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Novembre 2002 |
La Tribuna di Treviso, 1 novembre 2002DAL
CONSIGLIO
Roncade entra a far parte del
consorzio Priula
Samantha Cipolla
RONCADE. Anche Roncade entrerà a far parte del consorzio Priula. La decisione è stata
votata nella seduta consiliare di lunedì sera con 14 voti favorevoli e 7 astenuti della
minoranza, tra le file di Roncade Domani e di Iniziativa Civica. In consiglio, c'era anche
il presidente del consorzio Gino Pasqualin. «La nuova gestione del problema dei rifiuti
inizierà dal 2003 - spiega il sindaco Ivano Sartor - Pasqualin ci ha spiegato che con una
raccolta differenziata spinta, porta a porta, possiamo portare il nostro trend di
materiale riciclato dal 60% al 70-75%, era una scelta quasi obbligata dal momento che
siamo stati uno dei Comuni piloti nella raccolta differenziata. Abbiamo scelto di
appoggiarci a questo consorzio per uniformarci agli altri comuni, ormai sono venti le
amministrazioni che fanno riferimento al Priula, che potrà offrirci anche consulenze
competenti ed informazioni su tasse e tariffe». Così dall'anno prossimo i cittadini di
Roncade si troveranno con cinque cassonetti, anziché tre per dividere vetro, carta,
plastica, umido e secco. Altro argomento e l'opposizione si è atta sentire
sull'approvazione di alcune varianti parziali al Prg. Il caso nasce dalla richiesta
dell'industria Lefin di poter aprire un ulteriore punto vendita nella nuova area lungo la
statale Treviso Mare per aver maggiore visibilità. La richiesta è stata bocciata: «Più
volte l'amministrazione comunale ha espresso la volontà di non volere centri commerciali
o nuove strutture di medie o grandi dimensioni. La richiesta di un altro punto vendita di
tale ditta è perciò bocciata. Diverso il caso se una qualsiasi licenza già presente sul
territorio, ci chieda un trasferimento in aree più consone alle sue esigenze commerciali.
Si vaglierà caso per caso, ma Roncade deve anche crescere, non siamo un consiglio
pastorale e vogliamo uno sviluppo controllato». Boris Mascia, consigliere di Roncade
Domani non crede sia sufficiente: «Non basta non approvare le nuove grandi strutture, i
centri commerciali, bisogna evitare la tendenza a trasferire anche le medie aziende sulla
Treviso mare». |
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Il
Gazzettino di Treviso, 1 novembre 2002
RONCADE
A trenta anni ruba
videogiochi
Un trevigiano di 30 anni,
Massimo Rigon, già pregiudicato per reati contro il patrimonio, è stato arrestato
l'altro pomeriggio all'interno del centro commerciale Valecenter di Marcon. Il giovane,
sposato, residente a Roncade e senza fissa occupazione, si era introdotto verso le 18.30
nel reparto informatica cercando di sottrarre dagli scaffali alcuni videogiochi. Tentativo
apparentemente andato a buon fine. Purtroppo Rigon non aveva fatto i conti il personale
della sicurezza che anche al Valecenter, come in buona parte dei centri commerciali, si
avvale di telecamere a circuito chiuso. I vigilantes hanno seguito attentamente gli
spostamenti del 30enne bloccandolo appena ha varcato le casse senza pagare. Sotto il
giubbotto aveva nascosto alcuni videogiochi per un valore prossimo ai 250 euro. Una volta
fermato, le guardie giurate hanno chiesto l'intervento dei carabinieri di Favaro Veneto
che si sono limitati a stringere le manette ai polsi del giovane per furto aggravato.
