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Archivio - Settembre 2002

 

La Tribuna di Treviso,  5 settembre 2002

Progetto alloggi per gli immigrati
Roncade firma domani l'intesa con Unindustria
per terreni e palazzina da 16 appartamenti


RONCADE. Dopo l'allarme immigrati lanciato dall'occupazione del sagrato del Duomo, Unindustria diventa l'intermediaria tra lavoratori stranieri ed industriali trevigiani, e fornirà nuovi alloggi costruiti su terreni presi in comodato con i comuni della provincia. Tra i primi enti pubblici ad aderire al «Progetto alloggi» è il Comune di Roncade: il sindaco Ivano Sartor firmerà domattina, a palazzo Giacomelli a Treviso, il protocollo d'intesa tra amministrazione comunale e Unindustria per la cessione di un terreno improduttivo, dove sorgerà una palazzina con appartamenti per lavoratori stranieri che hanno difficoltà ad inserirsi. Si tratta di una casa su due piani con quattordici o sedici abitazioni a disposizione.
Monolocali e appartamenti con due camere nei quali dovrebbero trovare alloggio gruppi familiari di quattro persone.
«Non sarà solo un servizio per gli extracomunitari, ma per tutti i lavoratori che provengono da fuori regione e che fanno fatica ad inserirsi - spiega l'avvocato Paolo Antonello referente del Progetto Alloggi - è un'iniziativa no profit, Unindustria imporrà prezzi accessibili anche per gli stipendi più bassi, ma sufficienti a coprire le spese di costruzione e di gestione che dobbiamo sostenere. Così daremo un aiuto concreto sia alle aziende che ai dipendenti, offrendo una soluzione diretta al difficile problema della ricerca di alloggi, con prezzi concorrenziali rispetto al normale mercato immobiliare e senza dispendio di tempo». Unindustria diventerà un intermediario tra utenza ed industriali: i datori di lavoro potranno rivolgersi direttamente all'Agenzia immobiliare di Unindustria per la ricerca di alloggi e, in caso, l'affitto potrà essere trattenuto direttamente dalla busta paga del dipendente, per tutelare entrambi. E il Comune di Roncade cosa ci guadagna? «Unindustria compra il terreno con il diritto di superficie - prosegue Antonello - significa che è proprietaria dell'area con tutto quello che ci costruirà nell'arco di 25 anni. Scaduto questo termine, sia il terreno che la proprietà immobiliare ritorneranno al Comune di Roncade, che li riutilizzerà come meglio crede. Per il comune è un sistema utile per sfruttare meglio le aree che rimarrebbero improduttive, sarà un nostro obbligo restituire il terreno e gli immobili costruiti in perfette condizioni». I tempi di realizzo sono brevi; si prevede di ultimare la costruzione della palazzina entro i primi mesi del 2003. Dopo la firma del protocollo d'intesa dovrà essere stipulato l'accordo per il diritto di superficie tra comune e l'agenzia immobiliare di Unindustria; poi verrà presentato il progetto, una volta ottenuta la concessione edilizia inizieranno i lavori. Gli alloggi verranno realizzati con tecniche di prefabbricazione, che snelliscono i tempi di costruzione e che consentono in novanta giorni di finire gli appartamenti. «Con il termine prefabbricazione - spiega Antonello - non intendiamo la costruzione di prefabbricati, ma una tecnica edilizia che diminuisce i tempi di realizzo, utilizzata soprattutto in Germania e nel Nord Europa e che in tre mesi permette la conclusione dei lavori, garantendo la stessa qualità degli appartamenti realizzati con metodi tradizionali». Il Progetto Alloggi sta ottenendo una forte risposta anche in altri comuni della provincia. Sono interessati Montebelluna, Mogliano e Pieve, mentre a Casier i lavori sono già iniziati.

 

Il Gazzettino di Treviso,  5 settembre 2002

RONCADE Firmata la convenzione per i prefabbricati dove poter ospitare 40 lavoratori non residenti facendo corrispondere un canone inferiore a quello di mercato

Patto Comune-Unindustria per dar casa agli immigrati

Il presidente degli imprenditori: «Non tocca a noi risolvere il problema ma dobbiamo prendere atto della realtà»

Treviso

Dopo Conegliano, Casier e Zero Branco, anche a Roncade ci sarà un edificio per ospitare 40 lavoratori «non residenti». È il frutto di un accordo tra Comune e Unindustria. Dopo 20 anni lo stabile passerà alla civica amministrazione che potrà farne quello che vorrà.

