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Residenze per immigrati

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Case per immigrati

a Roncade

Intesa tra Comune e Unindustria per cessione terreno edificabile


3 dicembre 2001

Il Comune di Roncade e l'Associazione tra gli Industriali della provincia di Treviso hanno raggiunto un'intesa grazie alla quale sarà possibile costruire, su un terreno comunale, una residenza per 20/25 lavoratori immigrati impiegati nelle aziende locali.

Il suolo sarà ceduto in comodato d'uso per un periodo di 12/14 anni in modo da consentire a Unindustria di realizzare l'immobile. Al termine di tale periodo il terreno ritornerà nella disponibilità del Comune che diventerà anche proprietario della costruzione.

Le unità abitative, ciascuna delle quali potrà accogliere da 1 a 3 persone, saranno affittate ai dipendenti delle aziende associate a condizioni favorevoli e per  un periodo non superiore a 4 anni.

La zona precisa non è stata ancora identificata, essendo diverse le ipotesi percorribili; ora ci sarà un confronto tra l'Associazione e le imprese per verificare quale possa essere il posizionamento migliore dell'unità residenziale, cercando una collocazione non troppo periferica rispetto ai centri abitati per agevolare il processo di integrazione dei nuovi arrivati con la popolazione locale.

Una volta definita l'area, la decisione ultima spetterà al Consiglio Comunale.

Si tratta, ha precisato il vicesindaco, Tarcisio Rigato, di una soluzione di "seconda accoglienza" che consentirà agli   immigrati con regolare contratto di lavoro di poter prestare la propria opera nelle industrie locali con sufficiente serenità e di avere quindi il tempo sufficiente per cercare un'abitazione definitiva.


 

L'iniziativa deriva da un processo attivato l'estate scorsa da Unindustria e concretizzato con una speciale convenzione con Cassamarca Spa.

Ciascuna delle 2.450 aziende trevigiane associate, era stato detto nella presentazione del progetto, ha attualmente un urgente bisogno di assumere, in media, un operaio ma uno dei principali impedimenti al trasferimento nella Marca di potenziali candidati, italiani o stranieri, è la carenza di alloggi.

Il presidente degli Industriali trevigiani, Sergio Bellato, ed il presidente di Cassamarca, Antonio Romano, avevano perciò siglato una convenzione che prevede l'apertura di una particolare linea di credito, del valore di 10 miliardi di lire in un arco di 5 anni, volta alla creazione di nuove unità abitative.

L'iniziativa - diretta esclusivamente a lavoratori regolari alle dipendenze delle aziende associate a Unindustria - prevede che l'associazione utilizzi i finanziamenti a tasso agevolato resi disponibili da Cassamarca per il recupero di stabili oggi inagibili messi a disposizione in comodato gratuito dai rispettivi proprietari, siano essi privati cittadini od altri soggetti, anche pubblici. Ogni immobile che sarà ristrutturato a fini abitativi verrà assegnato in locazione agli immigrati delle aziende locali, le quali si faranno garanti del pagamento dei canoni d'affitto relativamente ai loro dipendenti alloggiati. La casa sarà restituita ai legittimi proprietari in un arco di tempo comunque non inferiore ai 10 anni.

In alternativa al comodato degli immobili, la convenzione prevede la cessione del diritto di superficie per la costruzione di nuove unità residenziali.

Secondo le previsioni il meccanismo attivato dai fondi messi a disposizione da Cassamarca potrebbe generare dai 300 ai 500 posti letto.