Rigon è stato poi tradotto al carcere Santa Maria Maggiore di Venezia, a disposizione
dell'autorità giudiziaria. |
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Il
Gazzettino di Treviso, 6 novembre 2002
Immobile nel degrado e
pericoloso
Roncade
(A.V.) L'inequivocabile stato di degrado
in cui versa lo stabile posto all'angolo dell'incrocio principale di Roncade, tra la
trattoria Favaretto e il negozio di elettrodomestici Segato, è oggetto di attenzioni
generali, ma di scarse iniziative. L'edificio, di proprietà di Arnaldo e Giuseppe
Simonato (rispettivamente zio e nipote), non è mai stato ristrutturato radicalmente anche
se fino ad una decina di anni fa era adibito ad abitazione e negozi: è l'unico
"pezzo" di Roncade ancora integro nella sua concezione originale. Le autorità e
i privati sono stati invitati ripetutamente ad intervenire per migliorare l'aspetto di
quello che è un vero e proprio biglietto da visita in netto contrasto col gradevole borgo
di provincia. «A me non è pervenuta nessuna richiesta scritta, nessun atto formale» è
la sola dichiarazione rilasciata da Giuseppe Simonato. E non c'è più nulla che denunci
neppure il pericolo di caduta cornicioni che tuttavia era evidenziato fino a qualche
settimana fa da un cartello, ora scomparso, apposto sui muri esterni.
I proprietari hanno solo puntellato il
soffitto dopo un annoso diverbio con i vicini, i quali lamentano anche la pubblicità
negativa, la mancanza di igiene e le infiltrazioni dovute a una costruzione in quello
stato; la polizia municipale prima di agire aspetta un esposto da parte dei cittadini; la
giunta, con delibera del 1 marzo 2001, ha voluto incentivare il recupero dello stabile
dando la possibilità di un ampliamento dei volumi, equilibrato da un nuovo porticato. |
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Il
Gazzettino di Treviso, 7 novembre 2002
Anche il comune nel consorzio
Priula
Roncade
(A.V.) Roncade, aderendo al Consorzio
Intercomunale Priula, diviene il 20. comune trevigiano che accetta la raccolta
differenziata spinta sul suo territorio. Dopo la delibera in consiglio scatta il periodo
di integrazione del servizio che prevederà la distribuzione dei contenitori e l'adeguata
informazione ai cittadini, già peraltro distintisi negli anni scorsi con l'impegno nel
riciclo rifiuti.
Affrontati di seguito l'esame e l'adozione
di una variante parziale attesa dai proprietari di immobili situati lungo l'asta del fiume
Sile. Da quando è stato istituito l'Ente che tutela la zona, l'area è rimasta congelata
in attesa delle possibilità pur limitate del regime di salvaguardia.
Con la decisione del Consiglio di
conformarsi alla normativa del Parco del fiume Sile, gli edifici potranno godere di un
ampliamento di 150 metri cubi per adeguamenti igienico sanitari ai volumi già esistenti.
La delibera darà il via anche alla potenziale realizzazione di una serie di opere per la
maggior fruibilità delle zone tutelate.
Scontro previsto sul punto all'odg che ha
preso in esame 5 osservazioni a proposito del nuovo insediamento produttivo lungo la
Treviso Mare.
In primo piano la società Lefim, che ha
richiesto il trasferimento della grande attività di vendita acquistata dalla famiglia
Lucatello a Biancade in un terreno di sua proprietà nell'area a ridosso del
sottopassaggio all'uscita di Roncade. |
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La
Tribuna di Treviso, 18 novembre 2002
Cade in moto e resta 12 ore nel fosso
Trentenne di Roncade
muore nel giorno del suo compleanno
Michela Santi
RONCADE. Per una notte intera è rimasto nel fossato. Nessuno l'ha visto quando è
sbandato con il suo motorino venerdì sera, di ritorno dal lavoro, ed è caduto battendo
la testa. Diego Scantamburlo è stato trovato morto lungo la Provinciale 112 a Musestre,
sabato mattina, nel giorno del suo trentesimo compleanno. A dare l'allarme, verso le 7.30,
un passante che ha visto il motorino e il corpo del giovane riverso. Sono intervenuti i
carabinieri di Roncade e il Suem di Treviso, ma per l'uomo non c'era più nulla da fare.