«Non toccherebbe alle aziende assumersi l'onere di trovare un alloggio per i dipendenti immigrati, ma prendiamo atto della realtà e ci facciamo carico del problema globale nella misura di un terzo». Sergio Bellato, presidente dell'associazione degli industriali trevigiani, taglia corto con le polemiche. Ma mette dei punti fissi: gli immigrati non arrivano solo per le fabbriche. Sono indispensabili anche al primario e al terziario. In altre parole: non è proprio il caso di prendersela sempre con gli industriali se c'è gente senza tetto.

Unindustria ha il suo braccio operativo per affrontare il problema degli alloggi per i non residenti: è la società Immobiliare Unindustria Treviso srl di cui è presidente l'architetto Giuseppe Caggiano. «Siamo non società no profit - ha detto Caggiano - Puntiamo ad offrire un alloggio dignitoso a lavoratori immigrati, per un periodo di tempo, diciamo qualche anno, ed a canoni di locazione inferiori a quelli del mercato. Per questo stiamo molto attenti al piano finanziario, ai costi».

Sono stati presi contatti con tutti i Comuni della Marca ed è stata chiesta disponibilità di terreni o di case da ristrutturare. Ci sono altre cinque trattative aperte, oltre a quelle già concretizzate. I rappresentanti delle civiche amministrazioni in genere si rivelano ben disponibili. Poi gli entusiasmi scemano perchè o tocca assumersi l'onere di una variante oppure tocca fare i conti con l'opposizione.

C'è ancora gente che non vuole case per immigrati. Le avversioni sono state talvolta superate diffondendo due spiegazioni: in primo luogo, non si tratta mai di interventi edilizi «pesanti», tipo ghetto, ma si punta a costruzioni di dimensioni non rilevanti. Secondariamente, gli alloggi non andranno a persone 'incivili' dato che si sta sempre più elevando lo standard culturale del lavoratore non residente.Barty Stefan

 

Il Gazzettino di Treviso,  5 settembre 2002

IL SINDACO

«La decisione è presa e non faremo referendum»

Roncade

(A.V.) Il sindaco Ivano Sartor è lapidario: "Non faremo fare nessun referendum". Non ci sono dubbi per il primo cittadino sulla bontà dell'iniziativa promossa da Unindustria.

Gli alloggi per, ufficialmente, cittadini non residenti che lavorano nelle imprese associate del territorio, ma con ogni probabilità destinati ai soli lavoratori extracomunitari si faranno prima che le opposizioni o le forze politiche esterne alla maggioranza propongano un referendum.

"Noi dobbiamo essere operativi - dichiara Sartor - e non legati alle ideologie partitiche. Non cederemo al razzismo di alcuni che vorrebbero contrastare un progetto indispensabile alla nostra società e ai lavoratori in regola di cui essa ha bisogno".

Il terreno scelto è, però, proprio quello incriminato: 3000 mq in zona artigianale, nelle vicinanze del Cerd, sui quali verrà fabbricato un immobile con 16 alloggi da 1 o 2 camere per una quarantina di immigrati. Scelta contrastata dalle forze all'opposizione (Polo e An) e anche dalla Lega roncadese che accusano la maggioranza di voler ghettizzare persone di religione ed etnìe diverse, contrastando il loro inserimento sociale.

"A chi è razzista e lo maschera in questo modo - continua Sartor - dobbiamo rispondere evitando le provocazioni. Ma nell'insediamento artigianale di Roncade esistono già tante abitazioni quante sono le unità produttive e gli immigrati non sarebbero affatto ghettizzati: o avrebbero esigenze maggiori loro piuttosto che gli imprenditori che viaggiano in Mercedes e hanno scelto comunque quella zona per vivere?"

  

La Tribuna di Treviso,  5 settembre 2002

Nuovi alloggi per extracomunitari
Decolla l'intesa tra Unindustria e Roncade, porterà 16 appartamenti


