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| Ottobre 2002 |
La Tribuna di Treviso, 2 ottobre 2002Roncade. Polemica
in consiglio comunale
Pista ciclabile per Vallio approvato il finanziamento
Samantha Cipolla
RONCADE. E' stata approvata
la variante di 436.381 euro al bilancio per finanziare la pista ciclabile che collegherà
il centro di Roncade con Vallio. Il Comune ha firmato una convenzione con la Sile Piave
che prevede la costruzione della pista ciclabile e una nuova rete fognaria: la Sile si
sobbarca le spese per la fognatura, al Comune resta da finanziare il costo del
collegamento della nuova rete viaria. «Il progetto comporterà l'allargamento della
strada e richiederà la consulenza di esperti e del gruppo forestale. Mi dispiace che
questo punto all'ordine del giorno non sia passato all'unanimità: l'amministrazione si
impegna a risolvere le necessità dei cittadini di Vallio, che si trovano isolati».
A quanto sembra le minoranze non sono contrarie al progetto, ma lamentano una scarsa
chiarezza da parte della maggioranza. «Effettivamente la pista ciclabile è essenziale -
spiegano Renato Pravato e Daniele Bassetto, capigruppo di Roncade Domani e di Iniziativa
Civica - Tuttavia non approviamo né bocciamo questo progetto perché non l'abbiamo
visto». Durante le comunicazioni in apertura di seduta, non sono mancate prese di
posizione sulla convenzione tra il Comune di Roncade e la Fondazione Cassamarca, riguardo
la concessione dell'azienda agricola di Ca' Tron, che ospiterà il Centro Studi sulla
Civiltà Agricola del Veneto: «Ho segnalato un possibile
conflitto di interessi tra il sindaco Ivano Sartor, che ha collaborato come storico a Ca'
Spineda - continua Pravato - Credo opportuno che Sartor in futuro si astenga dalle
votazioni».
«Ho consultato il mio legale - dice Sartor - esisterebbe incompatibilità se io fossi un
dirigente della Fondazione, cosa che non è vera. Sto valutando di denunciare chi getta
fango gratuitamente su un programma che ha portato solo benefici al Comune». |
| Il Gazzettino di Treviso, 3 ottobre 2002
Cerd, il Tar dà ragione al
Comune
Roncade
(A.V.) - Con una sentenza depositata il 19
settembre scorso e trasmessa all'amministrazione comunale di Roncade, il Tribunale
Amministrativo Regionale (Tar) ha respinto il ricorso contro la realizzazione del Cerd
nella zona industriale presentato da una decina di artigiani locali. La preoccupazione dei
ricorrenti riguardava il disturbo e l'impatto negativo che un impianto simile adiacente le
attività commerciali avrebbe potuto creare. "Non solo non reca disturbo - fa notare
il sindaco Ivano Sartor - ma ha contribuito a migliorare l'aspetto della zona, poiché ora
l'arca si presenta ben curata e mantenuta mentre in precedenza era abbandonata a se
stessa".
Il Tar aveva già negato la sospensiva del
procedimento amministrativo che avrebbe impedito al Comune di progettare, realizzare e far
funzionare l'impianto per la raccolta differenziata dei rifiuti, così sindaco e
maggioranza hanno potuto nel frattempo inaugurare il Centro. Prima di respingere il
ricorso, il Tar Veneto è entrato nel merito sia della correttezza degli atti assunti dal
Comune, sia sulla competenza professionale del geometra progettista.
"Di una sola cosa sono dispiaciuto -
dichiara Sartor - e cioè che quei cittadini poco esemplari che hanno pilotato
politicamente gli artigiani roncadesi abbiano costretto l'amministrazione ad affrontare
spese che poi ricadono su tutti i contribuenti per difendere una scelta amministrativa
giusta e valida". |
| La Tribuna di Treviso, 3 ottobre 2002
Roncade, isola ecologica
Il Tar boccia il
ricorso degli artigiani
RONCADE. Il Tar dà ragione al Comune sulle opere pubbliche, contestate da un consistente
numero di artigiani con attività nell'area produttiva collocata lungo la Treviso-Mare. In
dieci avevano fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il provvedimento
del Comune per la costruzione del centro per la raccolta differenziata dei rifiuti (cerd)
nell'area comunale all'interno della zona artigianale. Subito il Tar ha negato ai
ricorrenti la sospensiva, che avrebbe bloccato tutto in attesa del giudizio. Il Comune ha
così progettato, appaltato, realizzato e inaugurato l'area attrezzata per la raccolta
differenziata. A chiudere la vicenda è intervenuta la sentenza depositata il 19 settembre
scorso. Il tribunale amministrativo è entrato nel merito sia della correttezza degli atti
assunti dal Comune sia sulla competenza professionale del geometra progettista,
respingendo il ricorso proposto. «Siamo soddisfatti per il risultato conseguito - si
commenta in Comune- Conferma quanto era evidente sin dagli inizi di questa vicenda, che ha
visto gli artigiani agire più sulla scorta di pregiudizi e "pilotaggi" politici
esterni alle loro attività, che sulla base di fondati motivi. Siamo dispiaciuti che siano
stati spesi invano soldi dei contribuenti per difendere una scelta giusta e valida». |
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La
Tribuna di Treviso, 6 ottobre 2002
Roncade. Commercianti e artigiani
Scompare l'Acer.
Troppe divisioni nell'associazione
g.m.
RONCADE. Scompare l'Acer, l'associazione degli artigiani, commercianti ed esercenti del
centro storico di Roncade. Lo scioglimento è stato deciso dagli stessi soci, dopo la
constatazione che l'associazione ormai divisa in due in due «anime» che non riuscivano a
trovare un'intesa. Da una parte i commercianti che guardavano all'associazione come
organizzatrice di attività promozionali, dall'altra chi voleva usarla come strumento di
contrapposizione all'amministrazione comunale, che ha sempre mostrato scarso interesse
verso l'Acer. Qualcun altro sostiene, invece, che l'associazione «è morta d'inedia».
