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  Ottobre 2000

 


 

Il Gazzettino di Treviso - 1 ottobre 2000

Vandali nel Parco dell'Isola Danneggiato il ponte di legno

Roncade

Vandalismi nel Parco dell'Isola sul Musestre.

Il ponte di legno è stato danneggiato l'altra notte da una trentina di giovani che si sono divertiti a spingere le sponde mettendone a dura prova l'elasticità per poi passarci sopra con i ciclomotori. I danni ammontano a circa 15 milioni.

E poteva ifnire male perchè sono stati divelti i tiranti, le bullonerie sono saltate: il ponte stava per cedere trascinando con sé il gruppo di irresponsabil impegnato nell'insensato gioco.

Poco dopo sono intervenuti i vigili urbani. Un ragazzo è stato fermato e contravvenzionato. Può essere un buon punto di partenza per le indagini, ora in mano ai carabinieri, sulla compagnia che pare sia dei dintorni di Roncade e abituale fraquentatrice della piazza locale.

«A Roncade la microcriminalità non esiste - afferma il sindaco Ivano Sartor - ma mi allarmano le cronache dei giorni scorsi. Qualche notte fa ragazzi con pochi scrupoli hanno divelto alcuni paletti dei giardini per usarli durante una lite tra coetanei di ritorno da una discoteca. A questo punto farò pattugliare le zone a rischio. In altre occasioni questa iniziativa si è rivelata un ottimo deterrente. Tra l'altro proprio quest'anno il parco dell'isola sul Musestre è stato arricchito da nuovi giochi, da una protezione sulle rive e il verde è stato curato più efficacemente».


 

Il Gazzettino di Treviso - 6 ottobre 2000

Arriva in paese la Nuova Menon

Monastier

La "Nuova Menon", azienda prestigiosa e storica di Roncade, si trasferirà a Monastier in un nuovo e più ampio stabilimento che sarà costruito nella zona industriale fra via Lombardia e via Vallio. Proprio per questo motivo, il consiglio comunale di Monastier ha approvato all'unanimità il piano di lottizzazione privata denominato "Nuova Menon", in zona industriale D2/3, con contestuale delimitazione dell'ambito di intervento.

Lo stabilimento sarà edificato nella zona adiacente a via Dell'Artigiano, in un'area ben dimensionata di circa 28.000 metri quadrati, lottizzata, in cui sono state individuate aree verdi, parcheggi e viabilità. L'area presenta possibilità di accesso anche da via Vallio.

Nella medesima seduta consiliare si è proceduto ad una nuova delimitazione degli ambiti di intervento delle zone residenziali di nuova formazione, C2/6 e C2/5, proprietà Martin-Marini. "La storia di questa nuova zona residenziale - ha ricordato l'assessore ai Lavori Pubblici, Giorgio Dussin - è stata caratterizzata da sostanziale immobilismo, a causa di difficili rapporti fra privati. Per questo l'amministrazione si è sentita in obbligo di intervenire per individuare un piano di lottizzazione nell'area Marini". L'ambito individuato è di circa 26.000 metri quadrati, suddiviso in due parti. La proposta è stata approvata all'unanimità.

Il consiglio ha quindi votato (la minoranza si è astenuta) alcune variazioni alle dotazioni del bilancio comunale 2000, che ha registrato - per pura questione di tesoreria - un incremento nelle entrate pari a 1 miliardo e 33 milioni di lire. La Regione Veneto, infatti, che ha concesso al Comune di Monastier un contributo sostanzioso per l'adeguamento ed allargamento delle rete fognaria, passa i soldi direttamente al Comune, il quale si fa poi carico di pagare le ditte cui sono stati appaltati i lavori di esecuzione.

Infine il consiglio, valutate le alternative possibili, ha deciso all'unanimità di rinnovare l'affidamento del servizio di tesoreria al Banco Ambrosiano Veneto - con cui collabora e lavora già dal 1995 - per altri cinque anni.

