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Inquinamento

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  Inquinamento a Biancade, pesci morti nel canale e scambio di accuse in Municipio

 

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28 luglio 2001

Un centinaio di pesci morti, in prevalenza "scardole" di varie dimensioni e numerose tinche lunghe una ventina di centimetri, sono affiorati nel primo pomeriggio di oggi dalle acque del canale che costeggia via Montiron, a Biancade, all'altezza dell'incrocio con via Boschi.

La segnalazione degli abitanti ha fatto giungere sul posto la Protezione Civile, i carabinieri, i vigili del fuoco, rappresentanti dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente (Arpav) e del Consorzio di bonifica.

Secondo i primi accertamenti il decesso della fauna ittica sarebbe da attribuire ad inquinamento per l'immissione, poco più a monte, di un solvente chimico o, più probabilmente, di liquami organici provenienti da un allevamento animale.

Il corso interessato nasce a Olmi di San Biagio di Callalta (Treviso) per parziale derivazione delle acque del fiume Mignagola.

I militari dell'Arma stanno indagando per individuare i responsabili dello sversamento inquinante.


 

INTERROGAZIONE SULL'EPISODIO DEL CONSIGLIERE COMUNALE BORIS MASCIA

 

Roncade, lì 28 luglio 2001

 

Al Signor Sindaco

Ivano Sartor

c/o Municipio

 

Oggetto: interrogazione urgente ex artt.68, 69 Regolamento del Consiglio Comunale su

"inquinamento ambientale su canale Ciconda a Biancade".

Il sottoscritto Consigliere Comunale Boris MASCIA, di A.N., ed appartenente al Gruppo Consiliare "RONCADE DOMANI - Lega Nord-Liga Veneta", a nome del suo gruppo

CHIEDE

al Sindaco di riferire in Consiglio Comunale su:

- inquinamento ambientale verificatosi sul canale Ciconda di Biancade, all'altezza delle vie Galli e Montiron tra il 27 e 28 luglio scorsi (entità dell'evento, probabili cause e conseguenze per l'ecosistema, interventi di contenimento e bonifica);

- numeri di riferimento e reperibilità di Sindaco e/o Assessore delegato a sostituirlo in casi di emergenza.

Con perfetta osservanza,

 

Consigliere Comunale

Boris MASCIA

 

 

INTERVENTO DELL'ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE, CESARE MIOTTO

Roncade, 1 agosto 2001

COMUNE DI RONCADE

COMUNICATO STAMPA

In riferimento alle informazioni apparse su La Tribuna di Treviso del 29 luglio u.s., relative all’avvenuto inquinamento mediante sversamento di sostanze chimiche nel canale Ciconda (detto anche Seconda) di Biancade, va rilevato che si tratta della seconda volta che succede un così riprovevole fatto, nel giro di breve tempo, ma è anche sorprendente che per la seconda volta a giungere per primo sul posto e a presenziare ai controlli degli Enti preposti sia un consigliere comunale di minoranza, dimostratosi bene informato sull’accaduto.

Ciò potrebbe essere un fatto di merito per tale consigliere, se non ci fosse un dubbio… Il dubbio consiste nel fatto che tale consigliere non ha minimamente sentito l’esigenza di dare avviso di quanto a sua conoscenza alle autorità preposte alla guida del Comune, guardandosi bene dal farlo, in modo di avere poi l’opportunità di lanciare accuse contro tutto e tutti.

Ciò che non è accettabile. E’ a dir poco indecoroso che si facciano basse speculazioni su fatti e situazioni che riguardano la salute pubblica.

Tale consigliere di opposizione ha accusato Sindaco e Assessori di non essersi fatti vedere sul luogo dell’inquinamento: mi chiedo se il compito di un Sindaco o degli Assessori sia quello di essere sempre e comunque presenti in ogni dove o se non sia invece quello di allertare e far intervenire le strutture preposte, intervenendo, qualora necessario, per dare eventuali disposizioni sul da farsi.

E’ ovvio, però, che per poter attivarsi gli Amministratori Comunali hanno bisogno quanto meno di essere avvertiti: ciò che non è avvenuto, se non dopo molto tempo, nel caso dell’inquinamento richiamato.