«Sia chiaro che non abbiamo chiuso in guerra - puntualizza il presidente Gian Antonio
Grosso, che era già dimissionario - ma semplicemente perché abbiamo preso atto
dell'impossibilità di prendere decisioni sulle attività da svolgere e che l'associazione
aveva esaurito gli obiettivi per i quali era nata. L'Acer voleva essere apartitica ed
apolitica e non svolgere un ruolo di rappresentanza sindacale, ma operare a beneficio
della cittadinanza, per promuovere iniziative utili a vivacizzare la vita roncadese e
creare opportunità per gli operatori economici. Invece è rimasta vittima della
politicizzazione del confronto fra commercianti e amministrazione comunale in atto a
Roncade».
I toni dell'ormai ex presidente sono concilianti, ma è chiaro che la vicenda scatenerà
molte polemiche, parlando con i protagonisti, dentro e fuori l'Acer, appare evidente che
l'associazione ha pagato con l'isolamento e la conseguente chiusura, la scelta di non
schierarsi pro o contro chi governa il Comune.
«La decisione dell'autoscioglimento - dice Grosso - è anche un atto di protesta nei
confronti dell'amministrazione comunale, che non ha colto ciò di positivo che l'Acer
avrebbe potuto darle. Purtroppo il ragionamento del sindaco e degli assessori è stato: se
non sei con noi, allora sei contro di noi».
Ma c'è un numeroso gruppo di commercianti che rimprovera all'associazione una scarsa
azione di critica dell'amministrazione comunale, ad esempio per lo stato di degrado del
centro storico e l'organizzazione dei parcheggi. Ma all'Acer vengono contestati anche i
pareri favorevoli «senza consultare gli associati» su alcune iniziative
dell'amministrazione comunale riguardanti alcune modifiche alle norme comunali sul
commercio e la realizzazione dell'insediamento commerciale-artigianale sulla Treviso Mare.
Questi commercianti descricono dell'Acer come un'associazione «priva di contatto tra
direttivo e commercianti, alla quale non c'era nessun motivo per aderire e che si occupava
solo delle luminarie di Natale».
Di fronte ad idee così diverse Gian Antonio Grosso ha fatto una scelta precisa
«prendiamoci un periodo di vuoto creativo e ritroviamoci quando potrà nascere qualcosa
con degli obiettivi più precisi». |
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La
Tribuna di Treviso, 8 ottobre 2002
Muore ad un anno
dall'incidente in auto
RONCADE. Dall'incidente, e dalle gravissime lesioni, non si era più ripreso. E' spirato
sabato, dopo 11 mesi, minato nel fisico e nelle reistenza. Angelo Geromel, residente a
Roncade in via San Rocco 129, era un allevatore. Aveva 78 anni.
L'incidente era accaduto il 19 novembre del 2001. Una fuoriscita di strada autonoma,
secondo il verbale della polizia stradale che aveva compiuto i rilievi di legge. Geromel
era a bordo della sua auto, quando ne aveve aperso il controllo: gli agenti della
Polstrada non avevano escluso nemmeno un malore dell'uomo. Le sue condizioni erano apparse
subito gravi: trasportato dal Suem all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, era stato
ricoverato in Rianimazione, poi trasferito nel reparto di Neurologia, infine in
Lungodegenza, dove sabato il suo cuore ha cessato di battere.
Vasto il cordoglio nella comunità roncadese. Pochi mesi prima dell'incidente, Angelo
aveva infatti perduto la moglie: un perdita che lo aveva profondamente colpito.
Geromel lascia il figlio Rinaldo, che attualmente gestisce l'allevamento. Per i funerali
si attende il nullaosta dell'autorità giudizaria. |
| Il Gazzettino di Treviso, 8 ottobre 2002
RONCADE Angelo Geromel aveva 78
anni ed era stato ricoverato lanno scorso
Muore 11 mesi dopo l'incidente
Un settantottenne di Ronace
è morto sabato scorso all'ospedale di Treviso, dove era stato ricoverato 11 mesi fa dopo
un incidente stradale. La vittima si chiama Angelo Geromel e abitava in via San Rocco 129.
L'incidente (che era stato rilevato dalla
Polizia stradale) era avvenuto il 19 novembre dell'anno scorso e, all'apparenza, non
sembrava particolarmente grave. Geromel era stato comunque portato nel reparto di
Neurologia e, da lì, era stato poi trasferito in quello di Lungodegenza. Ma non si è mai
ripreso dai traumi subìti e sabato scorso è spirato. |
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La
Tribuna di Treviso, 9 ottobre 2002
Roncade invasa dalle pantegane
La demolizione dell'ex Consorzio agrario ha provocato la fuga dei ratti verso il centro
Allarme in via Roma Bambini a rischio tenuti in casa
Giorgio Marcoleoni
RONCADE. Tra gli abitanti del centro storico di Roncade aumentano le preoccupazioni e i
disagi provocati dalla presenza di topi, anche di grosse dimensioni, che si aggirano
soprattutto nella zona compresa tra il Musestre e via Roma. I roditori hanno fatto la loro
comparsa dopo l'inizio dei lavori di recupero dell'area dell'ex Consorzio agrario. La
demolizione degli edifici, fatiscenti e abbandonati ha infatti provocato la fuga dei
ratti, che si sono dispersi nella zona circostante. I cittadini chiedono che Comune e Usl
provvedano a un intervento di bonifica e derattizzazione.
«I topi, di dimensioni tutt'altro che trascurabili, salgono dal Musestre e arrivano nei
giardini che si trovano sul retro delle abitazioni - spiega un commerciante con casa e
negozio lungo via Roma - praticamente è impossibile mandare i bambini a giocare
all'aperto, perché c'è il pericolo che vengano attaccati da qualche topo, oppure entrino
a contatto con oggetti o acqua infetti e possano contrarre qualche malattia, ma anche per
gli adulti un incontro ravvicinato con una pantegana non è piacevole. Quello che ci
sorprende è che, nonostante le segnalazioni, non abbiamo ancora visto nessun intervento
di derattizzazione». Gli abitanti sono preoccupati anche per il rischio che i roditori,
con l'arrivo dell'inverno e quindi la difficoltà di trovare cibo, si facciano ancora più
intraprendenti e cerchino di entrare nelle abitazioni. Se poi dovessero riuscire anche a
crearsi nuove tane all'interno degli edifici, debellare il problema diventerebbe ancora
più difficile. Alcuni cittadini raccontano che i topi sono talmente aggressivi da aver
creato non pochi problemi anche agli operai impegnati nei lavori di demolizione dell'ex
Consorzio agrario.
