E' stato il pasticcio del caso
Nichele-piscina scoperta a tenere banco per la massima parte della riunione
dell'assemblea.
Un affare da 346 mila euro, noto fino ad oggi solo agli addetti ai lavori,
venuto allo scoperto nel corso della discussione sull'assestamento di bilancio condotta
sulla relazione dell'assessore Cesare Miotto.
La vicenda, ricostruita nei dettagli dal sindaco, Simonetta
Rubinato, e dal consigliere Ivano Sartor (Margherita), ha
la sua origine nel 1998 quando l'amministrazione comunale sigla un preliminare con due
soggetti privati per l'acquisizione del terreno su cui sarebbe stato in seguito costruito
l'impianto natatorio. La formula scelta dai due proprietari, alternativa all'esproprio, è
quella del componimento bonario, la quale consente una maggiorazione sul prezzo base del
50% (in questo caso 3,8 euro anzichè 2,5 a mq).
In attesa della definizione del rapporto - un tempo che per cause ignote si
prolunga per oltre cinque anni - i lavori, autorizzati, iniziano ma, quando la società di
gestione "Ranazzurra", come da accordi, intende rivestire la piscina esterna
attraverso la contrazione di un mutuo con il Credito Sportivo da 346 mila euro, salta
fuori un intoppo. L'istituto, infatti, esige una fidejussione dell'amministrazione
comunale, la quale, però, non è in grado di fornirla in quanto una parte del terreno -
circa 1.500 mq di proprietà di Agritour srl facente capo a Renato Nichele
di Meolo - non è ancora stata formalmente ceduta. Il preliminare, in sostanza, non è
stato seguito da un atto di compravendita definitivo e un sollecito ad Agritour dello
scorso ottobre non ha esiti.
Sullo sfondo, secondo i bene informati e secondo quanto riferito dallo
stesso sindaco, vi sarebbero le attenzioni di Agritour collegate ad altre
"pratiche" distinte dalla questione del terreno in oggetto ma sempre insistenti
sul territorio roncadese.
La scelta operata dall'amministrazione, in ogni caso, è quella di
perseguire la società di Nichele in ambito giudiziario e, nel frattempo, per non venire
meno agli impegni con Ranazzurra, di sottoscrivere a nome proprio il mutuo necessario per
la realizzazione dei lavori le cui rate saranno però di fatto pagate dai gestori
degli impianti. Questa, dunque, è la ragione per cui dei 505 mila euro di variazioni al
bilancio 346 mila sono rappresentati dall'intervento imprevisto.L'argomento in assemblea ha generato varie reazioni. La
maggioranza, soprattutto per bocca di Sartor, ha chiesto di "procedere in modo duro
verso la società sleale" anche a causa del "danno d'immagine" subito
dall'amministrazione la quale, pur conservando un discreto margine di manovra, potrebbe a
causa di questo trovarsi nella condizione di sforare il tetto massimo fissato dalla legge
per la contrazione di mutui.
Criptico, sicuramente in codice, uno scambio di battute tra Renato
Pravato (Fi) che poi ha abbandonato il suo seggio, e Sartor. Tra il pubblico più
di qualcuno ha anche accennato all'impegno finanziario che lo stesso Nichele avrebbe
profuso a favore della campagna elettorale del centrodestra roncadese in occasione della
recente tornata amministrativa.
Gianni Rachello (Lega) ha quindi proposto l'istituzione di
una commissione d'inchiesta sul caso, anche al fine di dare la massima pubblicità
all'origine del problema, iniziativa che però non ha trovato altri consensi e che è
stata superata dall'idea di Sartor di convocare la seconda commissione consiliare - ci si
augura in un orario ed in una sede comodamente fruibili dalla popolazione - e di discutere
della questione in tale sede.
Tra gli altri argomenti affrontati dall'assemblea vi
sono stati la nomina dei 10 membri del Comitato biblioteca (7 alla Margherita, 2 al Polo e
1 alla Lega) e la fumata nera, invece, nonostante le due votazioni, sul nome del difensore
civico. |