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Mercatini

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Mercatini,

o sei

professionista

o sei hobbysta


Entrano in vigore le norme fissate dalla legge regionale dello scorso aprile. Gli hobbysti possono esporre solo sei volte l'anno.

Novembre 2001

Sta per tramontare definitivamente, in Veneto, l’epoca del "mercatino selvaggio", nata con il proliferare di appuntamenti domenicali con antiquariato e collezionismo in molte delle piazze più caratteristiche di città e paesi e diventata ben presto un fenomeno contraddistinto da forme di improvvisazione divenute motivo di inquietudine per i commercianti d’arte professionisti.

Con un recente provvedimento della Giunta regionale (Dgr n.2956 del 9 novembre 2001) sono infatti state fissate le disposizioni attuative della legge n. 10 del 6 aprile scorso (vedi sotto) in materia di commercio su aree pubbliche la quale, prima di ogni altra misura, si preoccupa di introdurre una netta distinzione tra coloro che svolgono tale attività in modo professionale e quelli che, invece, si debbano considerare "hobbysti".

Il controllo delle due categorie, con l’assegnazione di appositi spazi in settori diversi della piazza o delle altre zone in cui si svolge la manifestazione, viene affidato ai Comuni ospitanti, mentre a quelli di residenza - o al Comune di Venezia per chi abita fuori del Veneto - spetta il compito di rilasciare agli operatori non professionisti, su richiesta, un apposito cartellino di riconoscimento.

Gli hobbysti, in sostanza, non potranno partecipare a più di sei mercatini rientranti nel calendario regionale ogni anno, e ad ogni loro presenza gli incaricati del Comune dovranno annullare, con data e timbro, uno dei sei spazi disponibili nelle tessere identificative.

Ancora, gli operatori sporadici - i cui rispettivi posteggi non potranno avere una superficie superiore ai 12 metri quadrati - dovranno presentare, di volta in volta, un elenco di tutti i beni, divisi per categorie e numero di oggetti, che si intendono porre in vendita, documento che dovrà essere convalidato dal Comune ospitante contestualmente al cartellino. Il loro numero dovrà in ogni caso essere inferiore a quello degli espositori professionisti ed il loro controllo, da parte delle autorità comunali, dovrà precedere quello dei commercianti di mestiere. L’hobbysta non potrà inoltre vendere "opere di pittura, scultura, grafica e oggetti di antichità o di interesse storico o archeologico" e neppure farsi sostituire allo bancarella, per tutta la durata della manifestazione, da altre persone o familiari, se non per "brevi periodi".

Diverso il trattamento previsto per i professionisti, i quali, una volta ottenuta dal Comune promotore di mercatini l’autorizzazione ad occupare uno dei posteggi riservati, non dovrà che attenersi alle regole fissate da ciascuna amministrazione ed alle leggi normalmente vigenti per la disciplina delle attività commerciali su suolo pubblico. Per la vendita di oggetti d’arte, cose antiche, di pregio o preziose permane l’obbligo di rispettare quanto previsto dal Testo Unico n.773 del 18 giugno 1931 in materia di pubblica sicurezza.

Le prescrizioni per i Comuni organizzatori fissate dal Dgr 2956/01 stabiliscono che le date dei mercatini non coincidano con quelle di analoghe manifestazioni in luoghi lontani meno di 20 chilometri.

I posteggi per l’esposizione non dovranno essere meno di trenta, con la separazione degli spazi dei professionali da quelli per gli espositori sporadici, e con la possibilità, per mercatini di nuova istituzione, di verificare il possibile successo dell’iniziativa attraverso l’organizzazione di un evento sperimentale di durata complessiva non superiore a tre giornate e non ripetibile nei successivi tre anni. L’organizzazione del mercato, inoltre, può essere affidata a soggetti privati o ad associazioni di categoria, tramite convenzione, restando comunque di competenza del Comune il rilascio delle autorizzazioni e quello dei cartellini per gli operatori non professionali, oltre alle attività di vigilanza e di vidimazione dei tesserini e degli elenchi delle merci esposte dagli hobbysti.


 

Aprile 2001

Cambiano le regole per gli espositori che partecipano ai mercatini del collezionismo, dell'usato e dell'antiquariato.

La nuova legge regionale n. 10 del 6 aprile 2001 - testo che ridisciplina in senso ampio anche lo svolgimento dei mercati ed il commercio in aree pubbliche - contiene infatti uno specifico articolo dedicato alle vendite di oggetti antichi, usati o provenienti da collezioni di varia natura introducendo una netta distinzione tra coloro che svolgono tale attività in modo professionale e quelli che, invece, debbano essere considerati "hobbysti".

La misura  è motivata dalla necessità di porre fine alle situazioni di abuso realizzate da molti operatori che, pur rientrando tra i commercianti professionisti, sarebbero soliti qualificarsi come amatori al fine di eludere i particolari adempimenti fiscali ed attuando quindi comportamenti fino ad oggi difficili da controllare.

Dall’entrata in vigore della legge, nel prossimo mese di ottobre, chi vorrà partecipare ai mercatini da hobbysta dovrà perciò munirsi di un tesserino di riconoscimento, rilasciato dal Comune di residenza previa autocertificazione della non professionalità della propria attività, che gli permetterà di esporre la propria merce in occasione, al massimo, di sei manifestazioni in un anno.

Obbligatorio sarà anche mettere in vendita oggetti di valore non superiore a 500 mila lire ciascuno ed esporre in modo chiaro e ben legibile il prezzo di vendita di ciascun pezzo.

Al Comune ospitante il mercatino è fatto obbligo di vidimare, con un timbro in uno dei sei spazi ancora libero, il tesserino di riconoscimento di ogni hobbysta; allo stesso tempo dovrà essere tenuto un elenco di espositori professionali e non e, soprattutto, mantenere ben distinti i rispettivi spazi di vendita.

Le regole diventano più rigorose anche per i venditori di professione cui si applicano tutte le disposizioni previste per le attività commerciali effettuate sul suolo pubblico, a partire dall’autorizzazione comunale. Il rilascio della stessa, fatti salvi eventuali diritti acquisiti, d’ora innanzi non potrà riguardare più di due posteggi ed abiliterà anche all’esercizio nel territorio regionale e nelle fiere italiane.

Al di là dello specifico caso dei mercatini dell’antiquariato e del collezionismo, la legge approvata dall’assemblea veneta regolamenta il commercio nei mercati disciplinando, ad esempio, il rilascio delle autorizzazioni e le modalità di subingresso nell’attività, e prevedendo per il commercio in forma itinerante che esso si svolga in spazi pubblici diversi rispetto a quello su posteggi, che la sosta non sia superiore alle due ore e che un successivo spostamento debba essere di almeno 250 metri. L’attrezzatura di vendita e la merce non dovranno essere posti a contatto con il terreno e la merce non potrà essere messa in vendita su banchi collocati a terra.

Nuovi obblighi anche per i Comuni i quali, entro il 30 settembre, dovranno predisporre un calendario dei mercati per l’anno successivo, prevedendo sia gli spostamenti di data dovuti alla concomitanza di giornate festive sia le eventuali deroghe.