«Non mi occupo di pantegane - replica il sindaco di Roncade Ivano Sartor - e non ho avuto
segnalazioni di questo problema specifico, comunque se c'è il problema saranno gli uffici
competenti ad avviare le procedure necessarie per la bonifica. Indubbiamente gli edifici
dell'ex Consorzio agrario erano una topaia, quindi non mi meraviglio che ci siano i ratti,
vorrà dire che la ditta impegnata nel progetto provvederà anche all'opera di
derattizzazione. Posso assicurare - conclude il primo cittadino - che al posto dell'ex
Consorzio agrario sorgerà la più bella area residenziale di Roncade e certamente non ci
saranno più topi».
A Roncade la comparsa dei topi non è comunque una novità. Qualche mese fa il problema
era stato segnalato nella zona di via Rossi, a Biancade, a causa dello stato di abbandono
di un'area non ancora edificata. I roditori rappresentavano un pericolo per i bambini che
frequentavano l'area verde situata nelle vicinanze. In quel caso il problema fu risolto
con un intervento di pulizia e derattizzazione della zona, cosa che in via Roma non è
ancora avvenuta. |
| La Tribuna di Treviso, 10 ottobre 2002
CIRCOLO «FEDERICO
OZANAM»
Gianna Zanotto
riceve il premio 2002
RONCADE. E' Gianna Zanotto, 76 anni il prossimo 28 dicembre, la vincitrice del sesto
premio «Federico Ozanam», fondatore della San Vincenzo. Le sarà consegnato domenica al
termine della messa, celebrata alle 10.30 nella chiesa di Musestre. La signora Gianna ha
sempre donato il suo tempo in silenzio. «Quando le ho comunicato che il collegio dei
Probiviri aveva indicato il suo nome per l'assegnazione del premio - racconta Silvana Zago
Sartor, presidente del Circolo Federico Ozanam - lei si è fatta ancora più piccola e
quasi timorosa». E' stata presidente dell'associazione cattolica per dodici anni.
Donatrice di sangue dal 1967, ha ricevuto dall'Avis la medaglia d'oro. Ora il suo
volontariato si concentra nell'attività per la San Vincenzo. Il mercoledì pomeriggio non
manca mai all'appuntamento con il laboratorio del circolo Ozanam, dove nascono i lavori
venduti per sostenere i poveri. |
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Il
Gazzettino di Treviso, 10 ottobre 2002
IL CASO
Sartor invita a spostare
l'Ombralonga «È il giorno in cui Longhin sarà beato»
Un appello del sindaco di Roncade
Ivano Sartor agli organizzatori di "Ombralonga": "Spostate la data di
quella manifestazione, con la sua carica di volgarità che lascia la città ogni anno in
uno stato di indecorosa sporcizia". Il motivo della lettera pervenuta in redazione si
sintetizza nella concomitanza di quella che si può definire la sagra della bevuta
trevigiana con la beatificazione del vescovo di Treviso mons. Andrea Giacinto Longhin.
Monsignor Longhin rappresenta una fase storica eccezionale della vita della città:
"Unica autorità a rimanere al suo posto dopo Caporetto a reggere le sorti della
città, è stato il vescovo più decorato d'Italia - ricorda Sartor nella lettera
indignata pervenuta in redazione - e il suo lungo episcopato ha plasmato il carattere dei
trevigiani". La cerimonia sarà ripresa in diretta dal Vaticano e Giovanni Paolo II
in persona proclamerà Beato mons. Longhin. Succulenta invece, secondo Sartor, la notizia
di Ombralonga, che "dopo i brutti precedenti di agosto con la stampa nazionale e
internazionale che si occupò delle stupidaggini tipo 'Razza Piave' e del razzismo di
qualche minoranza trevigiana si preseterebbe ad un interesse morboso e canzonatorio da
parte dei mezzi d'informazione.
Aldina Vincenzi |
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Il
Gazzettino di Treviso, 11 ottobre 2002
Pista ciclopedonale fino a
Vallio
Roncade
(A.V.) Con l'astensione delle minoranze,
biasimata dal sindaco Ivano Sartor ma giustificata da una spesa non sufficientemente
dettagliata, è stata ratificata la variazione d'urgenza al bilancio relativa
all'adeguamento dei costi previsti per la realizzazione dell'attesa pista ciclopedonale
che collegherà Roncade alla frazione di Vallio.
A fine settembre è stato siglato
l'accordo di programma tra il Comune di Roncade e l'Azienda Servizi Pubblici Sile Piave
Spa per la realizzazione di una condotta fognaria e di una pista ciclabile tra, appunto,
Vallio e Roncade che comporterà una spesa totale di 1.582.315 euro, 436.381 delle quali a
carico del Comune, pari al costo dell'opera viaria.
Accordo che prevede l'impegno della Sile
Piave a realizzare entro il 2003 sia la nuova condotta fognaria che la pista
ciclopedonale, all'interno del progetto a più ampio respiro comprendente l'eliminazione
dell'impianto di depurazione di Roncade e il collegamento della condotta fognaria al
depuratore di Quarto d'Altino. Anche se l'argomento non sarebbe rientrato nella
discussione del consiglio comunale, i portavoce dei gruppi Roncade Domani e Iniziativa
Civica (Renato Pravato e Daniele Bassetto) hanno voluto sottolineare l'esiguità di
notizie giunte loro sui particolari tecnici di realizzazione dell'opera: come verranno
risolti i problemi dello scolo delle acque e della contropendenza? Inoltre, una casa a
ridosso della strada intralcerà i lavori; ma non si sa ancora se verrà demolita o meno. |
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Il
Gazzettino di Treviso, 13 ottobre 2002
A Gianna Zanotto il premio
Ozanam
Roncade
Alle 12, alla mensa delle scuole medie di
Roncade , verrà consegnato oggi il sesto premio "Federico Ozanam", istituito
dalla società di San Vincenzo De Paoli per onorare la memoria del suo fondatore e per
dare un riconoscimento a persone meritevoli del territorio.