E’ poi indecente che si voglia speculare, a bassi fini di "bottega", sul servizio di "Protezione Civile Comunale", indipendentemente dal fatto se fosse stato o meno compito suo intervenire sul canale Seconda dopo l’avvenuto inquinamento; chi ha mosso una simile contestazione, pur essendo consigliere comunale, dimostra ignoranza nella materia specifica.

In ogni caso, dopo aver fatto le opportune e doverose verifiche, ho accertato che nessuno si è premurato di attivare il servizio della Protezione Civile Comunale telefonando al numero verde, 800 70 10 60, appositamente istituito e attivo 24 ore su 24.

E’ ovvio e pacifico che per "provocare" l’intervento della Protezione Civile sia necessario avvertirla, dato che per ora non è stato possibile attrezzarla per la lettura del pensiero. Se è comprensibile che non tutti i cittadini conoscano l’esistenza del servizio, è invece inspiegabile che faccia finta di non esserne a conoscenza un "Amministratore, ancorché di minoranza" (come lui stesso ama definirsi) presente sul posto.

Prendo atto che solamente il giornalista de "La Tribuna", ha pensato di telefonare a quel numero verde per chiedere informazioni sull’accaduto, anche se questo non sarebbe proprio il telefono adatto per interviste o per chiamate di verifica circa l’efficienza del servizio.

Dopo esser stati informati, immediatamente i volontari si sono recati sul posto per verificare eventuali necessità, trovandovi già i Vigili Urbani del Comune di Roncade e l’ARPAV, avvertita da questi ultimi per eseguire gli opportuni rilievi.

Finora i volontari, allertati dall’Assessore di reparto o dalla struttura, sono già intervenuti più volte per portare soccorso alla popolazione colpita da eventi atmosferici, anche abbandonando il luogo di lavoro e dando così prova del loro impegno, della loro dedizione e della loro disponibilità in qualsiasi ora del giorno, sia esso festivo o feriale.

Vanno ringraziati per tale impegno e per il molto tempo che stanno dedicando alla comunità, rendendo questo servizio di volontariato sempre più efficiente ed efficace.

Altrettanto dovere e spirito di servizio imporrebbe anche ad altre persone di attivarsi per sopperire a possibili carenze e di astenersi da azioni di propaganda politica personale, senza preoccuparsi di far giungere sul posto prima la stampa e solo dopo i servizi comunali.

Purtroppo, ancora una volta, detto consigliere ha dimostrato di non avere il senso del governo della cosa pubblica: per questo è un bene che sia e rimanga all’opposizione.

 

L’Assessore alla Protezione Civile

Geom. Cesare Miotto

 

 

NUOVO INTERVENTO DEL CONSIGLIERE BORIS MASCIA

Roncade, lì 2 agosto 2001

 

E' d'uopo replicare alle false e tendenziose affermazioni fatte dall'assessore Miotto nei confronti miei e del mio operato in occasione dei fatti dello scorso 28 luglio. Spero pertanto vorrete darmi lo stesso spazio garantito a questo "avveduto amministratore".

Spiace in primo luogo vedere che si perde più tempo a fare sterili polemiche che a cercare di fare piena luce sull'inquinamento ambientale verificatosi sul canale Ciconda di Biancade, all'altezza delle vie Galli e Montiron tra il 27 e 28 luglio scorsi verificandone l'entità, le probabili cause e soprattutto le conseguenze immediate e nel lungo termine per l'ecosistema.

In consiglio Comunale chiederò notizie sugli sviluppi dei controlli e dei rilievi. Gli abitanti di Biancade vogliono sapere chi ha inquinato e soprattutto se quell'acqua è ancora a rischio. Si ricordi che il canale Ciconda viene utilizzato per l'irrigazione delle colture e degli orti in generale.

Chiarisco subito di non aver, in questo frangente, voluto attaccare l'Amministrazione e men che meno i volontari del neonato Servizio di Protezione Civile che, a dispetto dei mezzi attualmente a disposizione, si sono già in molte occasioni prodigati meritoriamente per la collettività.