Federica Florian


 

Il Gazzettino di Treviso - 8 ottobre 2000

La mamma delle tre bimbe nate al Ca’ Foncello commenta orgogliosa il parto eccezionale e racconta di parenti che ebbero analoghe e felici esperienze. I medici assicurano: "Stanno tutte bene e mangiano"

Tutti gemelli, è una dote di famiglia

"Presto ce ne andremo da Roncade per vivere insieme a mio marito calciatore a Vercelli"

Nessuna cura ormonale, nessuna fecondazione artificiale: Giada, Samira e Denise Biasetto sono nate gemelle semplicemente per un evento fisiologico. E i medici dell'ospedale Ca' Foncello, nel reparto di Patologia neonatale che fa parte del Dipartimento pediatrico diretto dal professor Sergio. O. Saia, lo definiscono un fatto raro, in quanto naturale, non indotto cioè da agenti esterni.

Sono le figlie di Sandra Tomè, 31 anni, e Loris Biasetto, 26. Lei è casalinga, lui fa il calcialtore di professione e gioca nella squadra del Borgo Sesia in provincia di Vercelli, una compagine che milita nella C2.

"É un fattore ereditario - commenta soddisfatta la giovane mamma - La zia di mio marito, 19 anni fa, ebbe tre figli gemelli tutti maschi; e anche nella mia famiglia ci sono stati parti gemellari. Diciamo che ce l' aspettavamo, anzi eravamo quasi sicuri che ciò avvenisse"

"Sono nate il 4 ottobre alle 19, entro la trentaduesima settimana di gravidanza, diciamo al termine del settimo mese - spiega il dottor Visentin della Patologia neonatale - Un parto che non ha dato problemi. Le gemelle sostanzialmente hanno goduto da subito di buona salute. Una addirittura non ha avuto nemmeno bisogno di supporti respiratori, per una ventilazione forzata. Adesso sono tutte e tre autonome e vengono alimentate con latte materno. Il peso alla nascita è stato più che soddisfacente: variava dal chilo e 265 grammi al chilo e 384".

Signora, come farete a stare così lontani adesso che sono nate le tre gemelline? "Mah, finora mio marito è riuscito a seguirmi nella gravidanza e nel parto scappando a casa la domenica e il lunedì, poichè la sua squadra fortunatamente gioca di solito al sabato; adesso che il campionato è ormai iniziato la soluzione è una sola: io e le bambine ci trasferiremo da lui". Ciò significa che lascerete Roncade?

"Non possiamo fare altrimenti. Non possiamo stare lontani. Che senso avrebbe? Non è ammissibile aver scelto di diventare genitori e poi stare lontani. Io e le bimbe andremo a vivere là".

E non potrebbe accadere che possiate tornare? Magari grazie a un ingaggio nel Treviso Calcio? "E' quello che speriamo entrambi. Non si può mai sapere!".

L'ospedale Ca' Foncello non è nuovo ai parti plurigemellari anche se non si tratta di una consuetudine: la grande fama della patologia neonatale trevigiana richiama qui molte partorienti anche da altre province e regioni. Nel 1991 nacquero quattro gemelli; nel 1992 furono cinque; altri sei nel 1997. Ma il decorso non fu per tutti semplice come è invece stato per Giada, Samira e Denise.

Gianni Novara


 

La Tribuna di Treviso - 9 ottobre 2000

LE GEMELLINE DI RONCADE
Le prime poppate di Giada, Samira e Denise

a.z.

Sono in terapia intensiva, sotto il costante controllo dei sanitari, ma il loro stato di salute non desta preoccupazioni. Ha stupito e commosso la notizia della nascita all'ospedale Ca' Foncello di Treviso di tre gemelline. Un parto eccezionale dato che, in questo caso, nessuna cura ormonale contro la sterilità è stata usata. I genitori, due giovani trevigiani residenti a Roncade, hanno già dato loro un nome: Giada, Samira e Denise. La mamma, Sandra Tomè, 31 anni, fa la casalinga. Il papà, Loris Biasetto, 26 anni, è calciatore professionista. Due ragazzi che vivono da tempo a Roncade e che, per coronare il loro legame, sognavano di avere dei bambini. Il parto è avvenuto il 4 ottobre, giorno di San Francesco.
Nonostante le difficoltà che accompagnano ogni parto plurigemellare, i sanitari del repato di Patologia neonatale del Ca' Foncello ieri confermavano la buona salute delle bimbe, che già si alimentano con latte materno. Il reparto, che fa capo al Dipatimento pediatrico diretto dal professor Sergio Saia, ste seguendo passo dopo passo le loro condizioni di salute.
Fatto raro, ma con dei precedenti in famiglia: la zia di Biasetto, infatti, una ventina di anni fa ha messo al mondo tre figli gemelli e anche nella famiglia Tomè si sono registrati parti gemellari. Le bimbe sono nate entro la trentaduesima settimana di gravidanza, ossia al termine del settimo mese, il peso alla nascita andava dal chilo e 265 grammi al chilo e 384. Mamma Sandra non vede l'ora di portarsele a casa: nei progetti della famiglia, infatti, c'è il trasferimento a Vercelli, in Piemonte, dove Loris è portiere della locale squadra di calcio. Il Ca' Foncello non è nuovo ai parti plurigemellari: nel 1991 vennero
alla luce quattro gemelli, un anno dopo cinque, addirittura sei nel 1997.