Quest´anno il premio andrà a Gianna
Zanotto, membro della conosciutissima famiglia che nel 1922 ha rilevato il mulino locale.
Alla signora Gianna vengono riconosciuti l´impegno costante nell´ambito della San
Vincenzo e la continua disposizione verso il prossimo. Presidente dell'associazione
cattolica roncade se per 12 anni, viene nominata dall´allora parroco don Carlo Artuso
incaricata parrocchiale per il segretariato malati, carica che detiene tuttora. Donatrice
Avis (medaglia d´oro), socia Aido, membro del laboratorio del Circolo Ozanam, Gianna
Zanotto conquista col suo sorriso e la sua semplicità.
Oggi verrà anche consegnata la 5. borsa
di studio "Federico Ozanam" a Chiara De Santis, studentessa modello piena di
promesse. Chiara sta ora frequentando il liceo scientifico e nel suo futuro ci sarà
probabilmente una laurea in veterinaria. L´associazione intende premiarla dopo l´ottimo
risultato conseguito alle medie.
Dopo la premiazione si svolgerà il pranzo
sociale, in una giornata che promuoverà inoltre il memorial ad un illustre e benemerito
cittadino roncade se: il dottor Agostino Ziliotto, scomparso nel 1994.
Aldina Vincenzi |
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Il
Gazzettino di Treviso, 15 ottobre 2002
RONCADE Il fatto è accaduto ieri
mattina: luomo è stato denunciato ai carabinieri dal proprietario dellanimale
Uccide a fucilate il cane del
vicino
Ma chi ha sparato afferma di
aver premuto il grilletto perchè impaurito dalla bestia
Roncade
Ha eliminato il cane del vicino,
sparandogli contro una fucilata. È quanto avvenuto ieri mattina a Roncade, e l'episodio,
ora, è al vaglio dei carabinieri. A denunciare il fatto, è stato il proprietario del
cane, un rottweiler, che ora intende rivalersi su chi ha sparato. A premere il grilletto,
sarebbe stato un vicino, un 46enne, già identificato dai militari dell'Arma della
Stazione di Roncade, e sul quale si stanno valutando eventuali provvedimenti di natura
giudiziaria.
Secondo la denuncia presentata dal
proprietario del cane, il vicino avrebbe sparato senza alcun motivo: diversa, invece, la
tesi sostenuta dal denunciato, che avrebbe giustificato il suo gesto in quanto il
rottweiler avrebbe più volte e ripetutamente "sconfinato", temendo quella
presenza inquietante, spingendolo, ieri mattina, a porre fine a continui dissidi. I
carabinieri, comunque, avrebbero già appurato che, in effetti, il 46enne ha
effettivamente sparato al cane, uccidendolo, utilizzando un fucile da caccia che sarebbe
risultato regolarmente denunciato da padre, intestatario dell'arma. Resta dunque da
definire se, chi ha premuto il grilletto, potesse usare quel fucile, nel qual caso si
ipotizzerebbe anche il porto abusivo di arma e l'accensione ed esplosione pericolosa. |
| La Tribuna di Treviso, 15 ottobre 2002
RONCADE
Uccide il
rottweiler del vicino
Il padrone lo denuncia ai Cc
m.b.
RONCADE. Uccide il rottvelier del vicino a fucilate: il padrone sporge denuncia ai
carabinieri. E' successo ieri pomeriggio a Roncade. Non si sa ancora quale molla sia
potuta scattare nella mente di chi ha deciso di imbracciare il fucile contro il cane.
Paura? Rabbia? Vecchie ruggini tra «umani» mai risolte? L'uomo che ieri pomeriggio ha
sporto querela ai militari dell'Arma, non ha dubbi. E' stato il vicino di casa ad
imbracciare il fucile da caccia del padre, regolarmente denunciato, e ad esplodere quei
colpi che hanno ucciso l'animale sul colpo. Ora sul vicino pende una denuncia, oltre che
per l'uccisione del cane, anche per esplosione di colpi d'arma da fuoco.
Un fatto è certo: i rapporti di vicinato lungo quella strada di Roncade, sono tutt'altro
che distesi. Stando alla prima ricostruzione dei fatti, il grosso esemplare di rottvelier
si sarebbe sottratto alla sorveglianza dei padroni, come era accaduto anche altre volte,
finendo per sconfinare all'interno della proprietà vicina. Mai fosse successo.
Il vicino sarebbe montato su tutte le furie, decidendo infine di mettere in atto le
minacce tante volte ventilate. Alla vista del cane, che non avrebbe aggredito nessuno,
l'uomo sarebbe rientrato in casa, avrebbe imbracciato il fucile da caccia del padre e
avrebbe esploso i colpi mortali. Sull'amara vicenda, destinata a dividere gli animi,
stanno indagando i carabinieri di Roncade che dovranno sentire le parti e gli eventuali
testimoni. |
|
La
Tribuna di Treviso, 15 ottobre 2002
L'aggiornamento dei dipendenti con le trattenute della
busta paga
Samantha Cipolla
RONCADE. Corsi di aggiornamento sulla comunicazione e la didattica finanziati con le
trattenute dell'1% dalle buste paga dei dipendenti. E' l'iniziativa della giunta di Ivano
Sartor, che ha organizzato un corso per nove dipendenti comunali di Roncade e per quattro
di Casier e Silea, finalizzato ad una miglior integrazione interpersonale e ad una più
efficace comunicazione nel contesto professionale.