Rispondo altresì all'inconsulto attacco dell'assessore Miotto il quale parla senza aver mai il coraggio di nominarmi direttamente ma evidentemente .........è convinto sia io l'inquinatore!

Ad onor del vero va chiarito che tutti i passi formali che mi si accusa falsamente di aver saltato sono stati rispettati. Lo testimoniano persone presenti e registrazioni degli organi pubblici da me interpellati direttamente.

Infatti sabato 28 luglio alle 13.00 venivo informato dal preoccupato signor Bresolin della moria di pesci sul Ciconda. Subito chiamavo i Vigili di Roncade per quanto di lor competenza chiedendo di tenermi informato e garantendo che avrei contattato l'Arpav. Verso le 13.10 chiamai appunto il 118 lasciando i miei dati per esser immediatamente richiamato dal Direttore dei Servizi Territoriali dell'ARPAV cui spiegai l'evento. Essendomi qualificato come Cons.Comunale, lo stesso mi chiese se potevo informare il Sindaco, autorità sanitaria locale oltre che di pubblica sicurezza - per conoscenza dell'ass.re Miotto, ma non avendo io i numeri di reperibilità della Giunta - strano li possiedano i giornalisti!- assicurai lo avrebbero fatto i Vigili da me allertati.

Chiamai anche il numero verde della Protezione Civile per mettere il servizio a conoscenza dell'evento, ben sapendo che non è nelle sue possibilità né tra i suoi compiti bonificare un corso d'acqua inquinato, ma dopo il trasferimento di chiamata cadde la linea.

Mi recai allora in loco ove trovai:

- Una pattuglia del Radio Mobile dei Carabinieri di Treviso allertata da un pescatore. Questi mi rassicurarono che avrebbero contattato i colleghi di Roncade e a loro volta le autorità;

- un vigile ambientale della Provincia chiamato da pescatori che mi informò sull'approssimativa area dell'inquinamento;

- il giornalista de La Tribuna di Treviso, con fotografo, contattato da cittadini di Biancade rivieraschi del canale;

A quel punto, erano circa le 13.50, fui avvertito telefonicamente, secondo accordi, dai Vigili, non ancora in loco, della conferma dell'imminente arrivo dei tecnici dell'ARPAV e in quel frangente a mia precisa richiesta dissero <<..che prima di avvertire il Sindaco dovevano venire sul posto a verificare la situazione>>.

Chiesi allora al giornalista presente di cercare per me al telefonino Sindaco e Assessore all'Ecologia, poiché possiede detti numeri contrariamente agli amministratori comunali ancorché d'Opposizione, ma rispondevano solo le segreterie telefoniche. Stessa cosa avrebbe poi riscontrato il Comandante dei Vigili giunto alle 14.30 in loco nel tentativo di contattare le autorità.

Per mio suggerimento il giornalista contattò inoltre la Protezione Civile per cercare di informarli dei fatti ma questi risposero legittimamente che prima di intervenire avrebbero dovuto ricevere un ordine del responsabile del Servizio, ovvero il Sindaco assente o suo delegato. Quindi finchè sono stati svolti i rilievi tecnici e giuridici non si son visti né giunta né protezione civile - questo è un fatto -, e ciò fino almeno alle 16.00. Non perché MASCIA volesse tenere per sè l'accaduto da usare per attacchi politici successivi.

Dimenticavo di aver avvertito verso le 15.00 anche la corrispondente de Il Gazzettino che poco dopo arrivò.

Mi rimane l'amaro in bocca nel leggere l'efficienza ....solo per le polemiche strumentali di un amministratore dimentico, per proprio interesse, di cosa faceva quand'era in minoranza, e offeso quasi perché qualche cittadino non sapendo dove sbatter la testa ha pensato di attivare per primo un ROMPIPALLE che cerca sempre di agire per il bene della collettività!

Mi offendono le basse insinuazioni di Miotto - io, diversamente da lui, ho il coraggio delle mie posizioni - dalle quali però traspare solo livore personale e...la sua coda di paglia!

Chiederò ragione di tutto ciò. Si limiti per il futuro a fare il suo lavoro, pagato coi soldi della cittadinanza, senza polemizzare.

Sempre a disposizione dei cittadini,

Consigliere Comunale

Boris MASCIA