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Monastier non avrebbe visto un femore rotto:

possiamo chiamarla malasanitÓ?


Ivano Donadel, roncadese di 76 anni, Ŕ morto lunedý 17 luglio ma non Ŕ stato possibile procedere alla sua sepoltura prima di sabato 22, alle tre del pomeriggio.

A far slittare la data dei funerali, inizialmente previsti per giovedý 20, il mancato rilascio del nulla osta da parte della Procura della Repubblica di Treviso, intenzionata a far luce su una frattura al femore sembra "non vista" dalla Casa di Cura "Giovanni XXIII" di Monastier e rilevata invece, pochi giorni dopo, dall'ospedale di Treviso.

Secondo il racconto dei familiari, Donadel era stato ricoverato in maggio nella struttura di Monastier per curare una grave forma di artrosi ad una gamba. Durante la degenza, poco prima delle dimissioni, l'uomo sarebbe caduto mentre si trovava in bagno, procurandosi una lacerazione al capo medicata con tre punti di sutura.

Una volta tornato nella sua abitazione l'acutizzarsi dei dolori all'arto colpito dall'artrosi avrebbero indotto il medico curante a disporre un secondo ricovero, questa volta al Ca' Foncello, dove i sanitari hanno subito riscontrato una frattura al femore della stessa gamba, probabilmente causata dalla caduta nella toilette del "Giovanni XXIII".

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Ivano Donadel dall'ospedale non Ŕ pi¨ uscito ed Ŕ morto per l'aggravarsi di una grave malattia che lo aveva colpito giÓ molti mesi prima e senza relazioni con la gamba fratturata.Rimane tuttavia l'interrogativo delle dimissioni dalla casa di cura di Monastier di un paziente che, se la versione dei familiari sarÓ confermata, non era certo nelle condizioni di poter rincasare.

Le indagini sul caso sono state affidate ai carabinieri i quali, nei giorni scorsi, avrebbero raccolto la testimonianza di alcuni infermieri e sanitari in servizio al "Giovanni XXIII" durante la degenza di Donadel.