Firmata l'intesa tra Unindustria e Comune di Roncade per la realizzazione di 16 alloggi destinati ai lavoratori immigrati. Passata la bufera che ha portato all'occupazione del sagrato del Duomo (in foto), arriva il primo segnale concreto per contribuire alla risoluzione dell'emergenza-casa. Sergio Bellato e Ivano Sartor hanno messo a punto un piano che vedrà la luce in meno di un anno.
L'intervento costerà circa un milione di euro, che saranno anticipati da Cassamarca. I costi dell'operazione saranno a carico di Unindustria, che agisce attraverso un'immobiliare costituita ad hoc. Il protocollo d'intesa prevede la cessione in comodato gratuito per 25 anni del terreno dove sarà costruito l'immobile. L'accordo, che fa seguito ad alcune altre iniziative analoghe messe a punto dagli industriali con le amministrazioni di Conegliano, Casier e Zero Branco. Alle quali presto se ne aggiungeranno altre cinque. Il canone di locazione dei 16 alloggi sarà compreso tra i 150 e 250 euro a seconda della superficie degli appartamenti, che comunaue saranno piccoli, anche perché concepiti per essere provvisori. Al termine del periodo di comodato l'immobile passerà nelle mani del Comune. Bellato punta a risolvere, entro la scadenza del proprio mandato, i problemi abitativi che coinvolgono i circa mille immigrati. Un obiettivo ambizioso che consentirà di risolvere l'emergenza abitativa relativa agli immigrati dipendenti nelle aziende associate a Unindustria: «Ho sempre pensato che non sarebbe compito di Unindustria farsi caripo dell'emergenza casa. In ogni caso le imprese si faranno carico di risolvere il problema relativo ai loro dipendenti. Ovvero favorire la soluzione della questione per un terzo degli immigrati presenti nella nostra provincia. La società dovrà comunque farsi carico degli altri due terzi». Bellato cerca di evitare le polemiche, rispondendo con i fatti a quanti lo accusano di non fare nulla: «L'intesa sottoscritta è la miglior risposta a tutte le polemiche». Altrettanto determinato a portare a termine il piano abitativo il sindaco ulivista Sartor: «Se tutti i Comuni della provincia aderissero a quest'iniziativa in breve sarebbe possibile arginare l'emergenza. E' un grosso errore affrontare un tema così delicato ideologicamente, anzichè con la concretezza dell'amministratore. A Roncade ci sono spinte di chiaro stampo razzista che contrastano l'iniziativa, ma sia chiaro che il Comune non si farà intimidire. Il piano va avanti e non si farà alcun referendum contrariamente a qaunto vorrebbe qualcuno».

 

La Tribuna di Treviso,  14 settembre 2002

SANTA FOSCA DI RONCADE
La commissione provinciale dice no alla nuova discarica

g.m.

RONCADE. La commissione tecnica provinciale ambiente di Treviso, ha espresso parere contrario alla realizzazione di una nuova discarica di materiali inerti a Santa Fosca di Roncade, in via San Pio X.
La decisione dovrebbe chiudere definitivamente l'ipotesi dell'apertura dell'ennesimo impianto per lo smaltimento di rifiuti nell'area compresa fra San Cipriano e l'Agozzo. Un progetto sul quale il comune di Roncade aveva espresso la più assoluta contrarietà.
«Recentemente le discariche progettate sul nostro territorio sono state tutte bocciate - commenta il sindaco di Roncade Ivano Sartor, soddisfatto per lo scampato pericolo - spero che adesso non arrivino nuove domande».
La nuova discarica sarebbe stata costruita in una zona già tristemente nota per lo scempio del territorio provocato dalla realizzazione di numerose discariche di inerti, nelle quali sono state smaltite anche notevoli quantità di inerti. I disagi più gravi per la popolazione sono stati però provocati dalle discariche nelle quali, una ventina di anni fa, sono stati interrati i rifiuti urbani di Treviso. Queste ultime discariche sono attualmente oggetto di verifiche per appurare eventuali dispersioni di sostanze inquinanti nell'ambiente e nelle falde acquifere.

 

Il Gazzettino di Treviso,  14 settembre 2002

RONCADE

Bocciata dalla Provincia la discarica 2A di S. Cipriano

Roncade

(A.V.) Bocciata un'altra discarica a Roncade. La notizia è stata ufficializzata ieri dalla Commissione Tecnica Provinciale per l'Ambiente che ha espresso parere negativo in merito al progetto di stoccaggio di rifiuti inerti proposto per la frazione di San Cipriano. Il progetto riguardava l'ampliamento della discarica di tipo 2A esistente in località Santa Fosca e precisamente in via San Pio X, dove si sta stoccando anche amianto.

