| Il 18 novembre è stata intitolata a
Ca' Tron una via a Giuseppe Corazzin (1890 - 1925) L'evento è
stato preceduto dalla celebrazione di una messa nella chiesa parrocchiale di Ca' Tron.
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Sono intervenuti il sindaco di Roncade, Ivano Sartor,
il segretario provinciale della Cisl, Maurizio Cecchetto, ed il presidente della
Fondazione Cassamarca, Dino De Poli |
Foto Lorenzon
- Roncade |
Giuseppe Corazzin
nasce il 4 marzo 1890 ad Arcade (Treviso) dove, a 15 anni, è tra i fondatori del Circolo
Giovanile di Azione Cattolica. Frequenta la Scuola Enologica di Conegliano e collabora con
il prof. Sacchi ad una scuola ambulante di agricoltura, girando nei paesi per insegnare ai
contadini le nuove tecniche colturali.
| Nel 1910 inizia la collaborazione al
settimanale diocesano La Vita del Popolo ed entra nella direzione diocesana di Azione
Cattolica come segretario dell'Ufficio Cattolico del Lavoro. Percorre tutta la diocesi per
fondare le prime Leghe Contadine Bianche, aderenti al Sindacato veneto tra i lavoratori
della terra, costituito a Cittadella (Padova) nel 1910. Nel febbraio del 1911 ha già
fondato 15 Unioni professionali agricole con quasi tremila iscritti, provocando le prime
reazioni moderate nella direzione diocesana.
Nel 1912 parte per la guerra libica; colpito da malaria è
ricoverato nell'ospedale di Livorno. Nel 1913 è chiamato a dirigere una cantina sociale a
Cavazzo (Modena). |

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Il vescovo mons. Longhin gli affida l'incarico
di direttore de La Vita del Popolo (1914); nell'occasione gli regala un'edizione della
Rerum Novarum con la dedica: "in una mano il vangelo e questa enciclica nell'altra.
Avanti sempre con coraggio, il vescovo è con voi".
Il 24 maggio 1915 è richiamato in guerra e viene decorato
con medaglia di bronzo. Sul Sabotino il 2 novembre una granata lo ferisce alla gamba
sinistra. Prosegue il suo impegno presso la Casa del Soldato aperta a Treviso nella sede
dell'Azione Cattolica. Si trasferisce a Milano (1916) per seguire i trevigiani sfollati in
Lombardia, dove è nominato segretario della giunta diocesana di Azione Cattolica.
 Il segretario provinciale della Cisl, Maurizio Cecchetto |
Nel 1918 è a Roma a fondare la Confederazione
italiana dei lavoratori (Cil) e l'anno dopo a Parigi per costruire l'Internazionale
Sindacale di ispirazione cristiana. Riorganizza l'Unione Popolare (nel 1920 le Leghe
Bianche arrivarono a 250 con 150.000 iscritti). Partecipa alla fondazione del Partito
Popolare Italiano e della Federazione Provinciale Piccoli Proprietari; capeggia l'Unione
Reduci e ristruttura i Circoli della Gioventù Cattolica. Fonda e dirige un nuovo
quotidiano, Il Piave (1919). Il 1920 è l'anno
delle grandi lotte per il rinnovo dei patti agrari; l'azione fu aspra e condotta anche con
azioni di forza che costrinsero gli agrari a cedere su molti punti. Il Corazzin mirava
all'organizzazione per ottenere patti colonici migliori e di più lunga durata, ricorrendo
allo sciopero come mezzo estremo.
All'impegno sociale ed editoriale affianca quello
amministrativo, seguendo i Comuni Popolari trevigiani (nelle elezioni del 1920 furono
l'80%) e viene nominato Presidente della Provincia di Treviso. |
La reazione degli agrari non si fece
attendere: il 13-14 luglio 1921 tremila fascisti, da loro chiamati e provenienti da
Ferrara e Rovigo, incendiano la tipografia dove si stampavano La Vita del Popolo e Il
Piave. Corazzin fonda allora il settimanale L'Idea (1923) per invitare a resistere alle
violenze fasciste e degli agrari.
In una sera di ottobre viene aggredito dai fascisti, assieme
alla moglie, Emilia Calderino, che perde il bimbo che portava in grembo.
Il 18 novembre 1925 muore di peritonite, causata dai postumi
delle malattie riportate in guerra. |