 

La Tribuna di Treviso - 9 ottobre 2000

Roncade ringrazia Marascalchi e Gecchele
I due nuovi acquisti decisivi per ottenere il successo contro l'Istrana
SERIE C/1 Successo maturato nell'ultimo parziale

Daniele Tricarico

RONCADE. Davanti ad un folto pubblico la Data Services vince e recupera nel bilancio dei derby disputati negli ultimi cinque anni con i cugini dell'Istrana. Siamo ora 5-4 a favore dei castellani, e il neo allenatore Balzan può brindare con una vittoria al suo esordio sulla panchina di Roncade. E' stata una tipica partita di inizio stagione, con le entrambe le squadre molto esplosive sulle gambe ma poco precise sia dalla linetta che dal campo. Si è così assistito ad un primo tempo avvincente ed equilibrato, mentre nella seconda frazione si sono visti molti errori, fino a quando nell'ultimo parziale di gioco il Roncade è riuscito a gestire bene il vantaggio conquistato. Il Gasparini non è riuscito ad imporre la propria superiorità sotto canestro con Croce e Crosato, il primo ottimamente limitato da Fraccaro, a dimostratione delle difficoltà nell'inserimento dei nuovi arrivati nell'impianto voluto da Osellame e Delle Monache.
La Data Services, dal canto suo, pur sbagliando molto (come gli ospiti d'altronde) non è mancata nelle fasi cruciali dell'incontro ed alla fine la buona prestazione complessiva delle guardie roncadesi è valsa la vittoria. Su tutti quella del nuovo arrivato Gecchele, ventiquattrenne ex Benetton, tornato sui campi da gioco dopo quattro anni di inattività, e di Marascalchi, neo acquisto di provenienza Reyer, autore di una prestazione davvero generosa.
Istrana parte bene e conduce l'incontro per quasi tutto il primo parziale: la gara è intensa e spigolosa, il primo vantaggio per Roncade (17-16) arriva solo al termine dei primi 10' di gioco con un canestro più fallo di Torresan. Si gioca punto a punto fino a 5'30" da giocare prima del riposo, con l'Istrana che sul 24-26 raggiunge l'ultimo vantaggio della partita. A quel punto il Roncade, complice il tiro pesante, realizza un break di 12-4 che risulterà decisivo per le sorti dell'incontro. In campo c'è tensione, tanto che viene fischiato un tecnico a Vanin, ed ancora prima un antisportivo a Marascalchi, ma i ragazzi di Sanesi non riescono a recuperare lo strappo e chiudono la frazione sotto di 7. Nel terzo parziale la gara non cambia per i biancoazzurri che trovano difficoltà in attacco e a rimbalzo, continuando a sbagliare dalla lunetta. Non si vede un gran bel gioco ma Roncade trova con buona continuità: conclusioni importanti che infiammano il pubblico di casa. Nell'ultimo quarto, a 4' dal termine Zamarin realizza una tripla (4/15 alla fine), il Roncade si porta sul 58-45 e raggiunge il massimo vantaggio, con la partita virtualmente chiusa. Il ferro continua infatti a dire di no ai tentativi del Gasparini che non riesce più a rientrare in gara.


 

Il Gazzettino di Treviso - 11 ottobre 2000

Sindaco di Mogliano nominato ieri nella convention del movimento di Cacciari

Bottacin coordinatore della Margherita

Diego Bottacin, sindaco di Mogliano, è il coordinatore provinciale di "Insieme per il Veneto" la Margherita provinciale che fa riferimento al movimento che ha sostenuto Massimo Cacciari alle ultime elezioni regionali e che comprende Democratici, Ppi, Rinnovamento Italiano, Udeur e alcune liste civiche.

