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Referendum

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  Referendum del 7 ottobre: a cosa serve?


 

Il 7 ottobre 2001 referendum popolare confermativo della legge sul Federalismo

Per cosa si vota?

Il referendum popolare è stato indetto per l'approvazione della legge costituzionale sul federalismo concernente "modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione" approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.59 del 29 marzo 2001.

Il titolo V della parte seconda della Costituzione, modificato con legge la cui conferma è sottoposta al voto dal referendum, è intitolato "le Regioni, le Province e i Comuni".

Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana gli elettori, domenica 7 ottobre 2001, saranno chiamati a pronunciarsi in un Regerendum confermativo.

PER CHIARIRSI LE  IDEE:

MARTEDI' 2 OTTOBRE 2001, ALLE 20,45, AL CENTRO DIURNO PER ANZIANI DI RONCADE

Il gruppo "L'Ulivo - Insieme per l'Italia"

terrà un incontro rivolto alla popolazione

Il referendum visto dall'Ulivo

 

Il quesito stampato sulle schede


"Approvate voi il testo della legge costituzionale recante 'Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione', approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 2001?".

Chi è favorevole alla riforma dovrà mettere la croce sul SI'.

 

Gli elettori sono chiamati il prossimo 7 ottobre alle urne per il primo referendum confermativo della storia Repubblicana (art. 138 Cost). A differenza di quanto previsto per i referendum abrogativi non è previsto un quorum di partecipazione per la validità del referendum. Fra i sì ed i no prevarrà quindi la risposta che otterrà la maggioranza dei voti validi espressi, a prescindere dal numero di elettori che si saranno recati alle urne.

Se vinceranno i sì, la riforma costituzionale potrà essere promulgata (con la formula "il referendum indetto in data 7 ottobre 2001 ha dato risultato favorevole") ed entrerà definitivamente in vigore. Se vinceranno i no, sarà semplicemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il risultato del referendum. Mentre la riforma approvata nella scorsa legislatura a maggioranza semplice sarà confinata agli archivi parlamentari.