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Pannelli solari a casa tua

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Un tetto fotovoltaico per risparmiare.

Stato e Regione te lo pagano al 75%


Scambiare l'energia elettrica con l'Enel a parità di condizioni, pagando cioè solo la differenza tra quella che producono i tuoi pannelli e quella prelevata dalla rete.

Da oggi si può ed i contributi pubblici sono interessantissimi.

 

Per l’installazione di pannelli fotovoltaici su edifici ad uso privato o pubblico del Veneto sono disponibili contributi per 4 miliardi e 409 milioni di lire, di cui 3.086 milioni provenienti dalle casse dello Stato ed i rimanenti 1.323 da parte della Regione.

Il bando, pubblicato dalla Regione Veneto, si inserisce in quanto previsto dal Decreto emanato dal Ministero dell’Ambiente lo scorso 16 marzo, detto "10 mila tetti", e che punta all’attivazione sulle edificazioni di tutta Italia di sistemi di trasformazione di energia solare in energia elettrica in grado di "scambiare" quest’ultima con quella delle reti pubbliche di distribuzione alle quali devono essere fisicamente collegati. Gli stanziamenti destinati ai residenti nel Veneto sono pari all’8% del totale nazionale, corrispondente a quasi 58 miliardi di lire.

Gli impianti contemplati dal bando sono quelli in grado di generare potenze comprese tra 1 e 20 kW - anche attraverso la somma delle prestazioni di più dispositivi diversi - conformi alle specifiche tecniche previste dall’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (Enea).

I destinatari dei contributi sono i cittadini proprietari o che esercitino un altro diritto reale di godimento (locazione, comodato, etc.) della struttura edilizia sulla quale si intende installare l’impianto.

L’entità dei contributi a fondo perduto sulle spese sostenute è pari al 75% del costo massimo d’investimento calcolato in modo diverso a seconda che l’impianto da realizzare sia in grado di erogare potenze superiori o inferiori ai 5kW. Al di sotto di tale soglia il valore previsto è di 15,5 milioni (Iva esclusa) per Kw; se l’impianto è in grado di fornire una potenza nominale (P) superiore, la formula da applicare per la quantificazione del contributo (C) è : C = 13,5 + 10/P.

L’entità del sostegno erogato è comunque da intendersi come contributo massimo e assumerà la forma di sovvenzione residuale nel caso il beneficiario intendesse avvalersi, per lo stesso obiettivo, di altri meccanismi di incentivazione pubblici, nazionali o comunitari.

Il bando fissa anche con precisione gli investimenti per i quali il contributo può essere accordato, i quali vanno dalla progettazione e direzione dei lavori con collaudo e certificazioni degli impianti, all’acquisto dei materiali, dalla loro installazione e posa in opera alla realizzazione di eventuali opere edili "strettamente necessarie e connesse" al sistema elettrogeno.

Particolarmente rigoroso è anche il criterio che fissa le modalità di stesura e presentazione delle domande; la documentazione, da inviare alla Direzione Tutela Ambiente - Servizio Tutela dell’Atmosfera della Regione Veneto, dovrà contenere una scheda tecnica relativa all’installazione ed un progetto di massima dell’impianto firmato da un tecnico abilitato, un preventivo di spesa con la dichiarazione di assunzione di spesa della quota a carico del richiedente, l’autorizzazione del proprietario dello stabile (se diverso dal presentatore della domanda) e copia della comunicazione obbligatoria da rivolgere alla società distributrice (Enel o altri) alla cui rete sarà collegato il sistema fotovoltaico.

A stabilire se un progetto sia o meno meritevole di sovvenzioni sarà una Commissione Tecnica nominata dalla Regione che stabilirà, tra l’altro, quali impianti fotovoltaici potranno essere oggetto di una prevista attività di raccolta dati ed analisi delle prestazioni, circostanza relativamente alla quale il destinatario dei finanziamenti non potrà opporsi. I criteri preferenziali per l’assegnazione dei contributi saranno collegati in via prioritaria alle finalità sociali contemplate in progetti presentati da privati, quindi alla localizzazione degli impianti in aree particolarmente disagiate sotto il profilo dell’erogazione di energia dalla rete pubblica, alla pluralità delle forniture previste ed infine alla quantità di energia che si intende produrre, con particolare riguardo ai generatori in grado di fornire potenze di più di 10 kW.

I soggetti beneficiari dovranno comunicare l’inizio dei lavori entro cinque mesi dalla notifica di accoglimento della domanda e concludere le opere entro nove mesi dalla stessa data, con possibilità, su richiesta, di proroghe motivate. Il versamento del contributo avverrà alla conclusione dei lavori, e da quel momento il proprietario dovrà comunque non alienare o dismettere l’impianto per almeno 12 anni, assicurando la manutenzione del sistema ed impegnandosi a proteggerlo da atti vandalici od altri possibili rischi di danneggiamento.