La nomina di Bottacin è il frutto di una larghissima convergenza fra le componenti della Margherita che hanno deciso di puntare su un amministratore di provata esperienza e competenza.

Nominato il coordinamento che affiancherà il sindaco di Mogliano. Coordinamento che sarà completato nei prossimi giorni. Ecco i componenti: Maria Luisa Campagner e Francesco Adami, consiglieri regionali; Giacinto Feletto, preside; Giuseppe Dalla Torre, consigliere comunale; Anna Spinnato, insegnante ed ex sindaco di Valdobbiadene; Ivano Battocchio, dirigente; Mariassunta Zago, imprenditrice; Alessandro Geron, impiegato pubblico; Roberto Migotto, imprenditore membro di Unindustria; Ivano Sartor, sindaco di Roncade e segretario provinciale del Ppi; Paolo Demattè, medico primario e coordinatore provinciale dei Democratici; Nino Regazzo, impiegato e segretario provinciale di Ri; Bruno Michelin, ex segretario Cisl provinciale; Vendemmiano Sartor, imprenditore ed ex sindaco di Ponte di Piave, Enzo Pavan, imprenditore presidente del club Impresa Europa.


 

La Tribuna di Treviso - 12 ottobre 2000

Roncade, Cassamarca ritorna a «palazzo»

RONCADE. E' stata ieri ufficialmente inaugurata, alla presenza di autorità civile e religiose e del direttore generale di Cassamarca Franco Benincasa, la restaurata sede originaria della filiale di Roncade. Si è così conclusa una lunga ed accurata serie di interventi che ha restituito l'originario splendore al neoclassico edificio di via Roma 72 la cui costruzione, risalente a metà '800, è caratterizzata da una notevole ricercatezza ed eleganza nelle decorazioni.


 

La Tribuna di Treviso - 13 ottobre 2000

«Discarica San Moffio, quel tecnico è di parte»

g.m.

RONCADE. Non si placano le polemiche sulla discarica di San Moffio, la cui autorizzazione è stata recentemente annullata dal Tribunale amministrativo. Con una lettera inviata all'Associazione per la tutela ambientale di Musestre il sindaco di Roncade, Ivano Sartor, contesta duramente l'operato del «tecnico-esperto», che ha svolto la consulenza per conto dell'associazione, accusandolo di aver colto l'opportunità «di esercitare la sua professione - remunerato con denaro della collettività - per procurare un vantaggio politico di parte». Nella lettera, Sartor precisa che il tecnico in questione ha partecipato in veste di delegato al congresso provinciale di Forza Italia di Treviso. Questo, a parere del sindaco, spiegherebbe i giudizi «di tipo politico e del tutto opinabili», espressi pubblicamente dal tecnico sull'operato dell'amministrazione comunale e sugli atti procedurali degli uffici comunali, giudizi «che trascendevano lo stretto campo tecnico-burocratico».


 

La Tribuna di Treviso - 17 ottobre 2000

Promossi da «Progetto Insieme»
Incontri con le donne sui problemi di Roncade

g.m.

RONCADE. Le consigliere comunali di Roncade elette nella lista di «Progetto Insieme», che amministra il Comune, riprendono domani alle ore 20.30, nella sede del centro diurno per anziani di via Vecellio, il ciclo di incontri con le cittadine roncadesi dedicati ai problemi del territorio.
«Durante la campagna elettorale - spiega la consigliera Antonella Bettiol - noi candidate di «Progetto Insieme» ci eravamo impegnate a organizzare questi incontri.
La risposta è stata entusiasmante: ad ogni serata hanno partecipato alcune decine di donne, che ci hanno chiesto di continuare, possibilmente con cadenza mensile».
L'incontro di domani sera, al quale parteciperà anche l'assessore Giacomo Buldo, è dedicato ai temi del volontariato, l'associazionismo e il progetto giovani.


 

La Tribuna di Treviso - 20 ottobre 2000

Un piano di rilevazione acustica

g.m.