È infatti ormai un paio d'anni che amministrazione comunale e comitati per l'ambiente hanno preso posizione per la situazione critica della zona. Roncade ha già ottenuto vittorie su questo fronte; storica la sentenza del Consiglio di Stato contro la discarica di tipo 2B di San Moffio ottenuta nel giugno dell'anno scorso dopo sei anni di battaglie. In quella sede è stata annullata la delibera regionale di approvazione alla discarica. "Soddisfazione per l'ennesima vittoria" è stata espressa dal sindaco Ivano Sartor che ha aggiunto: "Mi avvio a chiudere bene il mio mandato". L'intero consiglio si è sempre mobilitato su questo fronte e la maggioranza, se in un primo tempo sopportava lo stoccaggio di inerti, da quando la Provincia ha autorizzato nelle discariche di tipo 2A anche la possibilità di depositare amianto ha sempre opposto un netto rifiuto.

In Commissione Provinciale, l'assessore all'Ambiente di Roncade, Eriberto Calgaro, si è battuto con forza contro i progetti di questo tipo, ma il Comitato contro le discariche di Musestre avverte che preoccupa ancora il progetto di bonifica presentato, in cambio di un ampliamento, dalla SO.VE.A. di San Biagio di Callalta.

 

La Tribuna di Treviso,  22 settembre 2002

Incontro a Roncade tra sindaci e progettisti
Vertice tra Comuni per il piano d'area tra Piave e Musestre

di Samantha Cipolla

RONCADE. Dopo 10 anni si sta concretizzando il nuovo piano d'area che interessa il territorio tra il Piave ed il Musestre, comprendente Monastier, Meolo e Roncade. Proprio a Roncade, giovedì sera, si è svolta una prima tavola rotonda tra i sindaci Michele Graziani, Francesco Carrer, Ivano Sartor e gli esperti che stanno lavorando al progetto definitivo: l'ingegnere Ciro Perusini e l'architetto Romeo Toffano. Numerosi consiglieri presenti e interessamento da parte dei cittadini. Sono tre i punti principali su cui si focalizza il progetto del Piano d'area: curare le risorse ambientali, culturali ed artistiche, sviluppare una nuova viabilità, riqualificare le aree produttive. Punto nodale per gli interessi culturali è di nuovo la tenuta di Cà Tron.
Le amministrazioni comunali non hanno ampio margine d'intervento, per il momento sono state presentate iniziative che mirano a rendere più vivibile la riserva, il grande polmone verde a nordest di Treviso: passeggiate lungo gli argini, percorsi ciclopedonali, qualche panchina qua e là. Il Comune di Roncade - promette il indaco Sartor (nella foto) sarà al centro di un nuovo supporto viario. E ormai consolidato il progetto della nuova circonvallazione introno al centro, giovedì sera si è discusso nuovamente dell'apertura del casello autostradale di Meolo. Per snellire il flusso di traffico pesante, il nuovo progetto prevede due statali parallele alla Treviso mare e all'autostrada, con un interessamento della statale Triestina. Il punto focale del progetto è la riqualificazione delle aree industriali. Il nuovo piano d'area considererà soprattutto le linee di sviluppo generali che si stanno delineando ora e che definiscono un trend destinato a concretizzarsi nell'arco di 10, 15 anni.
In base al criterio di vivibilità dei cittadini e del centro storico, le industrie vicine ai centri verranno ricollocate in aree periferiche, si cercherà di sviluppare soprattutto l'industria manufatturiera, per limitare le industrie chimiche pesanti. «Giovedì ci sono stati numerosi interventi - spiega Sartor, sindaco di Roncade - tuttavia il progetto ha bisogno di una lunga riflessione. Il piano d'area si sta quindi concretizzando, ma i tempi sono lunghi e dipendono sia dall'amministrazione provinciale che dalla regione». Quella dell'altra sera è stata solo la prima riunione di un ciclo di appuntamenti che si svolgeranno nell'arco di tre mesi, per completare ed eventualmente correggere il piano d'area prima del suo passaggio in consiglio comunale, provinciale e regionale. Proprio in Regione si completerà l'iter di approvazione del piano.