Diego, operaio saldatore alla Faces di Marcon, residente a Roncade, in via Vivaldi 12,
lascia la moglie Katia Castellan e due bimbe, Melania di 3 anni e mezzo e Nicole di appena
un anno. A causare la morte un trauma cranico.
Diego Scantamburlo percorreva da anni, ogni giorno il tratto di Provinciale lungo il
Musestre, per raggiungere il posto di lavoro alla Faces.
Lavorava con orario giornaliero dalle 8 alle 17. Venerdì sera, stava ritornando in sella
al suo Piaggio Sfera rosso quando, per cause non ancora accertate è sbandato ed è caduto
nel fossato lungo via Lucio Vero a Musestre, nelle vicinanze del cavalcavia
sull'Autostrada A4. Un malore, una svista, oppure l'asfalto bagnato dalla pioggia hanno
tradito Diego, ragazzo prudente e serio. Gli inquirenti escluderebbero l'urto di un'auto
pirata.
Diego è caduto e ha battuto la testa. Forse è dapprima svenuto, ma la notte
all'addiaccio è stata fatale. Nessuno degli automobilisti che lungo la notte sono
transitati sulla Provinciale si è accorto di nulla. E Diego è rimasto a terra fino al
mattino, quando qualsiasi soccorso era ormai inutile. Era originario di Dese, in provincia
di Venezia. I genitori Lauro Scantamburlo e la moglie, abitano in via Lito Marino. Diego
aveva altri quattro fratelli. Conviveva però con Katia, originaria di Roncade da sette
anni. Con lei si era sposato cinque anni fa, trasferendosi nell'appartamento di via
Vivaldi, 12, al primo piano sopra il negozio di erboristeria, poco lontano dalle scuole
medie. Un matrimonio felice. Katia era casalinga, si occupava delle bambine e della casa.
I suoi genitori vivono poco lontano, in una palazzina di via Menon, ma con loro non aveva
rapporti frequenti. Diego ogni giorno si recava alla Faces a Marcon, dove lavorava anche
suo cugino Massimo di 38 anni. Era operaio saldatore. A Roncade non era molto conosciuto,
manteneva piuttosto i legami con la sua famiglia e il paese di origine, Dese. La sua morte
ha gettato tutti i suoi famigliari nell'angoscia. La moglie che per prima non l'ha visto
tornare venerdì sperava che si fosse fermato a casa, a Dese. Invece Diego aveva deciso di
tornare a casa comunque in motorino, percorrendo, nonostante la pioggia e la scarsa
visibilità, la decina di chilometri che separano Marcon da Roncade. Sabato mattina,
inaspettata, è giunta la tragica notizia. Proprio sabato Diego compiva 30 anni. La data
dei funerali sarà fissata forse oggi.
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La
Tribuna di Treviso, 26 novembre 2002
Scintille a Roncade sugli immigrati
g.m.
RONCADE. «L'amministrazione comunale di Roncade è riuscita a stipulare l'affare con
Unindustria Treviso, accollandosi un onere non previsto dalla Legge Bossi-Fini, cioè
concedere un terreno in uso gratuito agli industriali, che invece avrebbero dovuto
provvedere per proprio conto a reperire un alloggio ai dipendenti extracomunitari».
Lo rileva la Lega Nord di Roncade, osservando che dopo l'entrata in vigore della legge
sulla regolarizzazione degli immigrati sono spariti i messaggi disperati che volevano nel
Veneto migliaia di stranieri per il sostentamento vitale delle aziende.
«Probabilmente i contratti di lavoro firmati in questura - aggiunge la Lega roncadese -
comportano responsabilità che molti industriali avrebbero evitato volentieri. Questo
dimostra l'uso che un certo tipo di imprenditori crede di poter fare
dell'extracomunitario».
Il Carroccio di Roncade ribadisce inoltre la totale contrarietà, condivisa da molti
cittadini, alla scelta di realizzare gli alloggi per extracomunitari a ridosso del centro
per la raccolta dei rifiuti: una decisione che non contribuirà all'integrazione.
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