Nei prossimi giorni a Roncade inizieranno le rilevazioni per l'elaborazione del piano di classificazione acustica del territorio.
L'indagine, che verrà svolta sia nelle diverse località, sia lungo le strade maggiormente trafficate, servirà per accertare i livelli d'inquinamento acustico e l'eventuale superamento dei limiti fissati dalla normativa in relazione all'utilizzo delle aree. Sulla base dei risultati delle rilevazioni il Comune dovrà poi valutare quali provvedimenti adottare al fine di tutelare la popolazione, procedendo sia attraverso l'elaborazione di varianti urbanistiche, sia con l'installazione di strutture, quali alberature o pannelli fonoassorbenti, idonee a ridurre la diffusione dei rumori.


 

Il Gazzettino di Treviso - 24 ottobre 2000

RONCADE. Individuati i resti a sud del comune, nella zona di Ca’ Tron

Al via i sopralluoghi per riportare alla luce la via Annia

Roncade

Al via i sopralluoghi per portare alla luce un tratto dell'antica Via Annia, strada iniziata nel 131 a.C. su impulso del pretore romano Tito Annio Rufo. L'importante tronco è già stato evidenziato ed è in parte visibile, situato a sud del comune di Roncade, in località Ca' Tron.

Destinata a diventare un sito archeologico importantissimo, la zona sarà interessata dagli scavi a partire dal maggio del prossimo anno, mentre entro marzo, verrà presentato un progetto preliminare con le modalità di intervento sulla base dei dati raccolti fino ad oggi da un'equipe di archeologi, storici e geomorfologi.

Francesca Ghedini, docente alla facoltà di Scienze dell'Antichità di Padova e responsabile del progetto, parla con l'entusiasmo di chi, per una volta, non avrà preoccupazioni finanziarie a completare una ricerca storica di portata così grande. «La Fondazione Cassamarca, da qualche mese proprietaria del terreno, si farà carico di tutto. Intanto i nostri ricercatori sono già da mesi al lavoro per studiare la zona, tramite antichi documenti e rilievi aerei e satellitari».

La Via Annia collegava Adria all'importantissima Aquileia ed era una delle due strade (l'altra era è la Postumia) usate dai romani per arrivare in Veneto.

Lungo il suo percorso sono già state individuate delle antiche stazioni di ristoro; ora pare sia stato scoperto un insediamento più a nord rispetto al'asse viario, forse una fattoria. La sua posizione sarebbe spiegata dal superiore livello sul mare rispetto alla fascia di terreno vicina alla Annia, soggetta allora a frequenti allagamenti.

Aldina Vincenzi


 

La Tribuna di Treviso - 24 ottobre 2000

Un rustico a Ca' Tron per gli archeologi

La Fondazione Cassamarca sosterrà completamente una campagna di indagine storico-archeologica nella parte sud del territorio comunale di Roncade, in località Cà Tron, area recentemente acquistata dalla stessa Fondazione e ritenuta interessante perchè sede di un tratto dell'antica via Annia. Lo rileva l'archeologa padovana Francesca Ghedini che non nasconde la propria soddisfazione osservando che «per una volta nella vita è possibile fare un progetto-pilota senza preoccupazioni per i finanziamentì. La strada romana, fatta costruire a partire dal 131 a.C. dal pretore Tito Annio Rufo, partiva da Adria e raggiungeva Aquileia e rappresenta una delle due grandi direttrici, assieme alla Postumia, che collegavano il Veneto al mondo romano. Oltre ad evidenziare il tratto del lastricato romano, i dati avrebbero rivelato la presenza, di insediamenti precedenti, ipotesi rafforzata dal ritrovamento di laterizi e pezzetti di ceramica e vetro. E' già stata messa a disposizione dei ricercatori una sede fissa ed abitabile all'interno di un vicino rustico ristrutturato.


 

Il Gazzettino di Treviso - 24 ottobre 2000

"Ozanam" agli alpini e a una studentessa

Roncade

Il premio "Federico Ozanam" agli alpini e ad una studentessa modello.