«Ogni anno, l'amministrazione di Roncade organizza corsi di aggiornamento dalle finalità
più diverse - spiega Giorgia Biasiotto, referente per gli affari generali ed il settore
finanziario - In alcuni casi sono gestiti dai fondi stanziati dalla CeE, in situazioni
come questa, da auto finanziamenti ricavati da detrazioni dell'1% dalle buste paga dei
dipendenti comunali. Se un anno un corso di aggiornamento è a costo zero, le risorse
finanziarie vengono riutilizzate per l'aggiornamento dell'anno successivo».
Il corso del 2001 verteva sulla sicurezza in ufficio e sulla legge 626 del '94; questa
volta riguarda le problematiche di relazione e
comunicazione tra colleghi e tra dipendenti ed utenti esterni.
Il corso è suddiviso in tre sezioni con cinque incontri di otto ore ciascuno in orario
d'ufficio, sarà gestito dallo psicologo Paolo Fabbri della Leading di Verona.
Il primo incontro del 16 ottobre verterà sul front line: destinato al personale impegnato
in settori a contatto con il pubblico, servirà a migliorarne l'approccio e ad
approfondire le implicazioni del proprio ruolo.
Il secondo incontro sulla comunicazione interpersonale del 29 ottobre e del 12 novembre
servirà a capire le esigenze di tecnici e collaboratori per acquisire consapevolezza
delle tempistiche in ufficio. Il terzo incontro sul gruppo lavoro spiegherà le dinamiche
interne ad ogni gruppo secondo l'ottica dell'amministrazione-azienda.
«A fine ottobre esce un altro bando della comunità europea - prosegue il vicesindaco
Tarcisio Rigato - cercheremo quindi di acquisire ulteriori fondi, perché molto spesso non
basta l'aggiornamento ma serve una conoscenza profonda delle normative che cambiano troppo
spesso». |
| La Tribuna di Treviso, 16 ottobre
2002
Gli uccidono il cane e lo
minacciano
Biancade: vittima della
disavventura l'imprenditore Luciano Lucatello
m.b.
RONCADE. Ha ammazzato il rottweiler di Luciano Lucatello con un colpo di fucile sparato a
bruciapelo. Poi ha minacciato di morte lo stesso imprenditore biancadese, titolare della
Reflex, che aveva cercato di ottenere una spiegazione su quel gesto tanto efferato: «Se
non mi lasci in pace vengo a casa tua e ti sparo». Sul quarantenne di Biancade che
domenica pomeriggio ha freddato Uk, il cucciolo di rottweiler dei Lucatello, pende quindi
anche una denuncia per minacce, oltre a quella per l'uccisione dell'animale e per
l'esplosione di colpi d'arma da fuoco. La famiglia Lucatello non sa darsi pace per quel
gesto così crudele nei confronti di un animale per nulla aggressivo e ancora cucciolo. Il
fattaccio si è verificato domenica nel primo pomeriggio. Nessuna bega tra vicini, quindi,
all'origine delle fucilate mortali. I Lucatello, appena usciti dalla loro proprietà per
raggiungere degli amici, non si erano accorti che dal cancello erano svicolati Uk, il
cucciolo di 11 mesi, e un'esemplare di femmina adulta della stessa razza. Mentre la
femmina era subito tornata indietro, il cucciolo era andato in giro per la frazione, fino
a raggiungere la casa che ha segnato la sua fine. Stando alla ricostruzione di alcuni
testimoni, il cane sarebbe entrato nella proprietà, ma poi ne sarebbe uscito. L'uomo che
l'ha ucciso pare si sia intestardito nel suo proposito, decidendo di andare a prendere
l'arma da caccia fino a Silea. I Lucatello avrebbero già subito l'uccisione di tre daini
nella loro proprietà. Non si sa se si tratti della stessa mano? |
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Il
Gazzettino di Treviso, 16 ottobre 2002
«Non aveva aggredito nessuno
Il cane è stato ucciso per crudeltà»
Roncade
«Non è vero che ha cercato di
difendersi, ha letteralmente freddato il mio rottweiler». Il proprietario del cane ucciso
l'altro ieri, un noto industriale di Biancade, è arrabbiato e addolorato per quello che
è avvenuto a pochi metri dalla sua proprietà. Rabbia e dolore che lo hanno indotto a
denunciare per minacce gravi e maltrattamenti di animali G.B., un 46enne vicino di casa:
«Dopo aver ucciso quell'animale che non gli aveva fatto nulla, invece di pentirsi o di
chiedermi scusa è venuto da me e mi ha detto che mi avrebbe ammazzato» ha detto il
proprietario del cane. «È stato - afferma - solo un gesto di crudeltà, il cane non
aveva aggredito nessuno».
Ma fra voi c'erano già stati screzi?
«No, era uno che già in passato aveva ucciso animali e avevo deciso di non litigare con
lui, lo ignoravo. Quella mattina il suo cane si era comportato in maniera aggressiva?
«No, e lo dimostreremo prove alla mano alla magistratura. Il mio cane è stato ucciso con
un colpo a pochi centimetri di distanza, dopo che altri due erano andati a vuoto.
L'animale era soltanto spaventato, aveva cercato di fuggire ed è stato inseguito fin nel
terreno di proprietà di un altro vicino. È stato un gesto di violenza, di pura violenza
gratuita». |
| La Tribuna di Treviso, 16 ottobre
2002
L'infortunio ieri a
Roncade
Operaio ferito
RONCADE. Ha rischiato di perdere il braccio, incastrato nel macchinario per la raccolta
delle barbabietole. T.C, 40 anni di Taranto, è rimasto ferito ieri mattina mentre
lavorava all'Azienda agricola di via Pantiera, a Roncade. Ricoverato in Ortopdia, ne avrà
per due mesi. |
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Il
Gazzettino di Treviso, 18 ottobre 2002
Roncade
(m.f.) Un centinaio di gare per una delle
ultime passerelle stagionali. Nel fine settimana, a Roncade , con i campionati provinciali
giovanili, allargati agli allievi, si conclude l'annata trevigiana dell'atletica su pista.