 

La Tribuna di Treviso,  26 settembre 2002

Comune di Roncade e Fondazione Cassamarca firmano l'intesa per la cessione di una porzione di Ca' Tron
Civiltà veneta, siglato l'accordo
Sorgerà un centro studi per la storia delle nostre campagne

Samantha Cipolla

RONCADE. Un centro di ricerca sulla civiltà agricola e veneta che diventi depositario del materiale storico del passato e le nuove ricerche del futuro, nella tenuta di Cà Tron. Così la Cassamarca vuole proseguire il suo progetto culturale che si allarga di anno in anno e comprende anche piccoli centri-studi, fuori dal Comune di Treviso. Ieri mattina a Cà Spineda, è stata firmata tra il Comune di Roncade e la Fondazione Cassamarca la cessione quinquennale di una porzione della villa agricola di Cà Tron, destinata al Centro Studi per la Storia delle Campagne Venete. Il progetto investirà numerose risorse umane ed economiche.
L'elaborato tecnico è stato predisposto dall'ingegner Nicolino Brunello di Treviso e prevede una spesa di circa 103 mila euro. Le iniziative e le ricerche di ambito socio-economiche verranno coordinate dal professor Danilo Gasparini, che coinvolgerà studiosi della storia veneta e i ricercatori provenienti dagli atenei di tutta la regione. Il centro di ricerca prevede soprattutto la gestione di un archivio storico che comprenderà la documentazione conservata dall'archivio ospedaliero dell'Uls 9: saranno raccolti atti dal Seicento al Novecento, con materiale proveniente anche dai fondi parrocchiali dai Comuni di Roncade e limitrofi, depositari della storia vera delle nostre origini. «L'Istituto di ricerca rappresenta una novità per il Veneto e sarà destinato ad aumentare in dotazione, acquisendo anche ulteriori fondi archivistici privati relativi alle amministrazioni agrarie- spiega il sindaco di Roncade Ivano Sartor -. E' un'opportunità di crescita per il Comune stesso, che si troverà ad ospitare numerosi studiosi delle università di Padova e Venezia, un'occasione per sfruttare meglio uno spazio prestigioso in un splendido contesto ambientale, creando un polo di aggregazione, di divertimento, approfondimento culturale». I lavori di restauro della tenuta di Ca' Tron sono al grezzo avanzato, solo un piano rimarrà alla gestione comunale, che verrà impiegato come centro ricreativo, mentre il resto dell'immobile verrà gestito in questi cinque anni dalla Fondazione. Il Centro Studi per la Storia delle Campagne Venete è destinato a diventare uno strumento di approfondimento sia per i profani, sia per studenti e studiosi che vorranno capire il nostro entroterra culturale, nato da una civiltà agricola, spesso misconosciuta o sottovalutata, ma che può riservare ancora grosse sorprese.

 

La Tribuna di Treviso,  28 settembre 2002

Da stamattina
«Puliamo il mondo» scatta anchea Roncade

s.c.

RONCADE. Anche il Comune di Roncade aderisce all'iniziativa nazionale di Lega Ambiente «Puliamo il Mondo» e questa mattina cento bambini scenderanno per le strade del loro comune per raccogliere rifiuti e tenere più pulita la loro città. Verranno coinvolti gli studenti di seconda media della scuola media statale di Via Vivaldi provenienti da tutto il comprensorio, accompagnati dagli insegnanti e da altri cinquanta volontari delle associazioni ambientaliste, un gruppo compatto di cento cinquanta persone. L'incontro è previsto in Piazza 1º Maggio, i partecipanti verranno divisi in gruppi di lavoro e poi inizieranno il loro giro per le strade del centro, raccogliendo cartacce, lattine e spazzatura. I volontari distribuiranno cappellini e naturalmente guanti. All'utile si unisce il dilettevole: la manifestazione si concluderà alle 12 con una grande festa per genitori, figli e insegnanti sull'isolotto sul fiume Musestre, alle spalle del centro storico. «E' ovvio che l'iniziativa ha fini educativi - spiega l'assessore all'ambiente Eriberto Calgaro - E' importante far capire ai più piccoli l'importanza dell'ecologia e del rispetto per la natura, ed il modo migliore è divertendosi, stando in compagnia. L'anno scorso eravamo in cento 50, quest'anno hanno aderito lo stesso numero di persone ma è importante far crescere questa iniziativa, che per gli studenti e i cittadini è diventata un'abitudine. E' necessario creare altre manifestazioni simili con lo scopo di educare i più piccoli con il giusto atteggiamento per il rispetto dell'ambiente, cambiando le nostre abitudini radicate e ormai superate per migliorare le nostre città».

 

Il Gazzettino di Treviso,  28 settembre 2002

Volontari e studenti insieme puliscono l'isola del Musestre

Roncade

Anche Roncade ha aderito a un'iniziativa ecologica e oggi alle 8.30 circa 150 volontari, insieme alle scuole del paese, parteciperanno a "Roncade pulisce il mondo", patrocinato dall'amministrazione (e dall'assessore Eriberto Calgaro). Dopo aver lavorato per qualche ora per pulire l'isola del Musestre, i volontari si riuniranno alle 12.30 per il pranzo.