Il "4° Premio Federico Ozanam", organizzato dall'omonimo circolo di solidarietà di Roncade, è andato quest'anno ai gruppi alpini di Roncade e Biancade. Nella stessa occasione è stata consegnata una borsa di studio alla studentessa modello Marilena Mazzariol di Musestre, che ha conseguito la licenza presso la scuola media statale "Martiri della Libertà" di Roncade con la votazione ottimo ed una nota di particolare merito. La borsa di studio, giunta alla terza edizione, era anch'essa intitolata al beato Antonio Federico Ozanam, fondatore della Società di San Vincenzo De' Paoli.

E' il quarto anno consecutivo che il "Circolo Federico Ozanam", con il patrocinio del Comune di Roncade e della Banca di Credito Cooperativo di Monastier, premia persone o gruppi di Roncade particolarmente distintisi in opere di carità. "Per l'edizione 2000 abbiamo scelto gli alpini - ha spiegato la presidente del circolo, Silvana Zago Sartor - perché sanno vivere questo tempo con gli stessi ideali, con lo stesso altruismo e con lo stesso onore delle eroiche "penne nere"". I due Gruppi alpini di Roncade e Biancade, infatti, hanno offerto più volte la loro solidarietà e collaborazione in numerose manifestazioni e situazioni di emergenza, ad esempio a fianco dei terremotati, di comunità terapeutiche, dei malati oncologici, di comunità per disabili, ...

La riuscita cerimonia è iniziata prima con la celebrazione della S. Messa presso la chiesa parrocchiale di S. Cipriano, quindi con le premiazioni e il pranzo comunitario tenutisi nella mensa della scuola media di Roncade.

Federica Florian


 

La Tribuna di Treviso - 27 ottobre 2000

Leggere la tivù. Un dibattito

g.m.

RONCADE. «Leggiamo la televisione, come la violenza si maschera per l'infanzia», è il tema di una tavola rotonda che si svolgerà questa sera, alle 20.30, nell'aula magna della scuola media di Roncade.
L'iniziativa è promossa dall'assessorato alla cultura e dalla biblioteca, nell'ambito del progetto «Leggiamo la televisione», avviato per allo scopo di creare una maggiore attenzione sull'uso da parte dei ragazzi della televisione, che spesso trasmette scene che rischiano di educare alla violenza, data la difficoltà dei bambini nel comprendere la differenza tra finzione e realtà.
Al dibattito parteciperanno Paola Pastacaldi, scrittrice e giornalista, Giorgio Lago, giornalista, Maria Marconi, psicopedagogista, Walter Dal Cin, esperto di linguaggio cinematografico ed i docenti universitari Rinalda Montani e Joyce Mamon.


 

La Tribuna di Treviso - 27 ottobre 2000

Disegno artistico

g.m.

RONCADE. L'informagiovani di Roncade organizza il secondo corso di disegno artistico, che inizierà lunedì 6 novembre.
Verrà applicato il metodo d'insegnamento elaborato dalla statunitense Betty Edwards, che ha la particolarità di stimolare la parte destra del cervello, consentendo di avvicinarsi al disegno e pittura anche ai «negati dell'arte».
Per iscrizioni e informazioni gli interessati possono contattare l'ufficio Informagiovani, al martedì dalle 11 alle 14, mercoledì dalle 17.30 alle 20.30 e venerdì dalle 18.30 alle 20.30, oppure telefonando negli stessi orari allo 0422.841.465.


 

Il Gazzettino di Treviso - 27 ottobre 2000

Al via Progetto Comunità

Roncade

(A.N.) Si è tenuta al Centro Diurno di via Vecellio a Roncade la serata di sensibilizzazione rivolta ad associazioni e cittadini per far conoscere il «Progetto rete preventiva di comunità» che coinvolge tutti i comuni del Distretto 5 dell'Azienda Ulss 9 di Treviso. Il progetto, nato per fronteggiare i disagi giovanili, si occupa innanzitutto di prevenzione, ma anche del recupero delle tossicodipendenze e dell'alcoldipendenza correlata. Roncade, Monastier, Silea, San Biagio e Zenson hanno aderito compatti all'iniziativa resa attuabile dalla possibilità di attingere alla quota assegnata alla Regione Veneto dal Fondo Nazionale di intervento per la lotta alla droga.

