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Dall'Australia
con un rene per il fratello
Renzo Biasetto torna
dall'altro emisfero per permettere a Marino di guarire |

Marino Biasetto |
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11 dicembre 2001
E
tornato dallAustralia per fare un regalo prezioso al fratello, ammalato di diabete
da 5 anni.
Da quando ha saputo della malattia di Marino, Renzo
Biasetto, 60 anni originario di Roncade, ha sempre insistito per donargli un rene
e quando il fratello ha acconsentito non ha esitato un attimo ed è tornato in Italia.
Renzo da 40 anni vive nellaltro emisfero, lì
si è sposato ed ha lavorato, ma non ha mai dimenticato le sue radici.
Marino e Renzo stamattina verranno operati in due
sale operatorie distinte del Centro Trapianti del Ca Foncello di Treviso e non
appena lequipe di medici della 3^ Chirurgia diretta dal professor Giuseppe
di Falco avrà prelevato il rene, questo verrà immediatamente trapiantato
nellammalato.
"E una tecnica con prassi già
consolidata - dichiara il dott. Di Falco - a Treviso è stata attuata per la prima volta a
metà degli anni 80. E si tratta di un intervento che dà le migliori garanzie per
il trapiantato, oltre che offrire un rischio quasi azzerato per il donatore".
Le liste di attesa per i trapianti sono lunghissime
(solo a Treviso sono circa duecento), tanto che i chirughi stanno prendendo in
considerazione di aumentare il numero di operazioni con reni asportati a cuore già fermo;
ma anche se eticamente è sempre preferibile usare organi di persone già decedute, i
medici ritengono giusto divulgare la possibilità di donazione da viventi, tecnica
raccomandata anche dal NIT (Nord Italia Transplant) per abbassare, anche se in maniera non
così significativa, la differenza tra disponibilità di organi e richiesta degli stessi.
"Da sottolineare, però - continua il professor Di Falco - come il gesto rappresenta
uno sforzo a fondo perduto e per questo maggiormente encomiabile".
Marino Biasetto, 54 anni ex
brigadiere dei Carabinieri, è ricoverato da ieri al Centro Trapianti ed è molto sereno:
"Sono preoccupato di non essere preoccupato. Qui mi sono sempre trovato molto bene -
sorride - e i medici mi sono stati vicini anche psicologicamente. Il dottor Carlo
Bocci di Nefrologia, in particolare, è sempre stato disponibilissimo e di grande
aiuto. I primi due tre mesi sono stati duri, non accettavo lidea di non poter fare
più sport, di non potermi più muovere da casa. Mi sono convinto di accettare il rene di
mio fratello con grandissimi scrupoli di coscienza, non mi perdonerei se qualcosa andasse
storto. Ma la mia vita non si può più definire tale e prendendo anche in considerazione
questo grande desiderio di mio fratello mi sono convinto a fare il passo fatidico: non
voglio intaccare i suoi princìpi, anche questa è una responsabilità, per me. Ma non
finirò mai di ringraziarlo perché riesce a fare un gesto che io stesso non so se avrei
la forza di fare".
La gromerulonefrite cronica con insufficienza renale
di cui soffre Biasetto lo costringe ormai da giugno a 4 dialisi peritoneali giornaliere.
(Aldina Vincenzi)
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| 11 dicembre 2001 - ore 17.30 RIUSCITO L'INTERVENTO SUI FRATELLI RONCADESI
PRIMO TRAPIANTO DI RENE TRA VIVENTI PER VIA LAPAROSCOPICA A TREVISO
(ANSA) - TREVISO, 11 DIC - Per la prima volta, a Treviso - la seconda nel Veneto - un
trapianto di rene tra viventi e' stato eseguito per via laparoscopica, utilizzando, cioe',
una tecnica mini invasiva che riduce al minimo l'ampiezza delle incisioni su donatore e
paziente grazie all'impiego di bracci meccanici robotizzati che ''operano'' con il
controllo esterno del chirurgo.
La notizia e' stata comunicata dallo stesso primario del reparto di Terza Chirurgia,
Giuseppe Di Falco, poco dopo la conclusione del doppio intervento durato,
complessivamente, circa sette ore.
Donatore e ricevente sono due fratelli di Roncade (Treviso), rispettivamente Renzo e
Marino Biasetto, di 60 e 54 anni, il primo dei quali emigrato in Australia una quarantina
d'anni fa e ritornato in patria nei giorni scorsi per consentire al congiunto di tentare
in questo modo di guarire da una grave forma di glomerulonefrite cronica. L'operazione, ha
confermato Di Falco, e' tecnicamente riuscita ed e' destinata a rivoluzionare le
tradizionali metodiche di trapianto da vivente riducendo notevolmente il trauma,
soprattutto per il donatore.
L'intervento sara' illustrato giovedi' mattina, all'ospedale di Treviso, in una
conferenza stampa durante la quale saranno mostrate ai giornalisti alcune immagini
registrate in sala operatoria. (ANSA)
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| RAPIDI
MIGLIORAMENTI PER ENTRAMBI I PAZIENTI
(ANSA) - TREVISO, 13 DIC - Stanno rapidamente migliorando le condizioni
dei due fratelli sottoposti, due giorni fa, ad un trapianto di rene tra viventi con
tecnica laparoscopica all' ospedale di Treviso, tanto che il donatore ha gia' potuto
alzarsi e da domani si nutrira' regolarmente.
Lo hanno confermato oggi, nel corso di una conferenza stampa in cui e' stato mostrato
un video registrato durante il duplice intervento, i primari Giuseppe Di Falco e Gilberto
Calconi, le cui equipe hanno eseguito, rispettivamente, il prelievo ed il trapianto. Il
donatore, Renzo Biasetto, e' un trevigiano do 60 anni emigrato in Australia 40 anni fa e
rientrato in Italia nei giorni scorsi per offrire uno dei propri organi a Marino Biasetto
(54), costretto ormai da molti mesi a dialisi quotidiane per una grave forma di
glomerulonefrite.
L'utilizzo della laparoscopia, di bracci robotizzati, cioe', che operano negli
interstizi comandati esternamente dal chirurgo, ha permesso di ridurre al minimo l'uso del
bisturi, la manipolazione dell'organo da trapiantare ed il dolore dopo l'operazione, in
particolare per il donatore. L'organo, inoltre - hanno precisato i sanitari - ha iniziato
a ''lavorare'' regolarmente nella sua nuova sede gia' nelle prime ore dopo l'intervento.
Per poter eseguire il trapianto - il 52/o tra viventi a Treviso dalla meta' degli anni
'80 - le norme che regolamentano questo genere di interventi richiedono un doppio nulla
osta, il primo della direzione sanitaria ed il secondo di un giudice della citta' in cui
l'operazione si compie. Questo al fine di garantire l'effettivo convincimento del donatore
ed assicurare l' assoluta gratuita' del gesto. La procedura si estende su un arco di tempo
sufficientemente lungo per permettere a chi offre il rene di cambiare eventualmente idea.
I ripensamenti, hanno osservato i medici trevigiani, non sarebbero infatti rari: nella
''storia'' dei trapianti tra viventi a Treviso, infatti, almeno una volta su due i
candidati donatori sarebbero tornati sui loro passi. (ANSA). |
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