Nellintraprendere
liniziativa per il restauro del manufatto ex chiesa di S.ta Maria di Castello (XIV
sec.), meglio conosciuta come "cexeta de San Vaentin" (chiesetta di San
Valentino), ci si prefigge il mantenimento e la valorizzazione dei legami con le nostre
tradizioni e la nostra storia.
La Chiesa che un tempo fu la
"parrocchiale" dovrà comunque trovare una connotazione che la restituisca alla
collettività alla quale appartiene, se pure in modo diverso, ma sempre nel rispetto sia
delloriginaria destinazione come della singolarità del monumento. In questa ottica
si ritiene opportuna la riproposizione di alcune tradizioni locali legate al culto del
Santi Patroni. Nel contempo potranno trovare collocazione iniziative di carattere
culturale quali concerti, mostre anche in connessione al sito archeologico e
fluviale-naturalistico.
La Chiesa di S.ta Maria di
Castello, è situata in posizione nord-ovest del territorio comunale di Roncade, a metà
strada tra la località Spercenigo e la frazione Biancade. In riva al fiume Musestre,
immersa nella campagna, la chiesa si presenta ancora con le sue forme semplici e lineari
come doveva essere nel XVI secolo quando fu costruita la torre campanaria in stile
romanico. Datazioni di questa chiesa si hanno in epoche precedenti dalla bolla di papa
Gregorio IX dell'anno 1231.
La località di Castello fu sicuramente
centro di un insediamento romano, lo testimonia il ritrovamento di una lapide funeraria
dellepoca e di numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi conseguenti il restauro.
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Lintervento di restauro
è stato avviato ad opera della Soprintendenza per i BB.AA. nel 1996 con un primo
contributo di pronto intervento che ha riguardato la sommità della torre campanaria
perché in serio pericolo di rovina. Successivamente la parrocchia di Biancade con il
contributo della Fondazione Cassamarca ha portato a termine il restauro della torre sotto
la direzione dellarch. Silvano Cervellin che ha curato anche il progetto di restauro
dellintera opera.
Nel 1998 con finanziamento ministeriale la
stessa Soprintendenza ha continuato lintervento di restauro dellintero
manufatto con riferimento al progetto in precedenza approvato.
Lo stralcio dintervento che come da
preventivo riguardava il completamento del restauro della ex chiesa ha subito una
variazione in seguito agli scavi di fondazione. In tale occasione infatti sono emersi
rilevanti elementi di carattere archeologico che hanno comportato inevitabilmente un
dirottamento delle risorse economiche a disposizione, verso la campagna di scavi e rilievi
archeologici.
Lo stato attuale delle opere di restauro
rimane non concluso e pertanto si rende necessaria la programmazione di un ultimo stralcio
di lavori.
Le opere come già previste nel progetto di
restauro dellintero manufatto riguardano in particolare il ripristino delle
pavimentazioni in cotto dellaula e del presbiterio, il completamento del marciapiede
drenante, il rifacimento delle scale di accesso alla torre campanaria.
In ultima ma non per importanza rimangono da
restaurare laltare ligneo del 600 e gli affreschi affiorati durante i lavori.
Proprio per questi si auspica il contributo fattivo di uno o più sponsor per una cifra
stimata intorno ai 60.000 Euro. |