Dopo un primo lavoro di mappatura del territorio che ha individuato le aree di aggregazione dei giovani, si vuole ora puntare sulla formazione di persone adatte a portare un messaggio educativo che ben si amalgami ai diretti interessati, coinvolgendo tutte le realtà associative. Anni di studi approfonditi hanno evidenziato come i disagi giovanili sorgano spesso in mancanza di un opportuno e valido dialogo con gli adulti. Da qui l'iniziativa affidata ora a due Cooperative che si occupano quotidianamente di queste problematiche, il «Ceis» e il «Sestante», che hanno approntato il metodo di svolgimento e lo hanno diviso in tre distinti momenti. L'operatività di strada, il coordinamento territoriale delle Associazioni interessate e i gruppi di auto-aiuto.


 

La Tribuna di Treviso - 28 ottobre 2000

Ca' Tron, scavi archeologici
alla ricerca della via Annia

Studiosi dell'università di Padova al lavoro nella tenuta agricola

di Marzia Borghesi
RONCADE. Il tratto trevigiano dell'antica via Annia, strada maestra di comunicazione tra Ravenna ed Aquileia fatta costruire nel II secolo a.C dal pretore Tito Annio Rufo, rivedrà presto la luce. Un programma di ricerche multidisciplinari e di scavi archeologici, coordinato dall'università di Padova, sta per partire nella porzione di territorio tra la laguna e la fertile campagna di terraferma.
La tenuta di Ca' Tron, a Roncade, ha visto sovrapporsi nei secoli, strati di vicende umane e accadimenti naturali in un intreccio che, come spesso accade, pare ormai inestricabile.
Nel Settecento fu villa e insieme tenuta di campagna, dei veneziani Tron. La famiglia patrizia diede battesimo al luogo, ma soprattutto impulso all'agricoltura con coltivazioni, in quelle zone umide, di estese risaie. Più tardi Ca' Tron fu soggetta a passaggi di mano tra alterne vicende, nella sfida contro la palude, e svariati proprietari. Fino alla più recente acquisizione, da parte della Fondazione Cassamarca, che l'ha avuta, dopo anni di trattative, dall'azienda sanitaria trevigiana.
Ora che quei mille ettari di tenuta stanno per essere recuperati, ecco riemergere a Ca' Tron lo strato conosciuto più antico. E forse, se le ricerche daranno ragione alle ipotesi avanzate dagli studiosi, anche testimonianze precedenti agli anni 130 a.C.
Ma veniamo al progetto. La studiosa padovana Francesca Ghidini, responsabile scientifica dell'indagine storico-archeologioca alla testa di una qualificata équipe di geomorfologi, geofisici ed archeologi, avrà il compito di far riemergere la tracce più nascoste dell'antico sito.
Alcuni elementi utili alle indagini sono emersi, di recente, da una serie di foto aeree e da satellite, che hanno evidenziato alcune anomalie del sottosuolo. Il punto di maggior interesse nell'area è, si diceva, il tracciato della strada romana, fatta costruire dal pretore Tito Annio Rufo per congiungere Adria ad Aquilieia, passando per Padova ed Altino. I dati essenziali, sul piano archeologico, sono già noti.
Si tratta, ora, di ampliare i rinvenimenti «grattando» il più possibile sotto agli strati depositati dalla storia e dagli uomini. Gli accadimenti umani, si diceva, hanno definito e cambiato, nel passaggio dei secoli, il destino di quest'area che si affaccia sul fiume Sile, un tempo navigabile fino al mare.
Ma se si sa molto delle epoche più recenti (Venezia), molto resta ancora da fare. E da scoprire.


 

La Tribuna di Treviso - 29 ottobre 2000

Quale tivvù

di Giorgio Lago

Una sera a Roncade, nel trevigiano, per discutere di televisione e bambini. Il tema è «Leggiamo la televisione»: come dire, ormai si legge solo quella. La biblioteca comunale gradirebbe il contrario e il libraio Walter Dal Cin pure.
La modernissima sala delle scuole medie è piena, duecento, forse trecento persone. Per una sera, hanno rinunciato a leggere nostra signora Tv, quotidiana come il pane del padrenostro. Ma il «ricco» Nordest non pensa soltanto ai «schèi»? Così almeno si legge da anni, sui quotidiani bene informati. Lasciamo perdere.