 

La Tribuna di Treviso,  29 settembre 2002

Roncade. Nel 2003 scatta la raccolta differenziata
Gli alunni delle medie e i volontari hanno ripulito le piazze di quattro paesi

Samantha Cipolla

RONCADE. In centocinquanta, ieri mattina, hanno aderito all'iniziativa di Legambiente «Puliamo il mondo», che ha coinvolto numerose piazze di tutta Italia. Cento bambini di seconda media e cinquanta volontari della Protezione Civile e delle associazioni ambientaliste si sono ritrovati in piazza Primo Maggio e, divisi in squadre, hanno ripulito il centro di Roncade, di Musestre e di Biancade da cartacce, lattine e spazzatura. Legambiente ha fornito guanti e cappellini, mentre molti genitori assistevano in disparte e qualche anziano presente chiedeva informazioni. Non è mancata l'occasione per porre l'accento sulle nuove problematiche ecologiche e sulla raccolta differenziata: «L'iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i più piccoli nell'educazione all'ambiente, per capire che anche il rifiuto ha un valore se riciclato - spiega l'assessore all'ambiente Eriberto Calgaro - Serve anche per gli adulti, che capiscono questo messaggio guardando i loro figli. Dell'atteggiamento dei cittadini, l'amministrazione comunale non può che essere soddisfatta: in soli 10 anni abbiamo raggiunto il 60% di materiale riciclato, nel 2003 inizieremo la raccolta differenziata spinta ed il trend aumenterà di un ulteriore 10%. E' un esempio verso quei comuni, grandi e piccoli, che non hanno ancora organizzato questo servizio, un servizio che ogni cittadino si aspetta». La manifestazione si è conclusa a mezzogiorno sull'isolotto del Musestre con una piccola festa ecologica, ma gli organizzatori pensano già a qualche novità per il prossimo anno: una manifestazione collaterale per i bambini di quinta elementare, con una raccolta di rifiuti circoscritta in prossimità delle scuole elementari.

 

La Tribuna di Treviso,  29 settembre 2002

RONCADE
In Consiglio la variante al Prg

s.c.

RONCADE. Domani alle 20, riprenderanno i lavori del consiglio comunale di Roncade.
Sarà una seduta dedicata soprattutto al miglioramento di nuove infrastrutture pubbliche. Al primo punto sarà discussa la variante al Prg per l'ampliamento del campo sportivo di Campocroce. Successivamente si discuterà sul ripristino dell'area esterna intorno alla chiesa della Parrocchia di Vallio, che deve essere ridefinita con un'area verde attrezzata, un campo sportivo ed un parcheggio.
A seguire l'approvazione della variazione di bilancio con il contributo di 100 milioni delle vecchie lire del Comune verso la Parrocchia di Vallio.

 

Il Gazzettino di Treviso,  29 settembre 2002

RONCADE Sporcizia e incuria

Il centro è degradato lettera dei negozianti

«I manifesti affiggeteli in municipio»

Roncade

La polizia municipale sotto organico non ce la fa a seguire le cose meno urgenti, anche se le contravvenzioni non verbalizzate sono un mancato introito per le casse comunali. I cittadini, stanchi di passare accanto a muri sporchi, verde incolto, edifici del centro fatiscenti, marciapiedi sconnessi e pericolosi, hanno l'impressione che la Giunta preferisca le opere più impegnative e appriscenti rispetto a quelle di ordinaria manutenzione. Così i commercianti, dopo ripetute iniziative individuali, in questi giorni sono impegnati a stilare una lettera di protesta nei confrotni del sindaco Ivano sartor per denunciare il degrado del centro con i muri regolarmente imbrattati da manifesti in palese zona di divieto di affissione.

La bacheca messa a disposizione per gli annunci è sparita da qualche mese, dopo i lavori di rifacimento dele aiuole di Piazza 1. Maggio e i manifesti goliardici dei laureati compaiono irrispettosamente accanto alle epigrafi. E da poco ha fatto la sua comparsa anche un avviso ironico:"Per le affissioni sono disponibili le pareti del municipio"; un'altra delle iniziative dei commercianti esasperati. Già all'inizio dell'anno si erano rivolti al sindaco il quale aveva però suggerito loro di sostenere le spese necessarie alla pulizia e di presentare successivamente il conto al Comune che li avrevve rimborsati. Una presa in giro, ssecondo i negozianti, che ora sono decisi a farsi ascoltare.