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Riccardo Selvatico

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Roncade ricorda

Riccardo Selvatico

Convegno di studio di tre giorni, l'ultimo nella casa di Biancade domenica 2 dicembre

 


 

A cent’anni dalla morte Venezia e Roncade hanno celebrato il comune concittadino Riccardo Selvatico con un convegno di tre giornate, promosso dall’Ateneo Veneto ed intitolato "Venezia nell’età di Riccardo Selvatico", l’ultima delle quali si è svolta nel comune trevigiano, domenica 2 dicembre, nella casa di Biancade in cui il poeta e drammaturgo si spense nel 1901 all’età di 52 anni.
L’incontro di studio ha affrontato, attraverso relazioni di docenti universitari, scienziati e storici – tra cui il sindaco di Roncade, Ivano Sartor – i vari aspetti della vita artistica e politica del personaggio, esplorando anche i rapporti tra la famiglia Selvatico ed altri nomi illustri della Venezia ottocentesca.

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A Riccardo Selvatico, sindaco lagunare dal 1890 al 1895, si devono l’istituzione della prima mostra biennale d’arte e l’avvio della prima politica di residenza popolare nella città. Le sue inclinazioni politiche democratiche e spiccatamente laiche portarono la sua amministrazione ad aspri contrasti con l’allora patriarca Giuseppe Sarto, al quale fu attribuita la regia dell’opera di riorganizzazione dell’opposizione che conquisterà successivamente la giunta veneziana, mantenendola per molti anni.

Cenni storici

ANNO 1889 -  L'allargamento della base elettorale, voluto da Crispi, favorisce l'avvento al potere, a Venezia, di una coalizione di liberali progressisti, vista con favore anche dal nascente socialismo. Nel 1890, diviene sindaco della città lo scrittore e commediografo Riccardo Selvatico. La Giunta Selvatico, caratterizzata da un forte laicismo nel campo della politica scolastica, prosegue nei tentativi di industrializzazione della città, vara il Piano regolatore (1891), istituisce un fondo per la costruzione di case sane, economiche e popolari. Una delibera consiliare del 1894 dà vita alla Biennale d'Arte, affidata alle cure di Antonio Fradeletto, e stigmatizzata dall'opposizione conservatrice come frutto di una tendenza spendereccia a imprese di problematica utilità, intese a favorire amici e clienti.

ANNO 1895 -  L'intesa fra cattolici e forze conservatrici, evento sicuramente d'avanguardia nelle vicende italiane successive all'Unità, rovescia a Venezia la situazione politico-amministrativa. Viene eletto sindaco Filippo Grimani, che verrà confermato anche in successive elezioni e rimarrà in carica fino al termine del primo conflitto mondiale. Le Giunte dirette da Grimani, pur affidandosi essenzialmente alla libera iniziativa, nella loro politica neoinsulare volta all'espansione dell'attività industriale cittadina e al lancio turistico-mondano del Lido, non rifuggono da alcuni provvedimenti dirigisti, come la municipalizzazione dell'acquedotto e dei trasporti lagunari. I socialisti, privi di collegamenti con le altre forze di sinistra di carattere borghese-radicale, esercitano scarsa influenza sulle vicende cittadine, limitandosi ad essere il partito del malcontento.

L’impegno politico di Selvatico si era nel frattempo esteso anche a Roncade, dove lo scrittore sedeva tra i banchi del consiglio comunale, allora eletto attraverso un selettivo meccanismo che riduceva il diritto di elettorato attivo e passivo a pochi nomi appartenenti ai censi superiori. Dopo una riunione particolarmente accesa, la sera del 21 agosto 1901, in cui – si racconta – si era battuto per l’apertura di una scuola elementare accanto all’edificio che all’epoca ospitava il macello (accanto al teatro oggi demolito per far spazio al passaggio di via Vivaldi), Selvatico si sentì male e fu accompagnato a casa, dove morì poco dopo probabilmente per un infarto.

Le sue opere teatrali, intanto, avevano iniziato a diffondersi con sensibile consenso, tanto che a Roncade, già alla fine dell’800, era stata fondata la compagnia filodrammatica "Riccardo Selvatico", sciolta verso la metà del secolo scorso.

L’interesse per il teatro a Roncade però non si spense e, nel 1981, anno in cui si celebrarono gli 80 anni dalla morte dell’autore, l’Amministrazione comunale inaugurò la serie di cicli teatrali che, ininterrottamente, da allora si ripete tutti gli anni.

Nella villa Barbarigo-Selvatico, nota anche come "villa dell’Orso", continua a tutt’oggi ad abitarvi per lunghi periodi Serenina Selvatico, vedova di Riccardo, uno dei nipoti del drammaturgo.

Il convegno è stato aperto ufficialmente la sera del 29 novembre, all’Ateneo Veneto, dalla rappresentazione di un’opera incompiuta, "I morti", portata in scena dalla compagnia "Studio Insieme". Due sere dopo, il 1 dicembre, è toccato alla compagnia roncadese "Gruppo amici del teatro" proporre, al Teatro dei Frari, un pezzo assolutamente inedito, "Effetti di una condanna", con replica a Roncade il 15 dicembre.