Un'insegnante americana di Chicago, formatasi all'università di Baltimora ma trapiantata qui da dieci anni, porta i dati di un sacco di ricerche. I bimbi che vedono troppa tv leggerebbero meno, rischierebbero il sovrappeso, starebbero con minor gusto assieme agli amici, sarebbero meno attivi e anche meno propensi ai compiti in casa. Si usa il condizionale perché è materia delicata, da non tagliare con l'accetta, ma è così.
Un'altra ricerca stabilisce una correlazione tra televisione, presa a overdose quotidiana, e aggressività, dagli 8 ai 30 anni. Però i ricercatori avvertono che non è detto: l'aggressività entra dalla società nella Tv o ne esce solleticata? Un rebus, non ancora decifrato. Viene citato uno studioso che ebbe a dire: «Una volta temevo che i miei figli non imparassero dalla televisione, adesso temo che i miei nipoti imparino».

Da un'insegnante molto preparata sento dire la cosa più realistica: «In questo campo nulla è facile». Aggiungo da parte mia che in mezzo, tra tv e bambini, sta la famiglia, sta soprattutto la donna, sulla quale la società scarica tutti i suoi affanni: l'educazione, il lavoro, i servizi, la maternità, la carriera. A lei si chiede anche, tra un orario d'ufficio e una famiglia da mandare avanti, di costruire nei figli «consumatori selettivi di tv». Non può farcela, da sola.
In una società diffusa, può funzionare soltanto una cultura diffusa, mai solitaria né eroicamente pedagogica. Ai nostri ritmi, sono spesso più preziosi i nonni che i genitori.

La televisione è uno strumento stupendo; l'operazione più difficile consiste nel trattarlo per l'appunto da strumento. Sennò, realtà e finzione diventano una marmellata: non solo per i più piccoli, anche per noi. Grandi! Mah.
A volte, la tv viene presa come comodissimo alibi. Si fa ad esempio moralismo sui suoi quiz, quando il più grande gestore di quiz, schedine, giochi a premi è lo Stato.
Siamo in mezzo al guado della modernità, veloce come il Po in piena. Alle spalle, la nostalgia; davanti, la scoperta: la prima impigrisce, la seconda intimidisce. Tra il rifugiarsi presso il caminetto dei ricordi e il rifiutare l'ostacolo del mondo che piomba addosso senza pausa, chi guarda alla tv
pensando ai figli non ha scampo. Deve tenersi in mischia, è condannato a guardare in faccia il mondo e a fare fatica. Senza flagellazioni, con realismo, che è il contrario dei predicozzi.

A Roncade, una pediatra, Rinalda Montani, ha letto alla fine una pagina di Janusz Korczak, scrittore e pedagogo polacco morto nel campo di sterminio di Treblinka. Dice: «Voi affermate che è faticoso stare con i fanciulli. Avete ragione. Ma poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, curvarsi, piegarsi, farsi piccoli. Ebbene, in questo avete torto. Non sta qui la fatica maggiore, ma piuttosto nel dovere di elevarsi al livello dei loro sentimenti, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi, per non ferirli».
Che meraviglia. Sarebbe anche un buon palinsesto.


 

Il Gazzettino di Treviso - 31 ottobre 2000

RONCADE. Nell’arcipretale del paese

Oggi l'addio a Italina De Lazzari

Non c'è una persona a Roncade che non abbia presente il suo cipiglio che si apriva al sorriso il viso pieno di lentiggini, le sue battute pronte. Ma ben sanno veramente di cosa era capace Italina De Lazzari, morta all'età di 63 anni.

Seguiva insieme ai familiari il notissimo bar omonimo della piazza e, alle 22, quando il suo turno finiva, andava nel "magazzino". Inscatolava e smistava senza sosta ogni genere alimentare, capi di abbigliamento, materassi; il magazzino era il luogo dove giungevano i doni degli abitanti del circondario e non solo. I pacchi venivano poi spediti soprattutto in Mozambico ad aiutare la missione di Padre Martino Maulano, oppure in Jugoslavia e in India. Le spese per i container, circa 11 milioni a spedizione, se le accollava lei. Collaborava assiduamente inoltre con Padre Rastrelli di Napoli, il primo a combattere l'usura in Italia e organizzava i gruppi di preghiera e i pellegrinaggi a Medjugorie. E molti sono gli albanesi ai quali ha trovato lavoro.

L'addio stamattina alle 10.30, nell'arcipretale di Roncade.

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