In programma, una rassegna-fiume: due
giornate di gare, tra domani pomeriggio e domenica mattina, assegneranno gli ultimi titoli
individuali. Poi resterannno da attribuire solo gli allori di società, un calcolo
puramente aritmetico basato sui risultati siglati dai club nell'arco del 2002.
Ben 89 i titoli in palio nel week end. A
Roncade , però, ne verranno assegnati solo 85 (i marciatori gareggeranno domenica a
Vittorio in occasione della finale del trofeo "Turbian"), previsto un massiccio
afflusso di atleti: almeno un migliaio di presenze-gara, in rappresentanza di una ventina
di società.
Per esordienti ed allievi il campionato si
svolgerà in un'unica prova. Ragazzi e cadetti dovranno invece sommare il miglior
risultato della stagione a quello ottenuto nell'ultima gara: in pratica, i vincitori di
Roncade (e delle quattro gare di campionato in programma a Vittorio Veneto) non
coincideranno necessariamente con i destinatari dei titoli provinciali.
Domani le competizioni inizieranno alle
15.45; domenica replica dalle 9.20. Organizza la Nuova Atletica Roncade . |
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La
Tribuna di Treviso, 19 ottobre 2002
Macchina in fiamme, grave titolare
L'imprenditore della
Tornio Veneta di Roncade
è ricoverato al Centro Ustionati di Padova
di Samantha Cipolla
RONCADE. Grave incidente sul lavoro alla Tornio Veneta. Alle 8 di ieri Luciano Bacchion,
52 anni, uno dei titolari della ditta metalmeccanica, è stato raggiunto da una fiamma
sprigionatasi da una macchina. E' ricoverato al Centro Grandi Ustionati di Padova.
Bacchion stava lavorando a una macchina quando dalle stessa si sono sprigionate le fiamme.
Si è subito allontanato, ma il fuoco lo ha raggiunto alle gambe. Immediatamente soccorso
dagli operai e dall'altro titolare dell'azienda, è stato trasportato a Ca' Foncello, dove
gli sono state prestate le prime cure. I sanitari trevigiani hanno poi deciso il
trasferimento al reparto Grandi Ustionati di Padova. La diagnosi parla di ustioni agli
arti inferiori, alle mani e al volto. Lo sfortunato Luciano Bacchion ne avrà per quaranta
giorni, salvo complicazioni. Per lui inizierà poi un periodo lungo per la ricostruzione
dei tessuti danneggiati. Non è stato possibile reperire ulteriori informazioni
sull'incidente. La vita alla Tornio Veneta, dopo l'infortunio, è ripresa con i ritmi di
sempre anche se l'impressione per quanto accaduto è stata notevole. Rimangono degli
interrogativi a cui rispondere. La dinamica dell'incidente non è chiara. Il socio di
Luciano Bacchion è molto cauto e riservato. Non si sbilancia e si limita ad affermare che
è un banale incidente, che purtroppo ha avuto conseguenze gravi per l'amico e che è
stato causato da un guasto meccanico a una delle attrezzature dell'officina. E' il primo
incidente, di una certa importanza, avvenuto alla Tornio Veneta e proprio per questo
nessuno si spiega l'accaduto, visto che tutti i sistemi di sicurezza e le norme di
prevenzione sembrano rispettati dall'azienda e che Luciano Bacchion certamente è esperto
nel lavoro e conosce l'attrezzatura utilizzata. L'ipotesi più probabile sembra quella di
un corto circuito. Sul luogo dell'incidente non è stato richiesto l'intervento dei vigili
del fuoco: il principio d'incendio è stato immediatamente spento con prontezza dagli
operai, presenti al momento dell'infortunio. Non è stato coinvolto neppure lo Spisal di
Treviso. |
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Il
Gazzettino di Treviso, 19 ottobre 2002
Segnaletica contraddittoria,
cittadini a rischio
Roncade
Alcuni cittadini roncadesi lo hanno notato
da tempo, ma le diverse segnalazioni non sono state raccolte se non con verifiche e
giustificazioni a dir loro insoddisfacenti.
In pieno centro storico, nei pressi
dell'incrocio principale del paese, campeggia una apparentemente contraddittoria
segnaletica: all'inizio della pista ciclabile di via Vivaldi verso la periferia del centro
si nota un segnale d'obbligo che regola il percorso pedonale e ciclabile in modo promiscuo
e un segnale di divieto che permette il parcheggio sulla pista ciclabile solo in occasione
del tradizionale mercato del lunedì mattina e durante particolari manifestazioni in via
Roma. Il parcheggio, in queste occasioni, diviene perciò grave pericolo per i ciclisti,
che si ritrovano ad occupare la stretta carreggiata nello stesso senso di marcia delle
vetture, o per i pedoni che sono costretti ad attraversare se vogliono rispettare il
codice della strada. Pare però che il sindaco Ivano Sartor abbia già predisposto
l'eliminazione dell'inconveniente non appena realizzato il parcheggio nell'area dell'ex
consorzio.
Altra segnaletica bizzarra in via Tiziano
Vecellio, dove è consentito in giorni stabiliti il doppio senso di marcia nonostante la
larghezza della sede stradale non raggiunga i tre metri, con le macchine che possono
parcheggiare su ambo i lati. In quel punto, anche con la strada a senso unico, sorgono
spesso diverbi tra passanti e residenti per il poco spazio a disposizione.
"Noi però abbiamo il nostro numero
di cellulare (329/2506572) sempre attivo - ricorda il comandante della Polizia Municipale
di Roncade, Fabrizio Milanello - e nessuno ci ha mai chiamati per fatti del genere".
Restano alcuni particolari di una situazione viaria già critica, aggravata dalla scarsa
manutenzione della pavimentazione stradale.
