene dal suo
processo storico-evolutivo. Da questo studio è emerso che ladeguamento del
presbiterio risulta prioritario in quanto luogo centrale e qualificante di ogni funzione
liturgica. |
La ricollocazione dellAltare nuovo
rivolto verso il popolo, dellAmbone in correlazione allAltare e della Sede del
Presidente dellassemblea, richiede la riformulazione dello spazio presbiterio-aula
con la necessaria eliminazione delle balaustre ottocentesche. Le balaustre troveranno
comunque collocazione nello stesso ambito come testimonianza storica del processo
morfologico evolutivo della chiesa.
(Testo di Silvano Cervellin)