Aldina Vincenzi |
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La
Tribuna di Treviso, 22 ottobre 2002
A Ca' Tron la ricerca sugli Ogm
Al via in primavera il
laboratorio di biotecnologie
per la coltivazione voluta dalla Fondazione Cassamarca
m.s
La ricerca sugli organismi geneticamente modificati fa capo a Ca' Tron. Il laboratorio di
biotecnolgie con serra per la coltivazione di piante ogm, sarà pronto nella tenuta di
Fondazione Cassamarca, in primavera. Intanto il progetto avviato con l'Icgeb (il centro
internazionale per la genetica e le biotecnologie) e l'università di Trieste, è stato
presentato all'Onu. Si attende solo la definizione dei protocolli che faranno di Ca' Tron
un punto di riferimento internazionale.
Dino De Poli, presidente di Fondazione Cassamarca, ha celebrato ieri l'inaugurazione
ufficiale dei master-campus, al complesso degli Armeni, un tempo cuore dell'azienda
agricola dell'ospedale di Treviso, ribadendo i traguardi della sua «invenzione» tutta
dedicata al rilancio dell'agricoltura. Al complesso degli Armeni si materializza il suo
sogno: offrire accoglienza nel cuore della campagna trevigiana a studiosi e ricercatori di
provenienza internazionale. Quelle che un tempo erano la casa dei cacciatori e le
barchesse con i canili, sono ora diventate la sede di Ca'Tron spa (presieduta da Enzo
Lorenzon), una sala da 80 posti, camere e locali per l'accoglienza. Altre camere per un
totale di 37 (e 80 posti letto) sono ricavate nelle ex stalle dietro la casa. A lato, nei
silos sono in costruzione altri locali studio e un edificio per la cucina e la sala da
pranzo. Il residence di De Poli prende forma, e il presidente lo presenta con orgoglio in
una sala gremita da quasi 200 invitati, spediti poi in pullman a visitare gli altri tesori
della tenuta, pianificata dal braccio tecnico della Fondazione Semenzato e dall'architetto
Paolo Portoghesi. Villa Annia con due aule, soggiorno intorno al caminetto, 17 camere (per
un totale di 31 posti letto) si affaccia sul Sile, all'estremità della tenuta, dove gli
archeologi hanno individuato il ponte romano dell'antica via che portava a Quarto
D'Altino. Poco distante, a Casa Quaranta, è in costruzione il centro internazionale di
archeologia e analisi territoriale, che ha già riportato in luce parte dell'antica via
Annia. I laboratori di biotecnologia (il prototipo delle serre viene dal centro Enea e da
Dussendorlf), si preparano ad ospitare la ricerca più avanzata sulla modificazione
genetica. «Faremo un centro di ricerca e formazione genetica - ha annunciato ieri Decio
Ripandelli dell'Icgeb - lo scopo è mettere a disposizione tecnologie e sapere a chi deve
prendere decisioni nel settore». Perfezionati i contenitori, De Poli pensa ora ai
contenuti. «I master-campus sono una novità assoluta - ha spiegato ieri - rivolta ad
operatori e imprenditori internazionali, questo è l'unico luogo dove si può studiare e
abitare insieme». Lo sguardo di De Poli è già proteso ora alla nuova azienda con
allevamento di capre. Ad applaudire una scommessa così alta c'erano ieri tutti i
rapprensentanti della ricerca (università di Padova, Trieste, Udine). A fare gli onori di
casa anche il sindaco di Roncade Sartor. Tra gli invitati l'assessore regionale, Paduin, e
il sindaco di S.Biagio, Bin.
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Il
Gazzettino di Treviso, 23 ottobre 2002
Il Complesso degli Armeni
dotato di aula accoglienza, zona studio e lettura, cucina, sala pranzo e 80 posti letto
Coinvolto anche l'Onu
Agli incroci dei
vialetti interni, la segnaletica indica quanto sono distanti le principali università
mondiali. Si tratti della Stuttgard Universitat, della Lincoln University o del Bo' di
Padova, da Ca' Tron è difficile arrivarci a piedi. Ma il significato è chiaro: il grande
"mastercampus" della Fondazione Cassamarca si apre sul mondo. E da ieri è una
realtà operante. Dopo la benedizione del parroco, il presidente Dino De Poli e il sindaco
di Roncade Ivano Sartor hanno tagliato il nastro, dell'ingresso del Complesso degli
Armeni. Così, infatti, si chiama ora il nucleo storico dell'azienda. Al suo interno vi
sono aula accoglienza, zona studio, zona lettura, cucina, sala pranzo, 37 camere per un
totale di 80 posti letti. Il progetto è a firma di Portoghesi, e alla realizzazione dei
residence - uno è stato ricavato nelle vecchie stalle - ha collaborato l'architetto
trevigiano Giorgio Fantin. "Mastercampus - sottolinea il Presidentissimo - non è
solo un neologismo, e soprattutto un'intuizione. Prosegue il nostro itinerario e
rispettiamo tutti i tempi. Stiamo spendendo molto danaro, ma quando ci sono idee buone lo
si fa volentieri. Per quanto riguarda i master stiamo guardando a varie università: a
Trieste, a Udine. Non perdiamo mai d'occhio la realtà del Triveneto. Questi sforzi sono
indirizzati agli operatori dui vita: non solo studenti, ma anche imprenditori,
agricoltori, professionisti che hanno bisogno di aggiornarsi".
Ma tutto sembra in funzione planetaria. Di
Ca' Tron, come ha sottolineato il responsabile dell'Icgeb (l'agenzia internazionale per le
biotecnologie con sede a Trieste che presto disporrà di un centro di ricerca nella
tenuta) ne è già a conoscenza il segretario generale dell'Onu ed ha espresso già il suo
interesse per l'unicità delle iniziative che coagulerà. Iniziative che coinvolgeranno
tutti i 1080 ettari. Fresco di stesura, infatti, è il "masterplan" a firma del
professor Portoghesi e dell'ingegner Semenzato. Nel piano si intersecano diversi settori:
Foresta, Espositivo, Agricolo-zootecnico, Didattico, Ricerca, Archeologico, Turistico.
Tutti fusi in un'ica grande realtà tra il Vallio, il Musestre e il Sile. Uno spazio
immenso che ieri è stato visitato dagli ospiti - tra questi c'erano il senatore
Archiutti, l'assessore regionale Padoin, quello provinciale Lorenzon, rappresentanti di
vari atenei e fondazioni, i presidenti delle varie spa strumentali di Cassamarca - a bordo
di due pullman. Vicino al corso del Sile, si è concluso il restauro di Villa Annia: 2
aule, segreteria, accoglienza, zone studio e lettura, cucina e sala pranzo, 17 camere
doppie. E un grande portico di casa colonica che è già stato richiesto di poter usare
come aula estiva. Poco lontano, la zona archeologica e forse i resti dell'antico ponte
romano della via Annia.
Fabio Bruno |
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Il
Gazzettino di Treviso, 24 ottobre 2002
LA PROTESTA
I Verdi contro il
laboratorio di biotecnologie a Ca' Tron
Il gruppo consiliare dei Verdi in
Regione ha diffuso una nota in cui critica l'inaugurazione a Ca' Tron del primo
laboratorio di biotecnologie dove ci si prefigge di produrre in serra coltivazioni di
piante Ogm sviluppando un centro di ricerca e formazione genetica allo scopo di
"mettere a disposizione tecnologie e sapere a chi deve prendere decisioni nel
settore". Secondo i Verdi "l'intreccio di collaborazioni che già si intravedono
con la ricerca universitaria e quelle che spesso rimangono nell'ombra ma che, certo, non
mancano, con la rete distributiva di sementi per l'agricoltura monopolizzate dalle
multinazionali rappresenta un rischio fortissimo per agricoltori e consumatori
locali".I Verdi "denunciano i rischi che questa operazione nasconde dietro la
facciata scientifica e mediatica; denunciano i suoi costi inutili per la stessa Marca, per
uno sviluppo di qualità dei suoi prodotti tipici. Denunciano i rischi per la salute che
l'alimentazione basata sulle modificazioni genetiche porta con sé". "Ci
opporremo con tutte lo forze a questo progetto" dichiara Paride Danieli per i Verdi
di Treviso. "Invitiamo le associazioni di categoria e dei consumatori, le
associazioni ambientaliste a mobilitarsi con noi per denunciare questa pericolosa
operazione, per svelarne le mistificazioni". In sede regionale, fin da subito,
dichiara Gianfranco Bettin, consigliere regionale Verde, "ci attiveremo per chiedere
all'assessore competente come possa coniugarsi un impegno legislativo e finanziario a
favore di marchi tipici e DOC con tutto ciò". |
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La
Tribuna di Treviso, 26 ottobre 2002
Auditorium nella vecchia chiesa
Sinergia tra Fondazione
Cassamarca
Comune e Soprintendenza per S.Cipriano
RONCADE. Il progetto è già stato approvato dalla Soprintendenza del Veneto e ora attende
i finaziamenti del ministero dei beni culturali. Ma sono pronti a dare il proprio
contributo anche il Comune di Roncade e Fondazione Cassamarca. Finisce l'oblio della
chiesa di S.Cipriano, piccolo gioiello settecentesco, fino a cinquant'anni fa centro della
parrocchia (oggi dislocata sulla provinciale di Roncade). L'intervento giunge appena in
tempo per salvare l'edificio, poco discosto da via Trento Trieste, mentre il campanile è
minato da lunghe crepe e il tetto della navata dà chiari segni di cedimento. Oggi intorno
alla chiesa razzolano le galline e nel sottotetto nidificano i colombi, ma tra qualche
anno la chiesetta sarà un auditorium.
L'attenzione si è concentrata su S.Cipriano alcuni mesi fa, in seguito a un sopralluogo
della Soprintendenza. L'armoniosa composizione architettonica è piaciuta anche al
presidente della Fondazione Cassamarca Dino De Poli che ha subito stabilito un primo
contributo (sarà almeno di 100 milioni di vecchie lire) per il recupero della chiesetta e
la sua riapertura al pubblico come auditorium. L'edificio sorge infatti poco distante
della tenuta Ca' Tron, che De Poli sta trasformando in azienda agricola modello e in sede
di master-campus. «Possiamo contare nell' aiuto della Fondazione - spiega il sindaco
Ivano Sartor - c'è la possibilità che la chiesa, di proprietà della parrocchia, diventi
un contenitorecomunale da 200 posti, circa». Il complesso è stato sottoposto a un
recupero generale nel Settecento, che ha inciso profondamente nel suo aspetto, ma la sede
della parrocchia ha origini che si spingono fino al medioevo. Lo dimostra il basamento
romanico del campanile che risale al Duecento. I documenti sulla chiesa risalgono al 1325.
E' stata la sede della parrocchia di S.Cipriano, sulla quale gravavano anche gli abitanti
di Ca' Tron fino al dopoguerra, quando la parrocchia si è spostata in via Foscolo.
«Siamo fiduciosi in un intervento di recupero - commenta il parroco don Aquino Berno -
per anni abbiamo dovuto assistere impotenti alla rovina della chiesetta, non avevamo fondi
per un restauro». L'allarme era stato lanciato nel 1994, e ora l'aiuto arriva in
extremis, dopo un piccolo crollo nel quale, l'inverno scorso, è precipitata una parte
della navata centrale. La storia della chiesa è stata ricostruita dallo stesso sindaco
Sartor.Il primo rimaneggiamento della chiesa risale al 1493, con la demolizione del coro e
la sua ricostruzione. Gli attuali quattro altari di marmorisalgono al Seicento. Nel corso
del secolo successivo la chiesa è stata abbellita costruendo un nuovo altare dedicato
alla Madonna del Rosario che oggi è stata trasferito nella chiesa di S.Cipriano nuova.
All'inizio del'900 si intervenne trasportando gli altari laterali all'esterno della navata
in apposite cappelline, fece costruire il soffitto decorato con un affresco. Poco dopo,
nel 1926, si tentò un ampliamento che avrebbe sconvolto tutta la struttura ma la crisi
economica bloccò l'opera.
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